{"id":6342,"date":"2024-02-13T14:20:46","date_gmt":"2024-02-13T14:20:46","guid":{"rendered":"https:\/\/rdc2.wedot.net\/?page_id=6342"},"modified":"2026-03-24T08:33:50","modified_gmt":"2026-03-24T08:33:50","slug":"edizione-2014","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?page_id=6342","title":{"rendered":"Edizione 2014"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"6342\" class=\"elementor elementor-6342\" data-elementor-post-type=\"page\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-753d220 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"753d220\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-4b5c048\" data-id=\"4b5c048\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c3db91d elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"c3db91d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            Il Libro                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-12cdf4f elementor-hidden-mobile elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"12cdf4f\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h3>IL GIARDINO DI CEMENTO ARMATO<br \/>Racconti dal carcere<br \/>a cura di Antonella Bolelli Ferrera<\/h3><div><p>Link di acquisto: <a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/hhUx8fX\">Amazon<\/a><\/p><\/div><p>Carcere, devianza, emarginazione, abbandono. Sono comuni denominatori, ma le ventisei storie contenute in questo libro sono cos\u00ec distanti fra loro da condurre il lettore nel labirinto del mondo carcerario attraverso percorsi sempre diversi.<br \/>Racconti shock. La profuga siriana che, appena adolescente, diviene merce di vendita per le milizie, i soldati e i trafficanti di esseri umani. \u201c<em>Eravamo la moneta di scambio tra i ribelli e l\u2019esercito del regime<\/em>\u201d. La mamma che insegna a suo figlio come confezionare le dosi di droga. E il bambino scrive: \u201c<em>La mattina dopo, preparo lo zaino per andare a scuola, come facevo prima. Adesso, per\u00f2, nell\u2019astuccio ho infilato venti stecche che devo piazzare<\/em>\u201d. La sedicenne che uccide la propria sorella gemella \u201c<em>Lei apr\u00ec gli occhi, terrorizzata alla vista del mio sguardo infuocato di odio, le tappai la bocca e la colpii al cuore, ripetutamente<\/em>\u201d. L\u2019ascesa gerarchica di un killer mafioso in un\u2019escalation di violenza e morte che lo spinge alla fredda esecuzione del suo migliore amico \u201c<em>\u2026quello con cui siamo cresciuti. Un giorno lo invitai a prendere un caff\u00e8 e poi a fare un giro in auto<\/em>\u201d. La scoperta del suicidio di un compagno di cella. \u201c<em>Si volt\u00f2, gli occhi semichiusi, e si trov\u00f2 davanti al viso le scarpe del Topo che facevano avanti e indietro.<\/em>\u201d<br \/>A volte con la crudezza di un articolo di cronaca, altre con i ritmi incalzanti del romanzo di avventura, a volte \u201cfavole di assediati dentro a una fortezza\u201d (scrive Erri De Luca), gli autori hanno scelto stili diversi per raccontare, ma ci\u00f2 che si percepisce \u00e8 la volont\u00e0 di svelarsi. E si rimane irretiti nella lettura, alla scoperta di esistenze cos\u00ec (apparentemente) distanti dalle nostre, catapultati in un mondo che respinge e incuriosisce, turba ed emoziona, come spesso accade al cospetto di esistenze proiettate oltre il limite. In questo caso, della legalit\u00e0. E ci sentiamo inaspettatamente pi\u00f9 vicini a loro, forse perch\u00e9 \u201c<em>La scrittura \u2013 scrive Lattanzi, una degli scrittori-tutor &#8211; \u00e8 un ponte capace di unire una storia piccola, dettagliata, distante anni luce da noi e dal nostro vissuto per tempi, luoghi, vicende, alla nostra piccola, dettagliata storia personale.<\/em>\u201d<br \/>Storie che hanno preceduto l\u2019ingresso in carcere ma che il carcere, anche, lo raccontano. E ci sono tanti modi per farti piombare fra le sue mura grigie e sentire la morsa soffocante degli spazi chiusi o il senso di solitudine. Solitudine dell\u2019anima &#8211; i corpi sono spesso costretti a vivere ammassati &#8211; a volte inseguita, per estraniarsi da una realt\u00e0 che si sar\u00e0 costretti a vivere per molti anni o per il resto della vita, ma che affina i sensi e la percezione degli altri. \u201c<em>La restrizione in carcere gli ha donato uno sguardo che va oltre le carni<\/em>\u201d scrive Lucarelli di Rega, che del \u201c<em>ragazzo col cappotto<\/em>\u201d riesce a cogliere il segreto: \u201c<em>Pareva posseduto da forze malefiche\u2026 Presi coraggio per domandargli se soffrisse di qualcosa. Sono schizofrenico, come mia madre, rispose<\/em>\u201d.<br \/>Solitudine che \u00e8 anche \u201c<em>un limbo nel quale, presto o tardi, ti ritrovi a ragionare sulla sensatezza o meno della tua esistenza<\/em>\u201d scrive Salvatore Torre, condannato all\u2019ergastolo, che intravede solo due possibilit\u00e0 di liberazione \u201c<em>\u00a0il suicidio o la rinuncia alla vita, che \u00e8 la pazzia.<\/em>\u201d<br \/>\u201c<em>Mike<\/em>\u201d, autore di un altro racconto, ha cercato di mettere in pratica la prima soluzione \u201c<em>Mi procurai un sacco nero, di quelli per la spazzatura. Per averlo, diedi in cambio il dolce che ci passavano alla domenica per colazione. Tutto era deciso, avrei utilizzato la bomboletta del gas.<\/em>\u201d Mike oggi \u00e8 vivo per miracolo, altri sono riusciti nel loro intento.<br \/>Francesco De Masi &#8211; \u201c<em>una vita da montagne russe e leggi violate<\/em>\u201d scrive Andrea Vianello &#8211; sostiene invece che ci voglia una certa fibra per resistere al carcere \u201c<em>d\u2019altronde quando si sceglie la malavita, ci vuole il fisico per stare a galla<\/em>.\u201d E c\u2019\u00e8 da crederci, visti i suoi trascorsi.<br \/>Anche se la detenzione scandisce per tutti un andamento ripetitivo nelle abitudini e nelle dinamiche, ognuno la vive in modo diverso. Come inutile supplizio, ingiustizia, come vendetta della societ\u00e0. Oppure come luogo, anche, di ripensamento (non necessariamente di pentimento, parola bandita dentro ogni carcere). Trapela nel racconto di Stefano Lemma, senza esplicitarsi. Giancarlo De Cataldo scrive \u201c<em>la colpa, qui, coincide con la pena. E il condannato, questa pena, non solo la sceglie da s\u00e9, ma, come nella \u201cColonia Penale\u201d di Kafka, a s\u00e9 la infligge, diventando per un istante, quello supremo, giudice di se stesso<\/em>\u201d.<br \/>Francesco Fusano, in una sorta di lucida follia, si sente \u201cdisconnesso dalla societ\u00e0\u201d. Comincia cos\u00ec il suo racconto \u201c<em>ERROR: Tossicodipendente, Criminale, Gay<\/em>\u201d. Preda di crolli emotivi che si alimentano nel disagio e nella devianza, l\u2019autore riesce a chiudere con una frase di speranza \u201c<em>Fuori c\u2019\u00e8 un mondo sconosciuto che attende di essere visitato, e io sono una persona nuova. Ora ho un sistema operativo di ultima generazione.<\/em>\u201d. Una volta libero, per lui, non sar\u00e0 cos\u00ec.<br \/>Sono storie che suscitano, di volta in volta, sentimenti contrastanti, mai tese a fare leva sulla piet\u00e0. E\u2019 per\u00f2 innegabile che i racconti dei minori o quelli che rievocano l\u2019infanzia di detenuti oggi adulti, siano spiazzanti.<br \/>\u201c<em>A volte, mia madre preparava uno spinello per fumarcelo insieme. Non ho mai capito se questa fosse la dimostrazione del suo modo di volermi bene.<\/em>\u201d<br \/>\u201c<em>Mi addestrarono, a suon di botte, all\u2019uso delle armi e delle bombe\u2026 mi dissero che quando si spara si deve ridere<\/em>.\u201d<br \/>\u201c<em>La mamma ha cominciato a frequentare persone poco raccomandabili con cui partecipava a situazioni sessuali delle quali rendeva partecipi anche noi bambini.<\/em>\u201d<br \/>\u201c<em>Prima ancora della prima elementare, molte \u201cripetizioni private\u201d m\u2019insegnano un confuso e rabbioso dolore<\/em>\u201d.<br \/>Carlo Verdone, tutor di un giovane del circuito penale minorile, non ha dubbi: \u201c<em>Quale colpa ha avuto \u201cGabriel\u201d nel percorrere per anni un sentiero che portava dritto al baratro? Alcuna. Altri sono stati sciagurati artefici del suo destino.<\/em>\u201d<br \/>Alessandro D\u2019Alatri parla di \u201c<em>una sconfitta che ci appartiene<\/em>\u201d e vede il testo di \u201c<em>Unknown<\/em>\u201d come un \u201c<em>messaggio in bottiglia<\/em>\u201d che le maree hanno restituito dopo innumerevoli tempeste. E di tempeste, questo sedicenne deve averne attraversate, per decidere di iniziare il suo racconto cos\u00ec: \u201c<em>Gli eroi non esistono, e se esistono non sono positivi, quindi seguir\u00f2 quello sbagliato, finch\u00e9 non me ne accorgo<\/em>\u201d. Chiss\u00e0 se oggi qualcuno che ha intercettato in lui molte potenzialit\u00e0, non gli abbia fatto cambiare idea?<br \/>Diversi interrogativi affolleranno la mente dopo la lettura di queste storie e saremo tentati di trovare da soli una risposta al \u201c<em>male<\/em>\u201d. Anche delle giustificazioni. Forse perch\u00e9 sappiamo che il lato oscuro si nasconde in ciascuno di noi, pronto a palesarsi.<br \/>Saremo tentati, al contrario, di ergerci a giudici quando il delitto ti sbatte in faccia il supplizio delle vittime (mai evocate abbastanza).<br \/>Occorre un respiro e cominciare a leggere. Senza pregiudizi.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-6657ed9 elementor-hidden-desktop elementor-hidden-tablet elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"6657ed9\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-ef3d2b3\" data-id=\"ef3d2b3\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bb7b801 elementor-hidden-mobile elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"bb7b801\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h3>IL GIARDINO DI CEMENTO ARMATO<br \/>Racconti dal carcere<br \/>a cura di Antonella Bolelli Ferrera<\/h3><div><p>Link di acquisto: <a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/hhUx8fX\">Amazon<\/a><\/p><\/div><p>Carcere, devianza, emarginazione, abbandono. Sono comuni denominatori, ma le ventisei storie contenute in questo libro sono cos\u00ec distanti fra loro da condurre il lettore nel labirinto del mondo carcerario attraverso percorsi sempre diversi.<br \/>Racconti shock. La profuga siriana che, appena adolescente, diviene merce di vendita per le milizie, i soldati e i trafficanti di esseri umani. \u201c<em>Eravamo la moneta di scambio tra i ribelli e l\u2019esercito del regime<\/em>\u201d. La mamma che insegna a suo figlio come confezionare le dosi di droga. E il bambino scrive: \u201c<em>La mattina dopo, preparo lo zaino per andare a scuola, come facevo prima. Adesso, per\u00f2, nell\u2019astuccio ho infilato venti stecche che devo piazzare<\/em>\u201d. La sedicenne che uccide la propria sorella gemella \u201c<em>Lei apr\u00ec gli occhi, terrorizzata alla vista del mio sguardo infuocato di odio, le tappai la bocca e la colpii al cuore, ripetutamente<\/em>\u201d. L\u2019ascesa gerarchica di un killer mafioso in un\u2019escalation di violenza e morte che lo spinge alla fredda esecuzione del suo migliore amico \u201c<em>\u2026quello con cui siamo cresciuti. Un giorno lo invitai a prendere un caff\u00e8 e poi a fare un giro in auto<\/em>\u201d. La scoperta del suicidio di un compagno di cella. \u201c<em>Si volt\u00f2, gli occhi semichiusi, e si trov\u00f2 davanti al viso le scarpe del Topo che facevano avanti e indietro.<\/em>\u201d<br \/>A volte con la crudezza di un articolo di cronaca, altre con i ritmi incalzanti del romanzo di avventura, a volte \u201cfavole di assediati dentro a una fortezza\u201d (scrive Erri De Luca), gli autori hanno scelto stili diversi per raccontare, ma ci\u00f2 che si percepisce \u00e8 la volont\u00e0 di svelarsi. E si rimane irretiti nella lettura, alla scoperta di esistenze cos\u00ec (apparentemente) distanti dalle nostre, catapultati in un mondo che respinge e incuriosisce, turba ed emoziona, come spesso accade al cospetto di esistenze proiettate oltre il limite. In questo caso, della legalit\u00e0. E ci sentiamo inaspettatamente pi\u00f9 vicini a loro, forse perch\u00e9 \u201c<em>La scrittura \u2013 scrive Lattanzi, una degli scrittori-tutor &#8211; \u00e8 un ponte capace di unire una storia piccola, dettagliata, distante anni luce da noi e dal nostro vissuto per tempi, luoghi, vicende, alla nostra piccola, dettagliata storia personale.<\/em>\u201d<br \/>Storie che hanno preceduto l\u2019ingresso in carcere ma che il carcere, anche, lo raccontano. E ci sono tanti modi per farti piombare fra le sue mura grigie e sentire la morsa soffocante degli spazi chiusi o il senso di solitudine. Solitudine dell\u2019anima &#8211; i corpi sono spesso costretti a vivere ammassati &#8211; a volte inseguita, per estraniarsi da una realt\u00e0 che si sar\u00e0 costretti a vivere per molti anni o per il resto della vita, ma che affina i sensi e la percezione degli altri. \u201c<em>La restrizione in carcere gli ha donato uno sguardo che va oltre le carni<\/em>\u201d scrive Lucarelli di Rega, che del \u201c<em>ragazzo col cappotto<\/em>\u201d riesce a cogliere il segreto: \u201c<em>Pareva posseduto da forze malefiche\u2026 Presi coraggio per domandargli se soffrisse di qualcosa. Sono schizofrenico, come mia madre, rispose<\/em>\u201d.<br \/>Solitudine che \u00e8 anche \u201c<em>un limbo nel quale, presto o tardi, ti ritrovi a ragionare sulla sensatezza o meno della tua esistenza<\/em>\u201d scrive Salvatore Torre, condannato all\u2019ergastolo, che intravede solo due possibilit\u00e0 di liberazione \u201c<em>\u00a0il suicidio o la rinuncia alla vita, che \u00e8 la pazzia.<\/em>\u201d<br \/>\u201c<em>Mike<\/em>\u201d, autore di un altro racconto, ha cercato di mettere in pratica la prima soluzione \u201c<em>Mi procurai un sacco nero, di quelli per la spazzatura. Per averlo, diedi in cambio il dolce che ci passavano alla domenica per colazione. Tutto era deciso, avrei utilizzato la bomboletta del gas.<\/em>\u201d Mike oggi \u00e8 vivo per miracolo, altri sono riusciti nel loro intento.<br \/>Francesco De Masi &#8211; \u201c<em>una vita da montagne russe e leggi violate<\/em>\u201d scrive Andrea Vianello &#8211; sostiene invece che ci voglia una certa fibra per resistere al carcere \u201c<em>d\u2019altronde quando si sceglie la malavita, ci vuole il fisico per stare a galla<\/em>.\u201d E c\u2019\u00e8 da crederci, visti i suoi trascorsi.<br \/>Anche se la detenzione scandisce per tutti un andamento ripetitivo nelle abitudini e nelle dinamiche, ognuno la vive in modo diverso. Come inutile supplizio, ingiustizia, come vendetta della societ\u00e0. Oppure come luogo, anche, di ripensamento (non necessariamente di pentimento, parola bandita dentro ogni carcere). Trapela nel racconto di Stefano Lemma, senza esplicitarsi. Giancarlo De Cataldo scrive \u201c<em>la colpa, qui, coincide con la pena. E il condannato, questa pena, non solo la sceglie da s\u00e9, ma, come nella \u201cColonia Penale\u201d di Kafka, a s\u00e9 la infligge, diventando per un istante, quello supremo, giudice di se stesso<\/em>\u201d.<br \/>Francesco Fusano, in una sorta di lucida follia, si sente \u201cdisconnesso dalla societ\u00e0\u201d. Comincia cos\u00ec il suo racconto \u201c<em>ERROR: Tossicodipendente, Criminale, Gay<\/em>\u201d. Preda di crolli emotivi che si alimentano nel disagio e nella devianza, l\u2019autore riesce a chiudere con una frase di speranza \u201c<em>Fuori c\u2019\u00e8 un mondo sconosciuto che attende di essere visitato, e io sono una persona nuova. Ora ho un sistema operativo di ultima generazione.<\/em>\u201d. Una volta libero, per lui, non sar\u00e0 cos\u00ec.<br \/>Sono storie che suscitano, di volta in volta, sentimenti contrastanti, mai tese a fare leva sulla piet\u00e0. E\u2019 per\u00f2 innegabile che i racconti dei minori o quelli che rievocano l\u2019infanzia di detenuti oggi adulti, siano spiazzanti.<br \/>\u201c<em>A volte, mia madre preparava uno spinello per fumarcelo insieme. Non ho mai capito se questa fosse la dimostrazione del suo modo di volermi bene.<\/em>\u201d<br \/>\u201c<em>Mi addestrarono, a suon di botte, all\u2019uso delle armi e delle bombe\u2026 mi dissero che quando si spara si deve ridere<\/em>.\u201d<br \/>\u201c<em>La mamma ha cominciato a frequentare persone poco raccomandabili con cui partecipava a situazioni sessuali delle quali rendeva partecipi anche noi bambini.<\/em>\u201d<br \/>\u201c<em>Prima ancora della prima elementare, molte \u201cripetizioni private\u201d m\u2019insegnano un confuso e rabbioso dolore<\/em>\u201d.<br \/>Carlo Verdone, tutor di un giovane del circuito penale minorile, non ha dubbi: \u201c<em>Quale colpa ha avuto \u201cGabriel\u201d nel percorrere per anni un sentiero che portava dritto al baratro? Alcuna. Altri sono stati sciagurati artefici del suo destino.<\/em>\u201d<br \/>Alessandro D\u2019Alatri parla di \u201c<em>una sconfitta che ci appartiene<\/em>\u201d e vede il testo di \u201c<em>Unknown<\/em>\u201d come un \u201c<em>messaggio in bottiglia<\/em>\u201d che le maree hanno restituito dopo innumerevoli tempeste. E di tempeste, questo sedicenne deve averne attraversate, per decidere di iniziare il suo racconto cos\u00ec: \u201c<em>Gli eroi non esistono, e se esistono non sono positivi, quindi seguir\u00f2 quello sbagliato, finch\u00e9 non me ne accorgo<\/em>\u201d. Chiss\u00e0 se oggi qualcuno che ha intercettato in lui molte potenzialit\u00e0, non gli abbia fatto cambiare idea?<br \/>Diversi interrogativi affolleranno la mente dopo la lettura di queste storie e saremo tentati di trovare da soli una risposta al \u201c<em>male<\/em>\u201d. Anche delle giustificazioni. Forse perch\u00e9 sappiamo che il lato oscuro si nasconde in ciascuno di noi, pronto a palesarsi.<br \/>Saremo tentati, al contrario, di ergerci a giudici quando il delitto ti sbatte in faccia il supplizio delle vittime (mai evocate abbastanza).<br \/>Occorre un respiro e cominciare a leggere. Senza pregiudizi.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-2da561f\" data-id=\"2da561f\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0442e7e elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"0442e7e\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/9cklg93\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"292\" height=\"439\" src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2014-20x30.gif\" class=\"attachment-large size-large wp-image-3826 jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2014.gif\" srcset=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2014-20x30.gif 20w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2014-200x300.gif 200w\" sizes=\"(max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b91ce0b elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"b91ce0b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            I Vincitori                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8065e37 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8065e37\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>1\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Cosi mi nasceva la solitudine<\/strong><br \/><em>di Salvatore Saitto<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">Casa di reclusione di Orvieto. C\u2019era una volta una rupe e sulla rupe sorgeva un castello circondato da alte mura e nel castello quasi vivevano tanti uomini e c\u2019era un principe con i suoi cortigiani e i cortigiani dei cortigiani. Nel grande castello il cielo a volte era grigio anche quando splendeva il sole e a volte qualcuno passeggiava senza passeggiare.<br \/>Che mondo vario e variegato esisteva nel vecchio castello: uno spicchio di mondo e ognuno difendeva il suo pezzo, ma tutti sognavano il giorno in cui avrebbero lasciato alle loro spalle il portonaccio di legno tarlato.<br \/>Raccontavo e raccontavo, la sera a questi ragazzi, seduti al tavolo al centro della cella numero undici. Mi ascoltavano e viaggiavano con me, che domande strane facevano, ragazzi di Scampia che non si erano mai mossi dal quartiere, che conoscevano poco della vita, mi domandavano di tutto. Peppe non sapeva se sono i comunisti o i fascisti a salutare con il pugno chiuso, Gino credeva che Che Guevara, fosse un passato grande giocatore di calcio sudamericano.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">La vita correva, fuori e dentro le mura, mentre noi ci fermavamo con i ricordi all\u2019ultimo giorno di libert\u00e0 e non ci restava che tornare indietro, ricordare una ragazza che nel frattempo non lo era pi\u00f9, l\u2019odore della cucina una domenica, il profumo della signora affianco nell\u2019ascensore, il Napoli con Michele il meccanico, il corpo di Claudio ucciso a piazza Sannazzaro. Intanto guardavo il tempo passare e correre, provai a sbarrargli la strada, ma esso mi travolse senza degnarmi neanche di uno sguardo. A volte, solo, nella branda, mi soffermavo a pensare che in effetti mi piacerebbe fare a ritroso il cammino di Daniel e Cassel, i due angeli custodi del \u201cCielo sopra Berlino\u201d. Essi diventano uomini e sperimentano cos\u00ec il sangue e il dolore, vedono per la prima volta i colori, il caff\u00e8 caldo, il cibo buono, il calore del sole, l\u2019amore e il ventre caldo di una donna, ma Cassel, ormai umano impotente, niente potr\u00e0 per salvare dal suicidio un giovane. Cos\u00ec, sorpreso dal pensiero nefando di abbandonare la vita, mi tuffavo nella barca con Ernest a pescare i marlin. Cos\u00ec mi nasceva la solitudine.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Ci scambiavamo le storie, storie di vita, la nostra realt\u00e0 raccontata di sera tardi, chiusi in un bagno un metro per un metro, caff\u00e8 e sigarette, avventure e disavventure, volavamo dall\u2019India fin gi\u00f9 le fogne sotto qualche banca. Serate lunghe fin quando ci sentivamo sicuri che il sonno ci avesse colti appena nel letto, senza che il cervello cominciasse a correre. Una sera parlammo pi\u00f9 a lungo del solito, il Napoli aveva perso col Villareal e noi ci sentivamo un poco cos\u00ec, il carcere amplifica tutto. Andammo a letto passate le due, in punta di piedi, per non disturbare i nostri compagni. Dopo poco, un sussurro: \u201cRore, Roreeee\u201c.<br \/>\u201cDimmi, Salvat\u00f2\u201d.<br \/>\u201cMa se putess fa nata rivoluzione?\u201d<br \/>\u201cSalvat\u00f2 e tu alle due di notte vu\u00f2 sap\u00e8 se si pu\u00f2 fare un\u2019altra rivoluzione?\u201d<br \/>\u201cMa pecch\u00e8 ci sta un orario?\u201d e gi\u00f9 un grande risata soffocata.<br \/>\u201cBuonanotte\u201d.<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>In una prosa insieme fluida e vigilata, di continuo attratta dal gioco dell\u2019immaginazione, la giornata del detenuto si scioglie da vincoli costrittivi per trovare il suo centro nel sentimento e nell\u2019emozione. Ne viene una notevole qualit\u00e0 del racconto e da ci\u00f2 la resa di una consapevolezza che tocca i confini di quel che chiamiamo poesia e con grazia e malinconia li valica.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-83bd690 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"83bd690\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-128fa3e elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"128fa3e\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>1\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Zero giorni<\/strong><br \/><em>di Unknown<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">Sono l\u2019asfalto di strade, il terreno sul campo di guerra, tutto ci\u00f2 che cade, su questo fior di serra. Fisso solo questo finto cielo azzurro, dimenticandomi, che sono nato in terra. Sono nato nel giardino senza rose, il giardino di cemento armato, non puoi andare a naso, n\u00e9 star rilassato, non \u00e8 doloroso, \u00e8 che non c\u2019\u00e8 fiato. L\u2019aria \u00e8 di motori, ogni odore imbalsamato, e son pochi i colori: bianco spento ed un bel nero. Non resta la scelta, un fallimento dipinto o un finto guerriero.<br \/>Il mio quartiere non \u00e8 il massimo. Sfido chiunque, cresciuto dove sono nato io, ad avere un modello di vita diverso da quello che c\u2019era nell\u2019aria.<br \/>Quando sei piccolo non ti accorgi di certe cose, non<br \/>le vedi nemmeno, e quando scopri che ti hanno gi\u00e0 preso, sar\u00e0 troppo tardi.<br \/>Gli eroi non esistono, e se esistono non sono positivi, quindi seguir\u00f2 quello sbagliato, lo faccio in silenzio, finch\u00e9 non me ne accorgo.<br \/>Ho 13 anni, mi sono appena svegliato per le urla di mio padre. Dev\u2019essere luned\u00ec, il suo giorno libero, odio il luned\u00ec. Suona anche la sveglia, la spengo subito per non disturbare mio fratello che sar\u00e0 tornato non pi\u00f9 di un\u2019ora fa. Mi alzo a fatica, sorrido a chiunque incroci per casa, ma un urlo interiore mi chiude lo stomaco. Mi chiudo in bagno, mentre lo specchio mi fissa, sento mio padre uscire e sbattere la porta, come se non si fosse accorto di mia madre dietro di lui, pronta anche lei per uscire e andare a lavoro.<br \/>Finalmente solo, esco dal bagno, accendo la Tv e una sigaretta, a quest\u2019ora c\u2019\u00e8 Heidi. Guardo fuori, diluvia, non so per quale delle due cose mi prende una piccola crisi e piango. Sono lacrime amare, vorrei spegnermi la cicca sulla mano per mischiarla al rosso del mio sangue.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Strana la vita, ti ritrovi a percorrere strade impossibili, sconosciute. Vai oltre il buio, ma non per la luce, cammini per una passeggiata con le tenebre. Sono qui, nell\u2019oblio, immenso, pi\u00f9 di un addio mai detto, perch\u00e9 non vedo? Io non sento, ma non cedo, anche se non mi credo, io mento, dietro cambiamenti, non mi pento, affogher\u00f2 nei sentimenti, come dormiresti, se domani non esiste? 0 piangi, non resisti, stanco s\u00ec ma che aspetti? Cambia regole, tu sei il limite.<br \/>Ora sono a cento km da casa mia, e se fossero stati mille sarebbe stata la stessa cosa. Mi sento distante, perso, sto totalmente annegando nei miei pensieri.<br \/>Sono il figlio di mezza entit\u00e0, per questo sono nato senza volto, non so chi sono, vivo in terza persona. Adoro gli occhi, ed essendo nato senza volto, quando guardo qualcuno, quello sguardo diventa il mio, per questo li amo. Non mi sento solo perch\u00e9 lo sono, sono solo perch\u00e9 lo sento, e lo capisco quando abbraccio qualcuno, perch\u00e9 abbraccio me stesso.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Viterbo:<br \/>Ho 16 anni, la sveglia suona. Ieri sera avevo la febbre, la misuro, ho 37,8. Mi alzo, chiunque incrocio per casa non sorrido, ho bisogno di non farlo. Bevo il caff\u00e8, ma non riesco a fumare una sigaretta, mi fa male la gola, questo mi rende davvero nervoso. Riprovo a dormire senza speranza.<br \/>Un vortice nello stomaco risucchia tutto ci\u00f2 che penso, di positivo o di negativo, per un attimo non rimane nulla, mi sento un barattolo vuoto.<br \/>Fuori c\u2019\u00e8 il sole, esco sul balcone e mi sdraio appoggiandomi al muro, accendo una sigaretta dopo l\u2019altra senza accorgermene. Ho un taglierino fra le mani, non mi taglier\u00f2 mai le vene, ma la sicurezza di poterlo fare, a volte, mi tranquillizza. Non piango, ma mi spengo una sigaretta sulla mano. Sono assente, tre anni fa avrei atteso che il cielo si accorgesse di me, oggi, invece, arriva qualcuno, mi accorgo che era tanto che aspettavo qualcuno. Mi chiede come sto, una volta avrei simulato un sorriso, dicendo: \u201cTranquillo, \u00e8 solo un momento\u201d. Invece non \u00e8 un momento, sono tre anni, o forse sedici, quindi non sorrido, mi sforzo e mastico qualche parola. Mi abbraccia, tengo le mani basse, ma giuro che \u00e8 la prima volta che abbraccio qualcuno, per un attimo mi manca il fiato, nessuno sa quanto ho atteso. Non sto ridendo, ma per questo istante, credo di essere felice.<br \/>[\u2026]<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Ritratto di un\u2019adolescenza anestetizzata tra centri commerciali, tv, musica sparata nelle orecchie. Il disperato bisogni di affetto e di guardare a un domani diverso.<br \/>L\u2019autore gioca con le parole, le trasforma in musica, a tratti metallica, ne cambia il ritmo, ipnotizzando il lettore nel suo percorso alla ricerca della luce.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-31ed8fe elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"31ed8fe\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-fbf5ebd elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"fbf5ebd\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>2\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Fuori<\/strong><br \/><em>di Agnese Costagli<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">Casa dolce casa\u2026 mi preparo all\u2019impatto: mia mamma che cammina avanti e indietro sul terrazzo, ha telefonato almeno tre volte durante il tragitto, da una parte mi fa tenerezza, dall\u2019altra mi fa incazzare come una bestia. \u2026mi prende male appena varco la soglia. Vedo la polvere, la trascuratezza&#8230; Io mi facevo il mazzo per tenere in ordine, pulito, e adesso\u2026 Va be\u2019, non \u00e8 il momento per deprimermi, n\u00e9 per sistemare, anche perch\u00e9 c\u2019\u00e8 Killer che mi salta addosso, abbaiando come un forsennato. Poi devo assolutamente sedermi a tavola, visto che mamma ha cucinato e non \u00e8 mica una notizia da poco! \u2026oltretutto mi ha fatto trovare tutte le cose che non mi piacciono: zuppa e formaggio con il miele. Mi siedo e spilluzzico senza fame, anche perch\u00e9 in carcere non facciamo altro che cucinare e mangiare.\u2026 una proverebbe anche a stare a dieta ma soprattutto la domenica, d\u2019inverno, quando il tempo non passa mai, magari fai il corridoio e ti ritrovi in mano un piatto di torta, uno di frittelle, una pizza e i ravioli al vapore delle ragazze cinesi.<br \/>Finito il pranzo vado nella mia stanza, il mio piccolo mondo desiderato e sognato per anni, ma anche qui un senso di vuoto.<br \/>Apro gli armadi, i cassetti con l&#8217;impressione di stare sbirciando nella vita di qualcun altro.<br \/>[\u2026]<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Un racconto che si svolge in un breve lasso di tempo, la vigilia di Natale. Poche ore fuori dal carcere che ci narrano in modo amaro, dolce, commovente, cattivo, spiritoso, tutto il senso del \u201cdentro\u201d, della detenzione.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ebc6a3f elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"ebc6a3f\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cfe372c elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"cfe372c\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>2\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Il prezzo della libert\u00e0<\/strong><br \/><em>di Chuck<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">Kal era un tipo molto disordinato, proprio diseducato all\u2019ordine; i vestiti, le scarpe, i suoi asciugamani stavano dappertutto. La cosa mi disturbava e aspettavo solo l\u2019occasione giusta, ma fu lui a parlare per primo: \u201cIo no boxe, tu vaffanculo! Lasciami stare\u201d.<br \/>Arrivammo uno di fronte all\u2019altro, cominci\u00f2 a urlarmi contro, e io mi innervosii.<br \/>Non ci fu la rissa solo perch\u00e9 per Kal provavo tenerezza e allo stesso tempo timore, e mi stup\u00ec quando mi disse con il suo accento sud equatoriale: \u201cIo no boxe, tu vaffanculo! Lasciami stare\u201d.<br \/>Non mi accesi per il \u201cvaffanculo\u201d.<br \/>Per un paio di giorni Kal non mi rivolse la parola, come se la discussione partita per il suo disordine fosse stata un modo per prenderlo in giro. Tutti eravamo abituati al suo silenzio.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">\u201cKal, te la posso chiedere una cosa? Ma cosa ti \u00e8 successo al collo? Come te la sei procurata quella cicatrice?\u201d.<br \/>Lui abbass\u00f2 lo sguardo e tent\u00f2 di evadere la risposta, ma la mia curiosit\u00e0 fu cos\u00ec forte che lo misi alle strette. Kal cerc\u00f2 di girarsi, ma io lo fissai negli occhi per la prima volta.<br \/>Tir\u00f2 fuori una serie di parole senza ordine n\u00e9 senso, parole appiccicate: paese, guerra, cattiva, sangue, famiglia, solo, io, fucile, bastardi, morte, mamma.<br \/>Dopo la raffica venne il silenzio, e poi il pianto, incontrollato, incontrollabile.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Mi chiamo Kal e da bambino vivevo in una baracca in Somalia.<br \/>Da piccolo io giocavo in mezzo ai rifiuti.<br \/>Ho perso tanti compagni di gioco, scomparsi all\u2019improvviso, di notte, come un brutto sogno.<br \/>Ogni notte qualcuno andava via, non si sa dove.<br \/>\u201cPerch\u00e9 i miei amici non vengono pi\u00f9 a giocare?\u201d. Qualcuno rispose: \u201cPerch\u00e9 loro ora sono uomini!\u201d. \u201cE come sono diventati uomini?\u201d. \u201cVieni con me, seguimi, ti far\u00f2 vedere le cose degli uomini\u201d. Mi accompagn\u00f2 ai margini del villaggio e mi fece entrare<br \/>in una capanna; al buio, nascosto sotto un mucchio di stoffe, c\u2019era un oggetto nero, un mitra, e alcuni coltelli.<br \/>\u201cCon queste cose i tuoi amici hanno saputo indossare le vesti dei soldati per portare onore alla terra e sono diventati uomini\u201d.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Da quel momento la mia vita non fu pi\u00f9 la stessa.<br \/>Quella stessa notte lasciai il villaggio, senza dire nulla, senza salutare nessuno, scelsi una vita da cani dentro la boscaglia, insieme ad altri balordi.<br \/>In famiglia pensarono che fossi morto.<br \/>Il primo luogo in cui si va a rubare non si dimentica mai, come un rito d\u2019iniziazione degli antichi.<br \/>Una piccola capanna isolata, tra il bosco e la palude; non c\u2019era nessuno ma tutto era in ordine e pronto per essere usato, la cucina, i letti, il tavolo, come se la gente fosse uscita un attimo a fumare una sigaretta.<br \/>C\u2019erano alcune casse di legno, ci avvicinammo con il mitra impugnato.<br \/>Quelle casse contenevano armi di tutti i tipi, un vero arsenale, pistole e fucili, bombe, granate, mine anticarro.<br \/>Poi, all\u2019improvviso, sentimmo il rumore di un carro, troppo tardi per poter abbandonare la capanna e fuggire nel bosco.<br \/>Non trovammo una via di fuga.<br \/>La capanna si riemp\u00ec di uomini e di bambini con la faccia brutta degli uomini. Ci gridavano in faccia parolacce, ci sputavano addosso e poi botte da orbi e qualcuno che sparava sul tetto.<br \/>Dalla paura me la feci addosso. \u201cTi prego non mi uccidere, sono solo un bambino\u201d. Ci graziarono e ci condussero nella loro vita d\u2019inferno.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Mi addestrarono, a suon di botte, all\u2019uso delle armi e delle bombe, m\u2019insegnarono a sparare senza pensare; come in un gioco infantile, mi dissero che quando si spara si deve ridere.<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Racconto ben scritto, crudo, che coinvolge ed emoziona. E\u2019 la storia di due ragazzini: uno italiano e uno somalo. Una convivenza obbligata, iniziata male. Poi la rivelazione di un segreto terribile che ha segnato l\u2019esistenza del giovane africano. E l\u2019antipatia si trasforma in rispetto.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9682983 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"9682983\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-fd99fe0 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"fd99fe0\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>3\u00b0 classificato ex aequo<br \/>sezione &#8220;Adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Il ragazzo col cappotto<\/strong><br \/><em>di Cosimo Rega<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">All\u2019improvviso la sezione del reparto si anim\u00f2. Ero incuriosito, aspettai l\u2019apertura della cella. Immobile, al centro del corridoio, sorvegliato dallo sguardo attento di un agente, un ragazzo col cappotto chiaro fissava le sbarre del finestrone fasciate da una vecchia rete metallica.<br \/>Era un nuovo giunto. Immaginai la sua et\u00e0. Poco pi\u00f9 di trent\u2019anni, ma i capelli e la barba neri come la pece potevano ingannarmi. Il cappotto, di taglia troppo grande per lui, gli dava l\u2019aspetto di uno squilibrato.<br \/>Sar\u00e0 un terrorista arabo, pensai, mentre continuavo a osservarlo.<br \/>\u201c\u00c8 un mattarello, viene dal manicomio di Barcellona\u201d disse uno lungo il tragitto che conduceva all\u2019aria.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Lo trovai immobile, al centro della stanza, a fissare un punto sulla parete. Cercai di smuoverlo, fissandolo. Niente. Gli chiesi il nome, nemmeno rispose. Provai allora con tono gentile a offrirgli un caff\u00e8. Finalmente volse lo sguardo verso di me e con un cenno del capo acconsent\u00ec.<br \/>L\u2019aroma del caff\u00e8 stava cominciando a gratificare il mio olfatto, quando delle urla e passi pesanti di anfibi m\u2019indussero a sporgermi oltre le sbarre. Alcuni agenti si stavano dirigendo di fretta verso una cella da cui fuoriusciva un fumo denso e acre che stava impregnando l\u2019aria dell\u2019intero corridoio. Era la cella del nuovo giunto.<br \/>Mi precipitai preoccupato. Il ragazzo col cappotto con dei vecchi giornali aveva appiccato il fuoco accanto al materasso di spugna. Ansimanti e inferociti, gli agenti cercavano di ridurre i danni con due estintori mentre inveivano contro di lui e lo spintonavano. Il ragazzo se ne stava fermo, inerme, con lo sguardo perso nel vuoto. Sospettai che a un tratto avrebbe avuto una reazione violenta, invece inizi\u00f2 a piangere come un bambino. \u201cHo freddo\u201d disse, giustificandosi.<br \/>Forte dei miei lunghi anni trascorsi in quel reparto e di una rispettosa comunicazione creata con gli stessi agenti, cercai di placare gli animi e poich\u00e9 si era fatta l\u2019ora della socialit\u00e0, invitai di nuovo il ragazzo a prendere il caff\u00e8. Uno degli agenti mi guard\u00f2 perplesso. \u201cNe sei proprio convinto?\u201d pareva volesse dirmi. Lo rassicurai.<br \/>I pochi metri quadrati e l\u2019odore che trasudava dalle pareti della mia cella, cui ero ormai abituato, sembrarono all\u2019improvviso alterati. Avvertii uno strano rischio alle mie abitudini.<br \/>Il ragazzo pareva posseduto da forze malefiche, sobbalzava continuamente dallo sgabello dov\u2019era seduto e con brevi scatti percorreva l\u2019intero spazio, fino al cancello. Poi ritornava a sedersi con la stessa irruenza. Sudava terribilmente alle mani e con gesti disarticolati afferrava uno dopo l\u2019altro dei tovaglioli di carta per asciugarsele. Cercai di metterlo a suo agio offrendogli una tovaglia, mi guard\u00f2 con una tale tenerezza che dubitai appartenesse a quegli occhi.<br \/>[\u2026]<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Storia originale, ben scritta, che attraverso un incontro fra due detenuti molto diversi fra loro, ci introduce nel mondo, spesso dimenticato, dei malati psichiatrici che vivono in carcere.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1fbde9f elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"1fbde9f\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-90ade11 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"90ade11\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>3\u00b0 classificato ex aequo<br \/>sezione &#8220;Adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Maschere dell&#8217;indifferenza<\/strong><br \/><em>di Corvus<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">Ogni detenuto ha la sua storia. Quella di Claudio \u00e8 come ricostruire un puzzle, fatto di anni. Non ero un suo amico, un po\u2019 perch\u00e9 non lo ha mai concesso, un po\u2019 perch\u00e9 io non l\u2019ho mai voluto, ma col tempo cominciai a comprendere il suo dolore, cos\u00ec sottile e intriso di silenzi. In comune dividevamo il tempo degli scacchi.<br \/>Ho conosciuto Claudio fra queste mura. Sapevo che stava pagando l\u2019omicidio della sua donna, non sembrava una persona capace di tanto.<br \/>Claudio avrebbe voluto rinascere con sembianze diverse per non riconoscersi allo specchio ma non fu cos\u00ec.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Divise il mondo in due: il mondo reale e quello irreale. Si convinse che fosse l\u2019unico modo per sopravvivere senza rinunciare a vivere. Mise dell\u2019olio sull\u2019anima per farsi scivolare gli eventi dannosi. Ma non era sufficiente. Aveva bisogno di controllare le emozioni reali, doveva tenere le persone che amava fuori dalla verit\u00e0, doveva proteggere la madre che ormai aveva ottantacinque anni. Quando gli venne in visita, era convinta che mancassero pochi anni alla sua libert\u00e0 e gli diceva che una volta tornato a casa gli avrebbe preparato le melanzane alla parmigiana. Ogni volta la vedeva pi\u00f9 stanca, lui le sorrideva, evitando il discorso della libert\u00e0, ma sapeva che sedersi a tavola con lei forse non sarebbe pi\u00f9 successo, avrebbe dovuto campare cent\u2019anni.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">\u201cIl colloquio. Torre ci vai dalla psicologa?\u201d.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">\u201cTi trovo bene Claudio\u201d.<br \/>\u201cGrazie, aspetto di fare il colloquio\u201d.<br \/>\u201cOttimo. E chi viene a farti visita?\u201d.<br \/>\u201cMia madre, ho solo lei che viene a trovarmi\u201d.<br \/>\u201cBene. Mentre aspetti, possiamo parlare un po\u2019\u201d.<br \/>\u201cLa ringrazio. Lei \u00e8 simpatica\u201d.<br \/>\u201cSono felice che sia cos\u00ec. Hai voglia di parlarmi dite? Da quanto tempo ti trovi qui?\u201d. Domande di cui conosceva perfettamente la risposta, ma l\u2019ideale per sondare il terreno dietro quella facciata imperturbabile che le stava seduta di fronte.<br \/>\u201cCinque anni e sei mesi, giorno pi\u00f9 giorno meno\u201d.<br \/>\u201cE l\u2019ultima volta che hai visto tua madre?\u201d. \u201cSaranno passati un paio di mesi dall\u2019ultima volta ma oggi viene di sicuro. Le ho preparato la torta di mele. Se vuole le do la ricetta\u201d.<br \/>\u201cMagari la prossima volta. Perch\u00e9 ti trovi qui?\u201d. Aveva rotto il ghiaccio e non intendeva mollare la presa.<br \/>\u201cDovrebbe saperlo, c\u2019\u00e8 sulla mia scheda\u201d.<br \/>\u201cScusami, ma nella fretta questa mattina l\u2019ho dimenticata\u201d.<br \/>\u201cNon lo so, ho cos\u00ec tanti reati che nemmeno li conto pi\u00f9, ma penso che sia per un vecchio cumulo di pene\u201d.<br \/>Tranquillo, cordiale, apparentemente imperturbabile, la dottoressa ne scrutava ogni centimetro di pelle alla ricerca di un segnale di cedimento.<br \/>Claudio guardava continuamente l\u2019orologio che portava al polso e si rese conto che il gesto non era sfuggito allo sguardo attento della dottoressa.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">L\u2019orario della fine delle visite era ormai prossimo.<br \/>\u201cAdesso devo andare, mi ha fatto piacere stare qui con lei\u201d.<br \/>La dottoressa gli strinse la mano, dovette ammettere che era un bell\u2019uomo e anche il suo modo gentile di salutarla si distingueva all\u2019interno del carcere. Venne a sapere che da mesi non riceveva pi\u00f9 alcuna visita. La madre era morta.<br \/>[\u2026]<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>L\u2019intero racconto \u00e8 una maschera, e chi la indossa sa di muoversi in un teatro dove l\u2019esistenza riconosce se stessa solo andando dietro una verit\u00e0 continuamente cangiante e imprendibile. L\u2019esito \u00e8 una rinuncia che pure si tinge di nostalgia per una vita forse ancora da vivere.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2312c80 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"2312c80\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1b87b84 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"1b87b84\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>3\u00b0 classificato sezione<br \/>&#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>(Non) Ho paura<\/strong><br \/><em>di Gabriel<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">In questo quartiere la strada \u00e8 quasi sempre deserta, i lampioni sono rotti. Sono sicuro che dietro le persiane c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che spia e mi<br \/>guardo sempre intorno. Mi chiamo Gabriel, sono del quartiere San Camillo<br \/>e non ho mai paura di niente. I palazzi, qui, sono molto strani e quando apri il<br \/>portone c\u2019\u00e8 un cattivo odore, sembra puzza di muffa. Mia madre mi dice di stare attento perch\u00e9 ci potrebbe essere qualche scalino rotto. \u201cDove sono finito?\u201d mi chiedo, in questo posto non mi sento a mio agio. Il suo appartamento \u00e8 al terzo piano, le stanze non sono molto grandi, tranne il salotto, dove c\u2019\u00e8 un grande televisore al plasma e un acquario con dei pesci colorati. Mario, il convivente di mia madre, non \u00e8 un morto di fame e ci tiene a farlo vedere.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">La prima notte \u00e8 andata discretamente. La mattina mi alzo per fare colazione e vedo Mario scuro in volto. Mugugnando mi dice che, per stare in questa casa, il cibo me lo devo guadagnare. Dentro di me penso che almeno poteva dirmi \u201cbuongiorno\u201d e mi viene in mente che, quando stavo dalla nonna, i momenti trascorsi a tavola erano i pi\u00f9 belli per condividere le cose che facevamo durante il resto della giornata.<br \/>Ora per\u00f2 mi ritrovo qui, in un posto dove mi sento estraneo. Mario si arrabbia, sbatte un pugno sul tavolo, io mi sento a disagio, ma ingoiando gli dico che cercher\u00f2 un lavoro.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Ancora non capisco in che modo posso rendermi utile, ed \u00e8 a quel punto che mia madre va a prendere uno scatolone, lo mette al centro del tavolo e aprendolo mi dice con un bel sorriso sulle labbra \u201cGuarda che meraviglia!\u201d. Lo scatolone \u00e8 pieno di panetti di fumo. Io so benissimo che cosa sono, ma non ne ho mai visti cos\u00ec tanti.<br \/>Mario afferra un coltello e rivolto a me \u201cOra t\u2019insegno come si fanno le stecche\u201d. Osservo le sue mani che con pochi tagli ricavano dei bastoncini lunghi quanto un dito, mi dice di fare attenzione perch\u00e9 ci vuole poco perch\u00e9 si rompano, intanto mia madre prende della pellicola che servir\u00e0 ad avvolgere le stecche. Con molta tensione mi metto al lavoro.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">La mattina dopo preparo lo zaino per andare a scuola, come facevo prima. Adesso, per\u00f2, nell\u2019astuccio ho infilato venti stecche che devo piazzare.<br \/>Sono contento che pap\u00e0 non possa vedermi. Il mio nuovo \u201clavoro\u201d non gli piacerebbe. \u00c8 morto quando io avevo tredici anni. Non ho molti ricordi legati all\u2019in- fanzia trascorsa con lui, ma so che nella sua vita ha sempre lavorato con fatica e non ha mai fatto queste cose. Io non ho molta scelta, Mario mi spaventa, penso che sarebbe capace di uccidermi se rifiutassi di lavorare per lui.<br \/>[\u2026]<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Racconto di un\u2019infanzia rubata, descritta senza odio, n\u00e9 recriminazioni, come un dato di fatto. L\u2019autore abitua il lettore all\u2019osservazione, alla notazione precisa di ambienti e situazioni, e lo coinvolge in una storia ricca di passaggi che lasciano increduli.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6d2bf67 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"6d2bf67\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-98c92e2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"98c92e2\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>Menzione speciale<br \/>sezione &#8220;Adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Una gita fuori porta<\/strong><br \/><em>di Alex Free<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">Il viaggio sarebbe stato lungo, diceva la mamma, dovevano andare in un posto vicino a Caserta.<br \/>Giovannino gi\u00e0 fantasticava nella sua testa: cose belle da vedere, la stazione con tante persone, il carrettino di cose buone da mangiare..<br \/>Sarebbero dovuti partire il mercoled\u00ec e avrebbero incontrato il pap\u00e0 il giorno dopo.<br \/>\u201cMamma, ma non stiamo con pap\u00e0 anche sabato e domenica?\u201d<br \/>\u201cNon si pu\u00f2, pap\u00e0 lavora\u201d.<br \/>Giovannino pensava che il pap\u00e0 non gli parlava mai di lavoro e ora, all\u2019improvviso, eccolo che lavorava anche di sabato e domenica. \u2026qualcosa non gli quadrava. Caserta, per\u00f2, lo faceva fantasticare.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Il viaggio sarebbe durato due giorni e una notte.<br \/>Si parte da Trapani per Messina, treno con cuccetta fino a Napoli. A Napoli si cambia, altro treno fino a Caserta e da Caserta bus fino a Carinola. Ecco il programma.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Carinola: campagne, strade sterrate, inferriate, alte mura di cinta fatte di cemento armato e garitte.<br \/>Mamma e bambini entrano nel penitenziario e, dopo aver compiuto i controlli, vengono accompagnati in una grande stanza per incontrare il pap\u00e0. C\u2019\u00e8 un bancone cos\u00ec largo che quasi impedisce l\u2019abbraccio tanto sognato. \u201cPap\u00e0, ma tu sei in carcere?\u201d.<br \/>[\u2026]<\/p><p class=\"breveDescrizione\">Passano un paio d\u2019ore, il tempo \u00e8 finito. Inizia il viaggio di ritorno. E ora al rovescio il taxi, i treni, i paesaggi scuri e qualche lampione e poi a casa.<br \/>Venerd\u00ec Giovannino non riesce ad andare a scuola per la stanchezza. In treno, faceva finta di dormire, ma ripensava al suo pap\u00e0, a quella specie di abbraccio, a quella risposta vaga e alla delusione di quel viaggio.<br \/>[\u2026]<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Per aver raccontato, attraverso gli occhi di un bambino, l\u2019avventura\u2013sventura di un lungo viaggio per incontrare il padre rinchiuso in un carcere lontano<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-10c8f67 elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"10c8f67\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            Poesie                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8a95a72 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8a95a72\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>La storia di Reda King (nel mondo)<\/strong><br \/><em>di Reda King 89<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione poesia\" style=\"text-align: center;\">Io sono fatto di un fiume che dissetava un paese<br \/>sono fatto di un libro che odiavo<br \/>sono fatto di una lacrima che mi lasciava indifeso<br \/>sono fatto di tutte le droghe del mondo<br \/>sono fatto di tutte le donne che non mi sono fatto (non ho avuto \/ che non ho amato \/ che non mi hanno amato \/ )<\/p><p style=\"text-align: center;\">sono fatto di una morte che mi ha lasciato disperato<br \/>sono fatto della mia vita<br \/>sono fatto delle parole che non ho detto<br \/>sono fatto di aspettare (dell\u2019attesa della fine) la fine<br \/>sono fatto della libert\u00e0 che non si vede mai<\/p><p style=\"text-align: center;\">dolce vita dove sei?<br \/>arriver\u00e0 il giorno che ci incontreremo<br \/>io aspetto con ansia quel giorno<br \/>\u2026 se arriver\u00e0 \/\/ \u2026 arriver\u00e0?<\/p><p style=\"text-align: center;\">Il grande REDA KING<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Se la poesia \u00e8 scioglimento di emozioni, anche eccesso del desiderio che si conosce impossibile e pure mai arriva a negarsi, nel lasciarsi di questi versi al possesso del mondo , compreso delle sue luci e delle sue oscurit\u00e0, la voglia di conoscersi vivo e dominante rende questi versi aperti e necessari.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7800282 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7800282\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Non ho paura dell&#8217;inferno<\/strong><br \/><em>di Josciua Algeri<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione poesia\" style=\"text-align: center;\">Passano i minuti lentamente, dietro ad un blindo brindo insieme ad un fratello delinquente e ringhio,<br \/>a muso duro, contro un muro, che non proietta pi\u00f9 futuro, occhi color Rubino e sguardo oscuro.<br \/>Lo Zaffiro \u00e8 ingombrante, la mia testa \u00e8 scintillante, il mio sorriso \u00e8 permanente come il diamante al dito di un\u2019 amante<br \/>Per sempre, perennemente sorridente, sotto la suola delle scarpe ogni vipera e serpente.<br \/>Pago quello che devo, non parlo, non sento non vedo e per ogni infame stappo lo spumante e bevo,<br \/>comp\u00e0 qua non si molla, never back down, siamo pronti alla guerra, avanti con un altro round.<br \/>La dignit\u00e0 mi bacia sulle labbra, non punto il dito, chiuso in gabbia, non son pentito, fiamme di rabbia il mio cuore \u00e8 ammutolito, fratelli cari tutto passa niente dura all\u2019infinito.<br \/>Tra cinque ferri osservo la luna, le stelle, i pianti delle sorelle, sprofonda la mia pelle in una, laguna,<br \/>travolto a peso piuma ma, il mio carisma \u00e8 ciminiera e la paura se la fuma!<br \/>I sogni sono rari, vari, non sono chiari, la mia Vita \u00e8 una gara e ho gi\u00e0 sentito gli spari,<br \/>salto gli ostacoli e i pericoli reali, la mia malasorte,<br \/>mi ha regalato due cazzo di Ali!!<br \/>Non ho paura dell\u2019 Inferno, del Paradiso, del Diavolo o del Padre Eterno,<br \/>non ho paura, qua non mollo, decollo, anche con uno zombie che mi tira gi\u00f9 dal collo!<br \/>Son due anni che sto detenuto in questo posto, non ho mai pianto, rimpianto, le lacrime hanno un costo;<br \/>ho sofferto da solo, con marjuana mi consolo, il mio ruggito nella jungla \u00e8 forte quanto un tuono.<br \/>Corse nei campi, lampi e saette all\u2019ora d\u2019aria, c\u2019\u00e8 una preda dissanguante in una camera mortuaria,<br \/>amico, della Polizia Penitenziaria, Pitbull e Bull terrier con la bava affamati di Gloria!<br \/>L\u2019 ombra che batte, il cuore che batte, non mischio le carte, resto sempre da una sola parte;<br \/>Non mi metto in disparte, per ogni uccellino che canta voglio la Morte.<br \/>Non ho paura dell\u2019Inferno, del Paradiso ,del Diavolo o del Padre Eterno,<br \/>non ho paura, qua non mollo, decollo, anche con uno zombie che mi tira gi\u00f9 dal collo!<br \/>Non ho paura dell\u2019Inferno, del Paradiso ,del Diavolo o del Padre Eterno,<br \/>non ho paura, qua non mollo, decollo, anche con uno zombie che mi tira gi\u00f9 dal collo!<\/p><p>Josciua Algeri<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Possiamo senza dubbio sentire in questi versi rimati e fortemente ritmati la forza e l\u2019ardore di una giovinezza innamorata di se stessa. Vi risuonano la sregolatezza emozionale di Rimbaud e l\u2019urlo liberatorio di Ginzberg. Ne viene la prova di come la poesia, raro uccello, dono prezioso e inatteso, possa felicemente mostrarsi e iniziare un cammino.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b7e91c2 elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"b7e91c2\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            Autori finalisti e Tutor                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n       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Cataldo<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">AGNESE COSTAGLI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6059\">Valeria Parrella<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">FRANCESCO DE MASI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5782\">Andrea Vianello<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">VINCENZO DE ROSA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5933\">Antonella Lattanzi<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">FRANCESCO FUSANO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6041\">Maurizio de Giovanni<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">KALLE<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5532\">Andrea Purgatori<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">QANI KELOLLI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5585\">Marco Franzelli<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">MICHELE MAGGIO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5494\">Giordano Bruno Guerri<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">MASSIMILIANO MAIOCCHETI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6053\">Roberto Riccardi<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">MIKE<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5764\">Fiamma Satta<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">MORFEO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5447\">Federico Moccia<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">FABIO PADALINO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6023\">Francesca Melandri<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">COSIMO REGA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6014\">Carlo Lucarelli<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">SALVATORE SAITTO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5478\">Erri De Luca<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">LORENZO SCIACCA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5716\">Marco Buticchi<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">SALVATORE TORRE<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5619\">Valerio Evangelisti<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">CARMINE CROCCO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5413\">Massimo Lugli<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">ALEXFREE<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5800\">Silvia Calandrelli<\/a><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><h2 class=\"titoloLibro\">I finalisti della sezione &#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><table class=\"autori\"><thead><tr><th class=\"right\"><strong>gli autori<\/strong><\/th><th class=\"left\">i tutor<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td class=\"NomiAutori\">CHUCK<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5524\">Cinzia Tani<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">FRISK\u00c8<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5734\">Pino Corrias<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">GABRIEL<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6071\">Carlo Verdone<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">RAILY<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5635\">Gloria Satta<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">UNKNOWN<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5969\">Alessandro D\u2019Alatri<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">VANESSA PELLEGRINO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6083\">Marida Lombardo Pijola<\/a><\/td><\/tr><\/tbody><\/table>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4a8fccb elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"4a8fccb\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                   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class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5393\" target=\"_blank\">Andrea Di Consoli<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-3e3235a elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"3e3235a\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-a2886c0\" data-id=\"a2886c0\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7a95e5c 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sizes=\"(max-width: 131px) 100vw, 131px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5770\" target=\"_blank\">Angelo Pellegrino<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-36414bd\" data-id=\"36414bd\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-222be0d elementor-position-left elementor-vertical-align-top elementor-widget elementor-widget-image-box\" data-id=\"222be0d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image-box.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-image-box-wrapper\"><figure class=\"elementor-image-box-img\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5519\" target=\"_blank\" tabindex=\"-1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"131\" height=\"131\" src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/DariaGalateri-20x20.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-5361 jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/DariaGalateri.jpg\" srcset=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/DariaGalateri-20x20.jpg 20w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/DariaGalateri.jpg 131w\" sizes=\"(max-width: 131px) 100vw, 131px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5519\" target=\"_blank\">Daria Galateria<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-92fc55e elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"92fc55e\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-fdb7105\" data-id=\"fdb7105\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ab6cb18 elementor-position-left elementor-vertical-align-top elementor-widget elementor-widget-image-box\" data-id=\"ab6cb18\" data-element_type=\"widget\" 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href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6092\" target=\"_blank\">Enrico Vazina<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-0685d1f\" data-id=\"0685d1f\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-213567a elementor-position-left elementor-vertical-align-top elementor-widget elementor-widget-image-box\" data-id=\"213567a\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image-box.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-image-box-wrapper\"><figure class=\"elementor-image-box-img\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6095\" target=\"_blank\" tabindex=\"-1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"131\" height=\"131\" src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/FolcoQuilici-20x20.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-6099 jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/FolcoQuilici.jpg\" srcset=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/FolcoQuilici-20x20.jpg 20w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/FolcoQuilici.jpg 131w\" sizes=\"(max-width: 131px) 100vw, 131px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6095\" target=\"_blank\">Folco Quilici<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-e03f071 elementor-section-boxed 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tabindex=\"-1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"131\" height=\"131\" src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/LirioAbbate-20x20.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-6102 jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/LirioAbbate.jpg\" srcset=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/LirioAbbate-20x20.jpg 20w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/LirioAbbate.jpg 131w\" sizes=\"(max-width: 131px) 100vw, 131px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6101\" target=\"_blank\"> Lirio Abbate<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-11033fe\" 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class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6113\" target=\"_blank\"> Marco Ferrari<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b5651e7 elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"b5651e7\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            Giuria &quot;Poesia&quot;                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-45013aa elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"45013aa\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-33 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-0441def\" data-id=\"0441def\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-90b7fba elementor-position-left elementor-vertical-align-top elementor-widget elementor-widget-image-box\" 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href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5511\" target=\"_blank\">Elio Pecora <\/a><\/h4><p class=\"elementor-image-box-description\">Presidente della Giuria<\/p><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-33 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-6b01fff\" data-id=\"6b01fff\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a6720eb elementor-position-left elementor-vertical-align-top elementor-widget elementor-widget-image-box\" data-id=\"a6720eb\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image-box.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-image-box-wrapper\"><figure class=\"elementor-image-box-img\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6125\" target=\"_blank\" tabindex=\"-1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"289\" height=\"350\" src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/SilviaBre-20x24.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-6126 jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/SilviaBre.jpg\" srcset=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/SilviaBre-20x24.jpg 20w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/SilviaBre-248x300.jpg 248w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/SilviaBre.jpg 289w\" sizes=\"(max-width: 289px) 100vw, 289px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6125\" target=\"_blank\"> Silvia Bre<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column 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class=\"descrizioneLibro\">PATROCINI: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero della Giustizia, Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali, Garante per i diritti dei detenuti del Lazio, Rai Radiotelevisione Italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-87b7e8d elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"87b7e8d\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-eeaed7b\" data-id=\"eeaed7b\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap 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Sono comuni denominatori, ma le ventisei storie contenute in questo libro sono cos\u00ec distanti fra loro da condurre il lettore nel labirinto del mondo carcerario attraverso percorsi sempre diversi.Racconti shock. 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