{"id":5380,"date":"2024-02-12T14:21:46","date_gmt":"2024-02-12T14:21:46","guid":{"rendered":"https:\/\/rdc2.wedot.net\/?page_id=5380"},"modified":"2026-03-19T11:29:26","modified_gmt":"2026-03-19T11:29:26","slug":"edizione-2013","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?page_id=5380","title":{"rendered":"Edizione 2013"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"5380\" class=\"elementor elementor-5380\" data-elementor-post-type=\"page\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-4b00656 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"4b00656\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-bb4e59a\" data-id=\"bb4e59a\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ea00af7 elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"ea00af7\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            Il Libro                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ddf8ec9 elementor-widget__width-initial elementor-hidden-mobile elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"ddf8ec9\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h3 class=\"titoloLibro\">MALA VITA<br \/>Racconti dal carcere<br \/>a cura di Antonella Bolelli Ferrera<\/h3><p>Link di acquisto: <a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/exSbLKS\">Amazon<\/a><\/p><p>Camminano tutti allo stesso modo, quasi mai al centro degli interminabili corridoi. Le braccia penzolano lungo i fianchi, gli sguardi sono sfuggenti. Quando parlano, se fosse possibile togliere il sonoro, penseresti che si esprimano tutti nella medesima lingua.<br \/>Faccio caso a questi particolari quando uno di loro, che sta l\u00ec da pi\u00f9 di trent\u2019anni, me lo fa notare.<br \/>I movimenti delle labbra sono l\u2019aspetto pi\u00f9 curioso. L\u2019ergastolano sostiene che in carcere si usino sempre gli stessi termini, per parlare sempre delle stesse cose.<br \/>Trovo improbabile ma affascinante la sua tesi. Non mi aspettavo un simile spirito di osservazione. Invece, chi vive a lungo dentro una cella, lo acuisce al punto da cogliere dettagli per altri invisibili.<br \/>Pi\u00f9 si frequenta il carcere, pi\u00f9 ci si scopre impreparati. E si comprende anche leggendo i racconti dei detenuti e delle detenute che hanno partecipato al Premio Goliarda Sapienza. Quattrocento. I migliori si trovano in questo libro.<br \/>Hanno scritto da tutta Italia, con una folta rappresentanza di stranieri. Il loro italiano stentato (ma non sempre) \u00e8 una pennellata di colore, capace di restituire immagini di uomini rinchiusi, di vite segnate (quasi predestinate), di fughe dai tanti paesi dove l\u2019Italia sembra un miraggio e per la quale si rischia anche la morte, pur di raggiungerla.<br \/>Colpisce il racconto del giovane marocchino che affronta il viaggio della speranza a bordo di un gommone. E\u2019 assieme ai genitori, ma arriva solo. Il dopo, per lui, sar\u00e0 tutto in salita. Il suo italiano \u00e8 semplice e contaminato dal francese ma suggestivo. Abbiamo volutamente lasciato i \u201cki\u201d al posto dei \u201cchi\u201d o le \u201cvagues\u201d per indicare le \u201conde\u201d, perch\u00e9, leggendo, sembra di sentirlo parlare con quella dolce inflessione.<br \/>La mamma egiziana, invece, racconta del Nido Blu. Nido, perch\u00e9 \u00e8 il luogo dove stanno i bambini. Blu, perch\u00e9 le sbarre sono dipinte di quel colore. E\u2019 il nido dentro il carcere. L\u2019idea fa rabbrividire ancor pi\u00f9 quando leggiamo le sue parole: \u201cRicordo che volevo dargli un bacino, non si poteva, hanno messo una rete, ho infilato le dita cercando di accarezzare il suo visino, ma mi sono dovuta accontentare di toccare le sue dita infreddolite\u201d.<br \/>C\u2019\u00e8 sofferenza in tutti i racconti, ma qualcuno si spinge a descrivere l\u2019aspetto ironico di alcune situazioni. Il boss di una borgata romana, in cella con due detenuti stranieri, offre all\u2019autore lo spunto per un dialogo sulla profezia che il protagonista \u2013 e lui solo \u2013 intravede nella lettura delle carte. La conclusione \u00e8 amara ma ci strappa un sorriso.<br \/>La latitanza e l\u2019arresto sono comuni a chi vive nell\u2019illegalit\u00e0, ma acquista un sapore diverso se lo racconta una ragazza anarco-insurrezionalista o l\u2019appartenente a una cosca mafiosa. In questo libro troviamo entrambi.<br \/>Com\u2019\u00e8 diventato narcotrafficante di un cartello boliviano, lo spiega l\u2019inquilino di un carcere romano. La sua spavalderia si spegne all\u2019istante il 20 settembre del 2001. \u201cUna data che non avrei scordato per il resto della mia vita\u201d, scrive.<br \/>C\u2019\u00e8 il rom \u201cnato per fare il ladro\u201d. E Luciano che chiede di essere chiamato Lucia, perch\u00e9 tale si sente, disperatamente. Le sevizie subite, all\u2019interno di una famiglia di camorristi, lo\/la portano a scrivere: \u201cGli agenti della polizia penitenziaria sono la mia famiglia acquisita\u201d.<br \/>Un collaboratore di giustizia racconta senza indugi il suo passaggio alla criminalit\u00e0 organizzata &#8211; \u201cCominciai a sedermi al tavolo intorno al quale si decideva perfino della vita e della morte dei nostri avversari\u201d- e poi il difficile viaggio di ritorno che sta tentando di compiere.<br \/>I detenuti di lungo corso sembrano sentire il richiamo delle origini, ed ecco che la loro terra diventa il centro dei ricordi: una Sicilia assolata e appagante di odori, una Sardegna primordiale sono teatro delle loro gesta. E\u2019 la strada, invece, il territorio di caccia di due giovani tossicodipendenti che si prostituiscono per sbarcare il lunario.<br \/>C\u2019\u00e8 persino il racconto di un liberiano che ci catapulta in Liberia, dove un bambino soldato, insieme ad altri come lui, spara sulla gente dei villaggi perch\u00e9 cos\u00ec ordina \u201ccapitan Terror\u201d, perch\u00e9 cos\u00ec hanno fatto con la sua famiglia, sterminata.<br \/>Di ragazzini della nostra Italia sono le storie giunte dagli istituti di pena o delle comunit\u00e0 che accolgono i minori. Da quest\u2019anno il Premio Goliarda Sapienza ha voluto dedicare una sezione ai pi\u00f9 giovani. Bench\u00e9 la devianza e il disagio siano al centro delle storie, quello che rimane a noi lettori \u00e8 l\u2019immagine di adolescenti con la voglia di normalit\u00e0. Di amore, soprattutto.<br \/>I loro racconti, che descrivono con disincanto scene degne di un film \u2013 rapine, spaccio, furti, fughe, arresti, \u2013 ne rivelano anche tutta la fragilit\u00e0 e inducono in noi, negli adulti, riflessione, ma anche imbarazzo per l\u2019inadeguatezza di fronte al fenomeno della devianza minorile, in continua ascesa.<br \/>\u201cLa seconda volta che sono stato arrestato \u00e8 stata e sar\u00e0 anche l\u2019ultima\u201d, conclude uno dei nostri giovani autori. E\u2019 una mano tesa, la sua. Sta a noi afferrarla.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-62acc78 elementor-hidden-desktop elementor-hidden-tablet elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"62acc78\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-4c88388\" data-id=\"4c88388\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cd6dca0 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"cd6dca0\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h3 class=\"titoloLibro\">MALA VITA<br \/>Racconti dal carcere<br \/>a cura di Antonella Bolelli Ferrera<\/h3><p>Link di acquisto: <a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/exSbLKS\">Amazon<\/a><\/p><p>Camminano tutti allo stesso modo, quasi mai al centro degli interminabili corridoi. Le braccia penzolano lungo i fianchi, gli sguardi sono sfuggenti. Quando parlano, se fosse possibile togliere il sonoro, penseresti che si esprimano tutti nella medesima lingua.<br \/>Faccio caso a questi particolari quando uno di loro, che sta l\u00ec da pi\u00f9 di trent\u2019anni, me lo fa notare.<br \/>I movimenti delle labbra sono l\u2019aspetto pi\u00f9 curioso. L\u2019ergastolano sostiene che in carcere si usino sempre gli stessi termini, per parlare sempre delle stesse cose.<br \/>Trovo improbabile ma affascinante la sua tesi. Non mi aspettavo un simile spirito di osservazione. Invece, chi vive a lungo dentro una cella, lo acuisce al punto da cogliere dettagli per altri invisibili.<br \/>Pi\u00f9 si frequenta il carcere, pi\u00f9 ci si scopre impreparati. E si comprende anche leggendo i racconti dei detenuti e delle detenute che hanno partecipato al Premio Goliarda Sapienza. Quattrocento. I migliori si trovano in questo libro.<br \/>Hanno scritto da tutta Italia, con una folta rappresentanza di stranieri. Il loro italiano stentato (ma non sempre) \u00e8 una pennellata di colore, capace di restituire immagini di uomini rinchiusi, di vite segnate (quasi predestinate), di fughe dai tanti paesi dove l\u2019Italia sembra un miraggio e per la quale si rischia anche la morte, pur di raggiungerla.<br \/>Colpisce il racconto del giovane marocchino che affronta il viaggio della speranza a bordo di un gommone. E\u2019 assieme ai genitori, ma arriva solo. Il dopo, per lui, sar\u00e0 tutto in salita. Il suo italiano \u00e8 semplice e contaminato dal francese ma suggestivo. Abbiamo volutamente lasciato i \u201cki\u201d al posto dei \u201cchi\u201d o le \u201cvagues\u201d per indicare le \u201conde\u201d, perch\u00e9, leggendo, sembra di sentirlo parlare con quella dolce inflessione.<br \/>La mamma egiziana, invece, racconta del Nido Blu. Nido, perch\u00e9 \u00e8 il luogo dove stanno i bambini. Blu, perch\u00e9 le sbarre sono dipinte di quel colore. E\u2019 il nido dentro il carcere. L\u2019idea fa rabbrividire ancor pi\u00f9 quando leggiamo le sue parole: \u201cRicordo che volevo dargli un bacino, non si poteva, hanno messo una rete, ho infilato le dita cercando di accarezzare il suo visino, ma mi sono dovuta accontentare di toccare le sue dita infreddolite\u201d.<br \/>C\u2019\u00e8 sofferenza in tutti i racconti, ma qualcuno si spinge a descrivere l\u2019aspetto ironico di alcune situazioni. Il boss di una borgata romana, in cella con due detenuti stranieri, offre all\u2019autore lo spunto per un dialogo sulla profezia che il protagonista \u2013 e lui solo \u2013 intravede nella lettura delle carte. La conclusione \u00e8 amara ma ci strappa un sorriso.<br \/>La latitanza e l\u2019arresto sono comuni a chi vive nell\u2019illegalit\u00e0, ma acquista un sapore diverso se lo racconta una ragazza anarco-insurrezionalista o l\u2019appartenente a una cosca mafiosa. In questo libro troviamo entrambi.<br \/>Com\u2019\u00e8 diventato narcotrafficante di un cartello boliviano, lo spiega l\u2019inquilino di un carcere romano. La sua spavalderia si spegne all\u2019istante il 20 settembre del 2001. \u201cUna data che non avrei scordato per il resto della mia vita\u201d, scrive.<br \/>C\u2019\u00e8 il rom \u201cnato per fare il ladro\u201d. E Luciano che chiede di essere chiamato Lucia, perch\u00e9 tale si sente, disperatamente. Le sevizie subite, all\u2019interno di una famiglia di camorristi, lo\/la portano a scrivere: \u201cGli agenti della polizia penitenziaria sono la mia famiglia acquisita\u201d.<br \/>Un collaboratore di giustizia racconta senza indugi il suo passaggio alla criminalit\u00e0 organizzata &#8211; \u201cCominciai a sedermi al tavolo intorno al quale si decideva perfino della vita e della morte dei nostri avversari\u201d- e poi il difficile viaggio di ritorno che sta tentando di compiere.<br \/>I detenuti di lungo corso sembrano sentire il richiamo delle origini, ed ecco che la loro terra diventa il centro dei ricordi: una Sicilia assolata e appagante di odori, una Sardegna primordiale sono teatro delle loro gesta. E\u2019 la strada, invece, il territorio di caccia di due giovani tossicodipendenti che si prostituiscono per sbarcare il lunario.<br \/>C\u2019\u00e8 persino il racconto di un liberiano che ci catapulta in Liberia, dove un bambino soldato, insieme ad altri come lui, spara sulla gente dei villaggi perch\u00e9 cos\u00ec ordina \u201ccapitan Terror\u201d, perch\u00e9 cos\u00ec hanno fatto con la sua famiglia, sterminata.<br \/>Di ragazzini della nostra Italia sono le storie giunte dagli istituti di pena o delle comunit\u00e0 che accolgono i minori. Da quest\u2019anno il Premio Goliarda Sapienza ha voluto dedicare una sezione ai pi\u00f9 giovani. Bench\u00e9 la devianza e il disagio siano al centro delle storie, quello che rimane a noi lettori \u00e8 l\u2019immagine di adolescenti con la voglia di normalit\u00e0. Di amore, soprattutto.<br \/>I loro racconti, che descrivono con disincanto scene degne di un film \u2013 rapine, spaccio, furti, fughe, arresti, \u2013 ne rivelano anche tutta la fragilit\u00e0 e inducono in noi, negli adulti, riflessione, ma anche imbarazzo per l\u2019inadeguatezza di fronte al fenomeno della devianza minorile, in continua ascesa.<br \/>\u201cLa seconda volta che sono stato arrestato \u00e8 stata e sar\u00e0 anche l\u2019ultima\u201d, conclude uno dei nostri giovani autori. E\u2019 una mano tesa, la sua. Sta a noi afferrarla.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-5dd5a6a\" data-id=\"5dd5a6a\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7012def elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"7012def\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/g16HqqZ\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"292\" height=\"457\" src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2013-20x31.gif\" class=\"attachment-large size-large wp-image-3825 jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2013.gif\" srcset=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2013-20x31.gif 20w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2013-192x300.gif 192w\" sizes=\"(max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-adacc04 elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"adacc04\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            I Vincitori                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b7be9b2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"b7be9b2\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>1\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Pure in galera ha da passa&#8217; &#8216;a nuttata<\/strong><br \/><em>di Giuseppe Rampello<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">Il carcere \u00e8, di fatto, un&#8217;astronave\u2026 Antonio \u00e8 uno di quelli che, quando gli tocca, sale a bordo: \u00e8 un detenuto a intermittenza, un passeggero pagante.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Oltre met\u00e0 dei suoi cinquantatr\u00e9 anni li ha trascorsi nelle patrie galere, che ormai considera la sua seconda casa, ovunque abbiano sede.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">\u2026 Andatura tipo Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco\u2026 le braccia \u201caffrescate\u201d di tatuaggi\u2026 dai tradizionali \u201ccinque punti della mala\u201d\u2026 a nudi di donna frammisti a madonne e velieri\u2026 sul torace, in una selva di peli, spicca il gigantesco disegno che gli d\u00e0 il nome d&#8217;arte, er Cobra!<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Gi\u00e0 nella Rotonda gli urli di saluto che gli arrivano dalle varie sezioni fanno inorgoglire Antonio&#8230;<br \/>(Un detenuto) \u00abAho, a Cobra, tutt&#8217;a posto?&#8230;\u00bb.<br \/>(Antonio) \u00ab\u2026tutt&#8217;a posto! Mo&#8217; me sistemo\u2026\u00bb.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">In un paio di giorni, con opportuni spostamenti a catena\u2026 approda alla tanto amata cella\u2026Ma stavolta scopre che gi\u00e0 c&#8217;\u00e8 un pezzo da novanta, Rocco detto \u201cer Berluschino der Trullo\u201d &#8230; Con lui Catalin, il romeno, e Abdullah, il marocchino. Antonio capisce che dovr\u00e0 accettare di occupare il secondo posto nella gerarchia\u2026<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Anche lui \u00e8 dentro per una valanga d\u2019imputazioni che spaziano nell&#8217;intero codice penale&#8230; Comunque, delle conseguenze giudiziarie, si preoccupa poco: gli stanno scadendo i termini di custodia cautelare per cui, a breve, dovr\u00e0 essere&#8230;<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Rocco prende un mazzo di carte napoletane\u2026 \u00c8 buffo che un duro come lui sia cos\u00ec dipendente dai segni del destino\u2026<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Le mischia solennemente e inizia a disporle sul tavolino.<br \/>Asso di coppe.<br \/>(Rocco) \u00abAsso de coppe&#8230; asso de coppe&#8230; ah, s\u00ec: donna!&#8230; uhm&#8230; donna?!? Ah&#8230; s\u00ec, &#8230; donna! Certo, \u00e8 m\u00ec moje, chiaro, no?\u00bb.<br \/>Sei di spade.<br \/>(Rocco) \u00abSei de spade&#8230; er sei de spade&#8230; avvocato! &#8230; Uhm&#8230; avvocato?!? Aho, e che ce vo&#8217;? \u00c8 chiaro, no? &#8216;A donna: mi&#8217; moje! L&#8217;avvocato: vor d\u00ec mi&#8217; moje che va dall&#8217;avvocato e je parla, parleno de me. Hai capito come?\u00bb.<br \/>Re di denari<br \/>(Rocco): \u00abRe de denara, re de denara&#8230; Ecco, \u00e8 er giudice! &#8230; Er giudice?!? Ma certo, \u00e8 chiaro! M\u00ec moje va dall&#8217;avvocato&#8230; l&#8217;avvocato va dar giudice e je parla de me. Aho, &#8216;e carte nun menteno mai! &#8216;E carte so&#8217; sempre &#8216;n presagio: guarda com&#8217;hanno propio centrato &#8216;a storia mia!\u00bb.<br \/>Entusiasmo di Rocco, che continua a disporre le carte con solennit\u00e0.<br \/>Sette d&#8217;oro.<br \/>(Rocco) \u00abSette de denara&#8230; er sette bello! Er massimo!\u2026\u00bb.<br \/>Sorrisi ironici di Adbullah e Catalin, mentre Antonio pensa &#8220;ha da pass\u00e0 &#8216;a nuttata, ma speriamo che passi presto!&#8221;.<br \/>Rocco, con aria trionfante, posa le carte.<br \/>(Catalin) \u00abZio Rocco, fermi qui tue carte?\u00bb.<br \/>(Rocco) \u00abA Catalinne, e che je devo chiede ancora\u2026 quello che me doveveno di\u2019, me l&#8217;hanno detto, er presagio me l&#8217;hanno dato, no?&#8230;\u00bb.<br \/>(Catalin): \u00abZio Rocco, tu dai carte, leggi che dicono carte, tu fai tutto da solo\u2026\u00bb.<br \/>(Rocco): \u00ab\u2026m\u00f2 te dimostro che pure se le dai tu, ariescheno &#8216;e stesse pure senza &#8216;a mano mia!\u00bb.<br \/>Mischiata delle carte e stavolta Rocco incarica Catalin di gestire il mazzo.<br \/>Due di bastoni.<br \/>(Rocco): \u00abDue de bastoni&#8230; due de bastoni: donna! \u00c8 mi\u2019 moje!\u00bb.<br \/>(Abdullah): \u00abZio, ma prima la donna era l&#8217;asso\u2026\u00bb.<br \/>(Rocco): \u00ab\u2026 allora sei tarato! \u2026 &#8216;E carte vanno capite, ma tu nun capisci gnente de gnente. &#8216;Namo, Catalinne, continuamo, e lassamo perde &#8216;sto talibano&#8230;\u00bb.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Finalmente arriva il giorno diciotto\u2026<br \/>In tasca santini vari, due corone del rosario, la foto della madre defunta incollata dietro al santino di Padre Pio, ma, principalmente, dentro di s\u00e9, l&#8217;incrollabile convinzione che torner\u00e0 davvero a casa.<br \/>La sera torna molto pi\u00f9 tardi di tutti gli altri andati in causa quel giorno. Per\u00f2, si sa, la Corte d&#8217;Assise \u00e8 la Corte d&#8217;Assise, e sta al bunker di Rebibbia\u2026<br \/>Antonio, Catalin e Abdullah muoiono di fame, avendo aspettato il suo ritorno per mettersi a friggere la pietanza tipica delle grandi occasioni: petti di pollo fastosamente panati due volte\u2026<br \/>Rocco entra in cella scurissimo in volto, non saluta e non dice nulla.<br \/>Gli altri tre si adeguano\u2026<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Rocco va in bagno a lavarsi. Torna pi\u00f9 nero di prima\u2026.<br \/>(Rocco urla) \u00abMannaggia voi, mannaggia a voi che so\u2019 giorni che gufate, che me guardate strano! &#8230; Dodici anni m&#8217;hanno dato\u2026 dodici anni e pure du&#8217; anni de sorveglianza speciale! Mannaggia a voi e a quanno v&#8217;ho conosciuti!\u00bb.<br \/>[\u2026]<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Racconto ben costruito, con largo uso del dialogo e del dialetto che rendono la narrazione veloce e coinvolgente. Senza perdere il senso di tragicit\u00e0, la vita carceraria viene mostrata nella sua evidenza e con tinte di leggerezza e d&#8217;ironia. Il momento in cui un gruppo di detenuti di nazionalit\u00e0 diverse si stringe intorno a un mazzo di carte per leggervi il destino, \u00e8 uno spunto ben riuscito per un&#8217;amara metafora dell&#8217;esistenza. Fa pensare a un certo teatro di Eduardo De Filippo, alla tensione vigilata del cinema dei Taviani.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5140d61 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"5140d61\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5834fe9 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5834fe9\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>1\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>La seconda volta<\/strong><br \/><em>di Gugli<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">Apro gli occhi, il suono del campanello di casa mi ha svegliato. Non faccio in tempo a scendere dal letto che una corazzata invade la mia cameretta: sono i miei amici.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Il tempo di vestirmi, di farmi bello, una guardatina allo specchio e siamo in strada.<br \/>Fuori c\u2019\u00e8 un sole splendente, l\u2019aria \u00e8 fresca&#8230; In sella! Cavalchiamo i nostri motorini, due su ognuno, si parte. Destinazione: le vie di Napoli.<br \/>\u2026 Clacson, sirene, gente che va\u2026 nacchere e tarantelle. Il mondo vive in questa citt\u00e0.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">\u00abVieni o no?\u00bb.<br \/>\u00abVengo, basta che stai calmo\u00bb.<br \/>\u00abF&#8217;ambress\u00bb.<br \/>Siamo in strada, l&#8217;amico sfreccia tra le macchine a zig zag. Si dirige verso via Francesco Girardi, noi dei Quartieri la conosciamo come Magnicavalli&#8230; Poi scende per la Medina&#8230;Ora capisco&#8230;<br \/>\u00abAspettiamo, vediamo se scende qualcuno e, se ci piace, organizziamo\u00bb.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">&#8230;una coppia&#8230; Sul polso dell&#8217;uomo brilla un Rolex Daytona&#8230; La preda c&#8217;\u00e8.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Un avvicinarsi furtivo di voci, passi, una frenesia, un caos senz&#8217;arte&#8230; l&#8217;uomo cade&#8230; la moglie grida&#8230; L&#8217;orologio \u00e8 nelle nostre mani&#8230;<br \/>\u00abFuje, fuje!\u00bb, davanti la luce e dietro il buio. Metto il turbo ai piedi. Dileguati in pieno giorno come nel cuore della notte.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Questo mi ritrovo a essere, uno che scappa&#8230;<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Il settimo giorno Dio si ripos\u00f2, io sono stato arrestato. Sette giorni di latitanza, solo nel buio dei miei giorni, lontano da chi ti viene a cercare&#8230;<br \/>Nessuno deve sapere: mamma non deve sapere, nonna non deve sapere\u2026 ma tutti sanno&#8230;<br \/>A diciassette anni arrestato per la seconda volta.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Sono stato condannato a due anni di reclusione ed \u00e8 stato deciso il mio inserimento in comunit\u00e0, destinazione Salerno.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Ho intrapreso diverse attivit\u00e0 che mi hanno dato la possibilit\u00e0 di capire che non esiste solo rubare, scippare, minacciare&#8230;; si pu\u00f2 migliorare, crescere, imparare a stare al mondo e a non considerare gli altri un nemico da depredare&#8230;<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Io, Edipo a Salerno, in cerca di me stesso. \u00c8 nata una passione. La faccia l\u2019ho sempre avuta, s\u00ec, perch\u00e9 ho un volto tragicomico&#8230;<br \/>&#8230;ho iniziato a fare teatro.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Sono immerso nella lettura tutti i giorni: tragedie, drammi e commedie, Sofocle, Shakespeare e Moli\u00e8re. &#8220;Essere o non essere&#8221;, ho deciso di essere quel che ora sono, uno scugnizzo lontano dai guai.<br \/>[\u2026]<\/p><h6 class=\"breveDescrizione\">Motivazioni<\/h6><p>&#8220;Racconta la presa di coscienza di un giovane scippatore che riesce a opporsi al proprio destino di trasgressione grazie al teatro, alla scoperta di una vocazione, alla gioia provata sulla scena. La prova ulteriore di quanto l\u2019arte e l&#8217;impegno per esprimerla possa giovare a una nuova consapevolezza&#8221;.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d1f6ae0 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"d1f6ae0\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-80c4ee1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"80c4ee1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>2\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Alla ricerca del vento<\/strong><br \/><em>di Paola Francesca Iozzi<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">[\u2026]<br \/>C&#8217;eravamo fermate per prendere un caff\u00e8 e rinfrescarci. Eravamo in viaggio da un po\u2019 e il posto sembrava innocuo, piuttosto vuoto, e sarebbe rimasto indifferente alla nostra presenza. Appoggiata al bancone, guardo la macchina parcheggiata nello spiazzo. La nostra \u00e8 l\u2019unica. Ce ne sono un paio, ma si vedono appena, parcheggiate al lato dell&#8217;edificio. Una volante dei carabinieri arriva lungo la strada, rallenta, svolta ed entra nel piazzale. Sono in due. Scendono. Uno rimane accanto allo sportello aperto. Parla alla radio.<br \/>Ho caldo.<br \/>L\u2019altro si guarda intorno, si ferma sulla macchina a fianco: la nostra. Comincia a ispezionarla: il parabrezza, la targa, d\u00e0 un paio di calci alle gomme, dal finestrino aperto infila la testa e spia dentro. Si volta verso il collega, quello posa la radio, parlano. S\u2019infila un dito tra il gozzo e la camicia stretta. Gira il capoccione con una smorfia d\u2019insofferenza. Si raddrizza in una specie d\u2019attenti, incrocia le mani sotto la pancia gonfia, guarda a destra, a sinistra, poi fa cenno al collega di entrare.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Non mi sento tranquilla. Che sia una trappola? Ma perch\u00e9? Eppure nessuno ci ha chiamate qui e la macchina non \u00e8 neppure rubata. Che ci seguissero? Me ne sarei accorta. Credo. Si avvicina al bancone. Ci sono solo io in piedi che aspetto il caff\u00e8. Lea \u00e8 ancora in bagno. Il vecchio mi guarda divertito. Che c\u2019entri anche lui? \u00c8 stato lui ad avvisarli? O la signora grassa che a bassa voce discorre agitata all\u2019orecchio del barista? Non ho detto a nessuno che me ne sarei andata, nessuno conosce la mia strada. Che Lea abbia commesso un\u2019imprudenza? O sono stata io? Non sarei dovuta andare dai miei prima di partire.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">\u00abSignorina \u2026 signorina? Sembra pallida \u2026 tutto bene?\u00bb.<br \/>L\u2019uomo in divisa \u00e8 a un palmo da me, mi guarda, mi afferra per un braccio. Scatto. Mi libero dalla presa.<br \/>\u00abTutto bene?\u00bb<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">\u00abSembra pallida\u00bb.<br \/>Dove vuole arrivare? Cosa vuole? Un passo falso? Arrestarmi? Non ha controllato dove fosse Lea. Mi crede sola? Comincio ad avere qualche dubbio sulle sue intenzioni. Se avesse avuto l\u2019ordine di arrestarmi lo avrebbe fatto.<br \/>\u00ab\u00c8 il caldo. Cali di pressione\u00bb. Il cuore sta per saltarmi fuori dal petto, e l\u2019aria invece non entra.<br \/>\u00ab\u00c8 sua la macchina qua fuori?\u00bb.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Il sangue mi si gela nelle vene, mi paralizza l\u2019idea di tradirmi. Sento i miei occhi spalancati fissi sulla faccia di quel carabiniere e mi sorprende vedere una faccia da uomo.<br \/>Continuo a parlare, non riesco a sentirlo, mi concentro per fingere qualcosa che possa essere scambiato per rispetto o pudore.<br \/>La porta alle mie spalle si apre. \u00c8 Lea che esce dal bagno, mi volto e la vedo impallidire. Balbetta qualcosa. Non capisce cosa sta succedendo. In realt\u00e0 neanche io.<br \/>\u00abStai meglio? Sei ancora pallida. Va in macchina, ora arrivo\u00bb.<br \/>Mi passa accanto, piccola e confusa, gli occhi sbarrati. Sulla porta vede l\u2019altro carabiniere di piantone accanto all\u2019auto.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">\u00abBeva, le si fredda\u00bb.<br \/>Non lo ha interessato la mia distrazione.<br \/>\u00abIl caff\u00e8 lasci, glielo offro io\u00bb. Provo a fare un sorriso. Ci riesco. Lo so perch\u00e9 la nausea mi stringe la gola. \u00c8 un caff\u00e8 cui ci si pu\u00f2 piegare solo in differita: non nei cortei, non durante un arresto, un interrogatorio, un pestaggio, un pedinamento, un omicidio, il funerale di un compagno.<br \/>Poco dopo ero di nuovo in macchina.<br \/>Lea non parlava, guardava fuori dal finestrino e sentiva che ero nervosa, arrabbiata. Preferivo che fossimo al sicuro, prima di parlare e raccontarle cosa era successo. In silenzio guidavo e tenevo d\u2019occhio lo specchietto. Volevo essere sicura che nessuno ci seguisse.<br \/>[\u2026]<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Storia forte, di errori e di speranze, d&#8217;illusioni e di ripartenze. Molto ben scritta e strutturata. La scelta di due donne come protagoniste, orienta il racconto verso originali ed estreme forme di solidariet\u00e0 femminile.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-26b1114 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"26b1114\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3056430 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3056430\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>2\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Io ti perdono<\/strong><br \/><em>di Zapat<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">La mattina di capodanno mi svegliai in una casa e non sapevo dove mi trovavo. Mentre mi stavo mettendo le scarpe si avvicin\u00f2 una ragazza con una vestaglia verde pistacchio e mi disse: \u00abTu sei un amico di mio fratello Genny?\u00bb.<br \/>Io subito le risposi di s\u00ec e lei: \u00abGenny sta ancora dormendo, ti va di mangiare qualcosa?\u00bb.<br \/>\u00abS\u00ec, come ti chiami?\u00bb.<br \/>Lei si tolse la vestaglia e sulla pancia aveva tatuato il suo nome: Malica. Subito pensai che le piacevo, ma pensai anche a Genny\u2026<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Mentre lo accompagnavo al Vomero, lui mi chiese per la seconda volta se volevo essere suo amico.<br \/>\u00abMa sei gay?\u00bb gli chiesi.<br \/>Inizi\u00f2 a ridere: \u00abPerch\u00e9, ti sembro un gay?\u00bb.<br \/>\u00abS\u00ec\u00bb.<br \/>\u00abTi sbagli, mi piacciono solo le donne. Allora, vuoi essere il mio amico? Anzi, il mio migliore amico?\u00bb.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">\u2026mi fece conoscere la sua famiglia. La sorella mi venne vicino con un bicchiere di spumante: \u00abFacciamo un brindisi?\u00bb.<br \/>\u00abPerch\u00e9 no!?!\u00bb.<br \/>Genny stava con una ragazza: \u00abDai, brindiamo tutti e quattro insieme\u00bb.<br \/>Dopo ce ne andammo a divertirci io, lui e due amiche sue. Eravamo in macchina, diretti a un locale. L\u00ec Genny tir\u00f2 fuori una busta con dentro cocaina, la mise sullo specchio, fece quattro strisce e me la pass\u00f2\u2026<br \/>Dopo ci siamo messi a bere come matti, a ballare sui i tavoli e le ragazze che stavano con noi erano gelose delle altre che si avvicinavano. Una mi prese e mi baci\u00f2. Io non sapevo cosa fare e continuai a baciarla.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Dopo un po\u2019 che ci conoscevamo Genny mi chiam\u00f2 e chiese: \u00abTi va di lavorare con me in pizzeria? Mio zio ha gi\u00e0 detto di s\u00ec\u00bb.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">\u2026conobbi una ragazza. Si chiamava Ilaria. La portai prima al cinema e dopo a Mergellina, a mangiare un gelato\u2026<br \/>Si vedeva che era una ragazza di casa, non sapeva neanche baciare. \u00abPer me sei il primo ragazzo\u00bb. Io le volevo insegnare, lei mi disse di s\u00ec e da quel momento m\u2019innamorai di lei.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Fin\u00ec che facemmo l\u2019amore e lei usc\u00ec incinta<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Dopo otto mesi e ventisette giorni Ilaria partor\u00ec e mi diede un bel principino. Lo presi in braccio e subito lo chiamai Zapat, il nome che mi piaceva da bambino\u2026<br \/>Genny appena lo seppe corse all\u2019ospedale e port\u00f2 con s\u00e9 un cuore celeste\u2026<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Un giorno venne a casa mia e mi disse: \u00abHo un colpo fra le mani\u00bb.<br \/>\u2026 accettai, anche se misi subito in chiaro che sarebbe stata la prima e l\u2019ultima volta.<br \/>Mentre stavamo facendo una rapina arriv\u00f2 la polizia e ordin\u00f2 a Genny di arrendersi. Io non volevo che lo arrestassero e iniziai a fare il far west e a sparare contro le macchine per scappare via. Salimmo su una motocicletta, io ero alla guida. Due macchine dei carabinieri ci tallonavano ma io riuscii a seminarli, poi feci scendere Genny, cos\u00ec i poliziotti inseguivano me soltanto. Dopo due giorni, per\u00f2, lo arrestarono e sul giornale scrissero anche il mio nome&#8230;<br \/>Io non volevo credere a quello che leggevo.<br \/>[\u2026]<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Con scrittura fresca e originale, si racconta qui dell&#8217;amicizia di due giovani nella societ\u00e0 degradata della periferia napoletana, cos\u00ec simile a ogni altra realt\u00e0 periferica ed emarginata: impasto di valori bugiardi, di desideri sbagliati, di falsi scopi. Qui l&#8217;amicizia ha la meglio, anche dopo il tradimento.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8c5c2d8 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"8c5c2d8\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-41d0f42 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"41d0f42\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>3\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>I bambini del nido blu<\/strong><br \/><em>di Nezha Er-Raouy<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">[\u2026]<br \/>La mia prima carcerazione \u00e8 stata il 2 maggio 2011. Che incubo, non ero sola, c&#8217;era anche lui, il mio bambino ricciolino. La mia principessa bambina, invece, lasciata a casa con mia sorella e mia cognata.<br \/>Ci hanno portato al nido di Sollicciano, io ero un corpo che camminava senza passi, perch\u00e9 i piedi non mi reggevano. A sentire l&#8217;odore del mio bambino che tenevo in braccio, mi svegliavo e girandomi verso di lui gli dicevo \u00abAmore, vuoi il ciuccio?\u00bb. Non parlava, mi faceva segno di s\u00ec con la testa.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Al nostro arrivo notai che avevano fatto di tutto per renderlo un nido: cancello normale colorato di verde, disegni di cartoni animati sulle pareti, addirittura le celle preferiscono chiamarle camere, porte normali, letti normali, armadi di legno, niente ferro, solamente nelle finestre con le sbarre dipinte di blu, una cucina, una sala spaziosa, tanti pupazzi, un tavolino e delle seggioline. Ma la domanda che s&#8217;imponeva in me con insistenza era: \u00abMa il bambino si sente a suo agio, \u00e8 contento?\u00bb. Nessuno lo sa, solamente quella piccola anima fragile, innocente.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Noi mamme non facciamo altro che guardarci negli occhi, i nostri figli appiccicati a noi, mute e con una domanda in testa: perch\u00e9 ce li siamo portati qui?<br \/>Poveri bambini, ci sono delle regole da seguire in questo posto, ma loro che ne sanno? Alle otto di mattina aprono le porte, per\u00f2 c\u2019\u00e8 qualche bambino che si sveglia e non pu\u00f2 uscire. Alle nove passa la colazione ma lui non ne ha voglia. Vuole uscire all\u2019aria e se disgraziatamente gli scappa la pip\u00ec e fai in ritardo, salta l&#8217;aria. Quando arriva il pranzo, quanta fatica per convincerli a mangiare, una mamma guarda l&#8217;altra e tutte e due si domandano: non hanno fame?<br \/>Quei piccoli hanno un peso dentro, vogliono sfogarsi, c&#8217;\u00e8 chi salta da un posto all\u2019altro. C\u2019\u00e8 una cameretta, la chiamano &#8220;angolo morbido&#8221; dove potrebbero passare il tempo giocando, ma \u00e8 sempre chiusa, la aprono quando viene la responsabile. E quando viene? Quando le pare.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">I volontari del Telefono Azzurro venivano a giocare con loro, una volta li hanno portati ai giardini. Il mio ci \u00e8 andato, era contentissimo, quando \u00e8 tornato mi ha detto: \u00abMamma, mi hanno comprato il gelato\u00bb.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Quei bambini seminati nel cuore dell&#8217;inverno dentro quel nido, fioriranno un giorno, ne sono certa, perch\u00e9 loro sanno cos&#8217;\u00e8 l&#8217;amore, l&#8217;amicizia, il perdono, sanno dire scusa quando capita un litigio per un giocattolo, sanno dimenticare, sanno portare avanti la loro convivenza, il loro destino giocando. Invece noi, le grandi donne, sempre a litigare per cose banali.<br \/>Sento dei martelli che rimbombano dentro di me, sono emozioni. Lo vedo ancora il mio fiorellino fra gli altri, che gioca, altri sono ancora qui, ma non voglio interrompere il flusso dei ricordi&#8230;<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Una prospettiva, quella degli asili nido circondariali, mai raccontata in prima persona. Senza indulgere al patetico, l&#8217;autrice racconta l&#8217;incongruit\u00e0 dell&#8217;ambiente e le lacerazioni della scelta di una madre, indotta a privarsi del figlio piuttosto che costringere anche lui alla vita rinchiusa. Di grande efficacia anche la descrizione dei rapporti tra le madri della prigione.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-151b583 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"151b583\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c4a3541 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"c4a3541\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>3\u00b0 classificato sezione<br \/>&#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Quand\u2019ho cominciato a sbandare<\/strong><br \/><em>di Simone Messali<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Hanno portato via mio padre, io c\u2019ero. Il nostro bar, ce l\u2019avevamo da due anni, stavo proprio arrivando l\u00ec, come ogni pomeriggio, per rimanere un po\u2019 e dare una mano. In piazza per\u00f2 qualcosa di diverso: tante macchine della polizia, i lampeggianti, gli uomini in divisa con i mitra, che ci facevano davanti al bar?<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Il maresciallo ha spiegato a mia madre che doveva arrestarlo, che c\u2019erano dei testimoni e delle foto che dimostravano che lui spacciava e prendeva soldi. Insomma che c\u2019erano le prove.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Quand\u2019ho cominciato a sbandare?<br \/>Ecco, forse ho cominciato proprio quell\u2019anno, alla fine dell\u2019estate.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">\u2026cose piccole, furtarelli: i portafogli in discoteca, il navigatore nelle macchine, lo stereo, cose cos\u00ec, poi li rivendevo e qualcosa tiravo su, ma poco, troppo poco.<br \/>Andavo anche nei garage, in uno ho trovato una macchina con le chiavi attaccate. Ero con due amici, l\u2019abbiamo presa e subito in giro a divertirci. Che scemi! Ci ha fermato la polizia: dritti in caserma, bloccati per un sacco di ore, ci hanno preso le impronte, ma eravamo tutti al primo reato perci\u00f2 ci hanno rilasciato.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Per un po\u2019 ho rigato dritto, a scuola comunque ci andavo poco, nel frattempo ho conosciuto Roberta. Era una bella ragazza di diciassette anni, mi trovavo bene con lei e mi stavo innamorando. Quando le stavo accanto era come se tutti i miei problemi non esistessero pi\u00f9 e pensavo, forse, di aver trovato una via di uscita da tutti i miei casini.<br \/>Una sera, uno che conoscevo mi propone di fare una rapina in casa di un signore che aveva cinquantamila euro perch\u00e9 aveva vinto alla lotteria.<br \/>Prima le manette, strettissime (mi \u00e8 rimasto ancora il segno), poi ci fanno coprire il volto con il cappuccio della felpa. Mi domandavo perch\u00e9, poi ho capito: appena usciti dalla caserma c\u2019erano i fotografi dei giornali, sembrava un film. Ci spingono in macchina sui sedili dietro e via.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Il giorno dell\u2019udienza ci prendono e ci portano in una saletta. Ci sono i nostri avvocati, c\u2019\u00e8 mia mamma, mio fratello, la nonna.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Il pubblico ministero esprime la sua opinione e chiede tre anni di carcere, ma il giudice ci manda agli arresti domiciliari e ci affida a un assistente sociale.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Dopo sei mesi mi hanno concesso le prescrizioni, vale a dire che potevo uscire da casa e iniziare un percorso all\u2019esterno, come volontario, alla Caritas. Era bello impegnarmi in qualcosa che mi faceva capire molto della vita, vedevo tantissima gente povera, con problemi come i miei e persino pi\u00f9 gravi, che veniva l\u00ec a chiedere vestiti, giocattoli per i figli piccoli e anche da mangiare.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Ho fatto quasi un anno cos\u00ec\u2026<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">\u2026finch\u00e9 una mattina\u2026viene a prendermi con una macchina che non avevo mai visto, ma sembra a posto.<br \/>Prima tiriamo un po\u2019 di coca, poi partiamo in cerca di soldi, di qualcosa da rubare. Vediamo le signore passare in bici con le borse nei cestini, ci guardiamo e incominciamo l\u2019assalto: affiancati alle bici, tiro gi\u00f9 il finestrino, prendo la borsa e via. Per quattro volte ripeto l\u2019azione finch\u00e9 dietro di noi compare una pattuglia dei carabinieri.<br \/>Siamo fregati, la galera stavolta non ce la toglie nessuno. Ci fanno segno con gli abbaglianti, accendono la sirena e ci fanno accostare.<br \/>Il mio amico mi guarda e mi dice che la macchina non \u00e8 in regola e che lui non ha la patente. Non ci credo&#8230;<br \/>I carabinieri ci chiedono i documenti, ci fanno scendere, e dai controlli si accorgono che la macchina \u00e8 rubata. Poi ci perquisiscono e ci trovano molti soldi in tasca, carte di credito e telefonini. Ci chiedono conto di tutta quella roba ma noi, niente, non rispondiamo. Ci portano in caserma dove, nel frattempo, arrivano le signore che abbiamo derubato. Ci riconoscono, siamo fregati.<br \/>[\u2026]<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>In questo racconto, la sbandata, termine illuminante, \u00e8 descritta con dolente inevitabilit\u00e0 ma anche con stupore, fino all&#8217;impegno di volerne uscire. Il mondo della piccola criminalit\u00e0 e il calore del Sud sono qui filtrati in un&#8217;esperienza personale che si traduce in consapevolezza.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-7686433 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"7686433\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-67b63b9\" data-id=\"67b63b9\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6a091cc elementor-widget 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data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2 class=\"titoloLibro\">I finalisti della sezione Adulti<\/h2><table class=\"autori\"><thead><tr><th class=\"right\"><strong>gli autori<\/strong><\/th><th class=\"left\">i tutor<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td class=\"NomiAutori\">GIOVANNI ARCURI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5436\">Giancarlo De Cataldo<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">MANE BASHKIM<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5619\">Valerio Evangelisti<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">NICOLA DETTORI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5413\">Massimo Lugli<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">ALFONSO DE LIQUORI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5494\">Giordano Bruno Guerri<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">SEBASTIANO PRINO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5701\">Marcello Fois<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">TONY WILD (PSEUDONIMO)<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5707\">Marcello Sorgi<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">CARMELO LA LICATA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5722\">Marco Liorni<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">SALVATORE FRANCESCO PEZZINO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5716\">Marco Buticchi<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">PAOLA FRANCESCA IOZZI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5478\">Erri De Luca<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">AVIELLO LUCIANO \u201cLUCIA\u201d<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5524\">Cinzia Tani<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">ER RAOUY NEZHA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5698\">Luisa Ranieri<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">ANTONIO GUARNIERI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5635\">Gloria Satta<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">MUSTAFA BOUSSALAH<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5659\">Barbara Cupisti<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">FRANCESCO FUSANO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5692\">Luca Ricci<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">SALVATORE TORRE<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5670\">Gaetano Curreri<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">V98 (PSEUDONIMO)<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5532\">Andrea Purgatori<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">GIUSEPPE RAMPELLO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5734\">Pino Corrias<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">SALVATORE SAITTO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/\/?p=5682\">Giuseppe Scaraffia<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">SALVATORE VENTURA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5393\">Andrea Di Consoli<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">RICHMOND GOODMAN<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6053\">Roberto Riccardi<\/a><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><h2 class=\"titoloLibro\">I finalisti della sezione &#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><table class=\"autori\"><thead><tr><th class=\"right\"><strong>gli autori<\/strong><\/th><th class=\"left\">i tutor<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td class=\"NomiAutori\">ZAPAT (PSEUDONIMO)<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5447\">Federico Moccia<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">PEPPE 92 (PSEUDONIMO)<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5585\">Marco Franzelli<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">SIMONE MESSALI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5755\">Francesco Ceniti<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">FRANCESCO LOPEZ<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5761\">Giulia Carcasi<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">GUGLI (PSEUDONIMO)<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5764\">Fiamma Satta<\/a><\/td><\/tr><\/tbody><\/table>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1246767 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"1246767\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-d78fd49\" data-id=\"d78fd49\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div 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target=\"_blank\" tabindex=\"-1\"><img decoding=\"async\" width=\"135\" height=\"135\" src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ElioPecora-20x20.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-5360 jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ElioPecora.jpg\" srcset=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ElioPecora-20x20.jpg 20w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ElioPecora.jpg 135w\" sizes=\"(max-width: 135px) 100vw, 135px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5511\" target=\"_blank\">Elio Pecora <\/a><\/h4><p class=\"elementor-image-box-description\">Presidente della Giuria<\/p><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 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https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/DariaGalateri.jpg 131w\" sizes=\"(max-width: 131px) 100vw, 131px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5519\" target=\"_blank\">Daria Galateria<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-ed3b25a elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"ed3b25a\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-71bc75c\" data-id=\"71bc75c\" data-element_type=\"column\" 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href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5791\" target=\"_blank\">Marco Polillo<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-d7cd373 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"d7cd373\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-cdda672\" data-id=\"cdda672\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-152a6a1 elementor-position-left elementor-vertical-align-top elementor-widget 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class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5797\" target=\"_blank\">Sergio Valzania<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-4c7c8f2\" data-id=\"4c7c8f2\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-27a5a2f elementor-position-left elementor-vertical-align-top elementor-widget elementor-widget-image-box\" data-id=\"27a5a2f\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image-box.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-image-box-wrapper\"><figure class=\"elementor-image-box-img\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5800\" target=\"_blank\" tabindex=\"-1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"135\" height=\"135\" src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/SilviaCalandrelli-20x20.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-5801 jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/SilviaCalandrelli.jpg\" srcset=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/SilviaCalandrelli-20x20.jpg 20w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/SilviaCalandrelli.jpg 135w\" sizes=\"(max-width: 135px) 100vw, 135px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5800\" target=\"_blank\">Silvia Calandrelli<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-4adfc5e elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"4adfc5e\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-a28134c\" data-id=\"a28134c\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6e17fde elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"6e17fde\" 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Garante per i diritti dei detenuti del Lazio, Fondazione Pubblicit\u00e0 Progresso, Rai Radiotelevisione Italiana.<\/p><h2 class=\"titoloLibro\">\u00a0<\/h2>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-48344fa elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"48344fa\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-d0b627e\" data-id=\"d0b627e\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element 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