{"id":6462,"date":"2024-02-14T10:22:24","date_gmt":"2024-02-14T10:22:24","guid":{"rendered":"https:\/\/rdc2.wedot.net\/?page_id=6462"},"modified":"2026-03-19T11:18:03","modified_gmt":"2026-03-19T11:18:03","slug":"edizione-2015","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?page_id=6462","title":{"rendered":"Edizione 2015"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"6462\" class=\"elementor elementor-6462\" data-elementor-post-type=\"page\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6ae807d elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"6ae807d\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-52c807f\" data-id=\"52c807f\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3fa8845 elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"3fa8845\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            Il Libro                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f837359 elementor-hidden-mobile elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"f837359\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h3 class=\"titoloLibro\">ALL&#8217;INFERNO FA FREDDO<br \/>Racconti dal carcere<br \/>a cura di Antonella Bolelli Ferrera<\/h3><p>Link di acquisto: <a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/ddIv3Ci\">Amazon<\/a><\/p><p class=\"descrizioneLibro\">\u201cQuando sei in carcere, \u00e8 come se nuotassi in una piscina. Appena esci, sembra di trovarti all\u2019improvviso in mare aperto\u201d. Io e il tutor rimaniamo per qualche istante in silenzio quando un detenuto, dentro a una saletta colloqui del carcere di Rebibbia, ci spiega il suo primo impatto con il mondo esterno. \u00c8 una similitudine che calza a pennello. La libert\u00e0 \u00e8 il sogno quotidiano di ogni detenuto; il mondo fuori \u00e8 una delle pi\u00f9 recondite paure. Perch\u00e9 spesso nemmeno lo riconosci pi\u00f9, e non basta averlo osservato attraverso la televisione. Cos\u00ec, il primo attacco di panico della sua vita, Cosimo, detenuto di lungo corso, lo ha vissuto dentro la metropolitana di Roma. Quel mare aperto e agitato che gli ha fatto paura. Se \u00e8 vero che anche i luoghi hanno un\u2019anima, il carcere \u00e8 di certo saturo di umanit\u00e0, ereditata da tutti quelli che vi hanno vissuto. Ognuno con la sua storia. Dalle impronte di scarpe sul muro di una cella si pu\u00f2 indovinare la rabbia di chi lo ha scalciato, quasi a voler cercare di abbattere quella barriera invalicabile. Dalle scritte, immaginare gli amori perduti, oppure i giorni che passano, sempre uguali, come le piccole croci in fila, una accanto all\u2019altra. Sebastiano ha imparato a muoversi nel piccolo spazio a disposizione seguendo un rituale studiato nel rispetto di chi divide la cella con lui: \u201cPoco pi\u00f9 di 6 metri quadri che bisogna gestire lavorando soprattutto nell\u2019ombra, in qualche caso scomparendo\u201d. C\u2019\u00e8 chi non rinuncia alla propria passione per la cucina, regalando un tocco di allegria e di buona tavola ai compagni, anche se \u201criuscire a fare una parmigiana, utilizzando uno sgabello come forno, non \u00e8 cosa da tutti\u201d. I pacchetti vuoti delle sigarette possono servire invece a costruire mensole e cestini portatutto, un lontano ricordo delle piccole comodit\u00e0 di casa. Colpisce la capacit\u00e0 di adattamento a condizioni di vita spesso insopportabili, anche umilianti per la persona. Alcuni racconti assomigliano alla cronaca di un corso di sopravvivenza pi\u00f9 che a un periodo di espiazione della pena e di recupero dell\u2019individuo. Chi resiste, chi ne esce migliore di prima, \u00e8 perch\u00e9 ha trovato un solido appiglio cui ancorare la propria vita, che \u00e8 il desiderio di conoscenza. La voglia di studiare, di leggere e poi di scrivere aiuta a guarire la mente, persino la pi\u00f9 ostinata. Cos\u00ec la scrittura diventa anche strumento di contatto con il mondo esterno, un modo per mettersi a nudo. \u00c8 un atto di libert\u00e0. Un\u2019evasione che non infrange regole. Ne scaturiscono racconti che lasciano attoniti per intensit\u00e0 e capacit\u00e0 descrittive, che calano il lettore in un mondo che respinge e allo stesso tempo attrae.<br \/>Le venticinque storie di questo libro sono storie di donne e uomini, adulti e adolescenti, italiani e stranieri, che raccontano esperienze di vita distanti fra loro ma che scorrono in parallelo, perch\u00e9 la destinazione finale \u00e8 la stessa. Il carcere. Un inferno dove fa freddo: uno spiffero dalla finestra rotta, un corpo seminudo in una cella d\u2019isolamento, luoghi angusti in cui si gela, anche se si \u00e8 in sei a respirare.<br \/>Soprattutto, \u00e8 il freddo che senti dentro e che ti fa tremare l\u2019anima. Storie off limits per il mondo fuori, storie di vite vissute sull\u2019orlo di un precipizio da cui si \u00e8 inevitabilmente caduti. Spesso sono state le esperienze dell\u2019infanzia a tracciare un destino: l\u2019iniziazione alla criminalit\u00e0 organizzata, gli abusi sessuali e le botte di una madre, l\u2019obbligo di uccidere quando sei stato chiamato alla guerra, sia essa contro un clan rivale oppure contro i ribelli del Darfour. C\u2019\u00e8 la violenza sulle donne il cui \u201ccorpo palpato, lisciato e usato come acqua, farina e sale nelle mani della cattiva massaia riduce l\u2019anima in brandelli\u201d, ma anche la totale indifferenza alla fine di una vita. \u201cProstituta nigeriana si suicida in carcere. Ancora una volta nessuno aveva pensato che fosse importante darle un\u2019identit\u00e0\u201d. L\u2019idea della morte per \u201candarsene privandosi di quell\u2019aria malsana che avvelena l\u2019esistenza\u201d, affiora e svanisce, riaffiora e si concretizza: \u201cDispose lo sgabello, vi sal\u00ec sopra, si assicur\u00f2 il cappio intorno al collo\u2026\u201d. Chi \u00e8 arrivato da lontano, dove la casa in cui viveva era peggiore del carcere, concentra il proprio racconto sul prima, sul viaggio che, a chi legge, sembra di rivivere assieme al protagonista: la traversata dalla Libia a Lampedusa su un gommone sgangherato, in una notte senza luna. All\u2019improvviso, in mezzo al mare, il motore si spense e fra i componenti il carico umano che stava faticosamente trasportando, cal\u00f2 un silenzio irreale. Storie di carcere, di com\u2019era ieri e di com\u2019\u00e8 oggi. \u00c8 aspro il ricordo dell\u2019Asinara e di chi \u00e8 stato umiliato in massima sicurezza. Di chi, \u201cfine pena mai\u201d, non varcher\u00e0 quel muro di cinta. Alcuni racconti spiccano per qualit\u00e0 letteraria giocando su scambi di ruolo \u2013 il detenuto indossa improvvisamente i panni di un poliziotto penitenziario e il poliziotto si ritrova detenuto \u2013, avvincenti storie di vendetta, e persino una nevicata che non ti aspetti. Narrativa pura.<br \/>Non c\u2019\u00e8 autocommiserazione in questi scritti. Non si avverte la ricerca di una giustificazione ai propri errori, a volte gravissimi. Basta leggere alcune affermazioni, nette, asciutte, che non lasciano adito a dubbi: \u201cSono un delinquente. Condannato, definitivo\u201d. \u201cMi \u00e8 parso di essere sempre stata accompagnata da un senso d\u2019inadeguatezza, quasi di colpa\u201d. \u201cNacque in me la curiosit\u00e0 di giocare a guardie e ladri, ma per davvero\u201d.<br \/>\u201cAvevo solo 14 anni, non avevo pi\u00f9 limiti\u201d. Quando poi \u00e8 un adolescente che scrive \u201cDa circa tre anni faccio parte del gruppo di fuoco, che ha il compito di difendere il territorio e chi conta nel clan\u201d, oppure \u201cSe proprio devo morire, voglio farlo da leone\u201d, convinto che sia eroica la propria fine durante un conflitto a fuoco, sorge naturale domandarsi se quel ragazzino avr\u00e0 mai un futuro migliore. Un\u2019infanzia violata, che, anzich\u00e9 sui banchi di scuola, ti conduce diritto nell\u2019abisso, traccia segni indelebili, tatuaggi nell\u2019anima che si mostrano anche attraverso i racconti degli adulti.<br \/>Ma la mente, cos\u00ec come il corpo, \u00e8 capace (non sempre) di trovare nuova energia. Pi\u00f9 semplicemente, affiora la voglia di vivere. Ed ecco che Francesco, quando sembra giunto al capolinea, si risolleva e sogna \u201cdi piangere e di sorridere perch\u00e9 \u00e8 affamato di vita, anche se fa male da morire\u201d. E c\u2019\u00e8 persino chi, con un totale di anni a doppio zero da scontare, riesce a ritrovare l\u2019allegria perch\u00e9, dice \u201cIn fondo il tempo siamo noi\u201d.<br \/>Hanno introdotto i venticinque racconti dal carcere, altrettanti tutor \u2013 scrittori, artisti e giornalisti \u2013 che si sono calati nella storia loro affidata, nella vita, o stralci di vita, che ogni autrice e autore ha voluto narrare, svelare. Ne sono scaturiti binomi perfetti fra persone distanti ma in fondo vicine, perch\u00e9 unite da quel filo invisibile che si chiama scrittura.<br \/>Il privilegio di entrare in contatto con tutte le storie rappresenta per me, ogni volta, un\u2019esperienza umana irripetibile, che apre nuovi interrogativi e suggerisce risposte inedite. Durante questo percorso, iniziato diversi anni fa, \u00e8 come se avessi scomposto un puzzle e stessi rimettendo insieme i tasselli, ma l\u2019immagine che si sta delineando \u00e8 diversa. Oppure sono i miei occhi che ora la vedono cos\u00ec. Il faccia a faccia col male innesca una metamorfosi dalla quale non si torna pi\u00f9 indietro. Dalla quale non voglio pi\u00f9 tornare indietro.<\/p><p>Antonella Bolelli Ferrera<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-dcfac99 elementor-hidden-desktop elementor-hidden-tablet elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"dcfac99\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-9fc6e19\" data-id=\"9fc6e19\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-98004b6 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"98004b6\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h3 class=\"titoloLibro\">ALL&#8217;INFERNO FA FREDDO<br \/>Racconti dal carcere<br \/>a cura di Antonella Bolelli Ferrera<\/h3><p>Link di acquisto: <a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/ddIv3Ci\">Amazon<\/a><\/p><p class=\"descrizioneLibro\">\u201cQuando sei in carcere, \u00e8 come se nuotassi in una piscina. Appena esci, sembra di trovarti all\u2019improvviso in mare aperto\u201d. Io e il tutor rimaniamo per qualche istante in silenzio quando un detenuto, dentro a una saletta colloqui del carcere di Rebibbia, ci spiega il suo primo impatto con il mondo esterno. \u00c8 una similitudine che calza a pennello. La libert\u00e0 \u00e8 il sogno quotidiano di ogni detenuto; il mondo fuori \u00e8 una delle pi\u00f9 recondite paure. Perch\u00e9 spesso nemmeno lo riconosci pi\u00f9, e non basta averlo osservato attraverso la televisione. Cos\u00ec, il primo attacco di panico della sua vita, Cosimo, detenuto di lungo corso, lo ha vissuto dentro la metropolitana di Roma. Quel mare aperto e agitato che gli ha fatto paura. Se \u00e8 vero che anche i luoghi hanno un\u2019anima, il carcere \u00e8 di certo saturo di umanit\u00e0, ereditata da tutti quelli che vi hanno vissuto. Ognuno con la sua storia. Dalle impronte di scarpe sul muro di una cella si pu\u00f2 indovinare la rabbia di chi lo ha scalciato, quasi a voler cercare di abbattere quella barriera invalicabile. Dalle scritte, immaginare gli amori perduti, oppure i giorni che passano, sempre uguali, come le piccole croci in fila, una accanto all\u2019altra. Sebastiano ha imparato a muoversi nel piccolo spazio a disposizione seguendo un rituale studiato nel rispetto di chi divide la cella con lui: \u201cPoco pi\u00f9 di 6 metri quadri che bisogna gestire lavorando soprattutto nell\u2019ombra, in qualche caso scomparendo\u201d. C\u2019\u00e8 chi non rinuncia alla propria passione per la cucina, regalando un tocco di allegria e di buona tavola ai compagni, anche se \u201criuscire a fare una parmigiana, utilizzando uno sgabello come forno, non \u00e8 cosa da tutti\u201d. I pacchetti vuoti delle sigarette possono servire invece a costruire mensole e cestini portatutto, un lontano ricordo delle piccole comodit\u00e0 di casa. Colpisce la capacit\u00e0 di adattamento a condizioni di vita spesso insopportabili, anche umilianti per la persona. Alcuni racconti assomigliano alla cronaca di un corso di sopravvivenza pi\u00f9 che a un periodo di espiazione della pena e di recupero dell\u2019individuo. Chi resiste, chi ne esce migliore di prima, \u00e8 perch\u00e9 ha trovato un solido appiglio cui ancorare la propria vita, che \u00e8 il desiderio di conoscenza. La voglia di studiare, di leggere e poi di scrivere aiuta a guarire la mente, persino la pi\u00f9 ostinata. Cos\u00ec la scrittura diventa anche strumento di contatto con il mondo esterno, un modo per mettersi a nudo. \u00c8 un atto di libert\u00e0. Un\u2019evasione che non infrange regole. Ne scaturiscono racconti che lasciano attoniti per intensit\u00e0 e capacit\u00e0 descrittive, che calano il lettore in un mondo che respinge e allo stesso tempo attrae.<br \/>Le venticinque storie di questo libro sono storie di donne e uomini, adulti e adolescenti, italiani e stranieri, che raccontano esperienze di vita distanti fra loro ma che scorrono in parallelo, perch\u00e9 la destinazione finale \u00e8 la stessa. Il carcere. Un inferno dove fa freddo: uno spiffero dalla finestra rotta, un corpo seminudo in una cella d\u2019isolamento, luoghi angusti in cui si gela, anche se si \u00e8 in sei a respirare.<br \/>Soprattutto, \u00e8 il freddo che senti dentro e che ti fa tremare l\u2019anima. Storie off limits per il mondo fuori, storie di vite vissute sull\u2019orlo di un precipizio da cui si \u00e8 inevitabilmente caduti. Spesso sono state le esperienze dell\u2019infanzia a tracciare un destino: l\u2019iniziazione alla criminalit\u00e0 organizzata, gli abusi sessuali e le botte di una madre, l\u2019obbligo di uccidere quando sei stato chiamato alla guerra, sia essa contro un clan rivale oppure contro i ribelli del Darfour. C\u2019\u00e8 la violenza sulle donne il cui \u201ccorpo palpato, lisciato e usato come acqua, farina e sale nelle mani della cattiva massaia riduce l\u2019anima in brandelli\u201d, ma anche la totale indifferenza alla fine di una vita. \u201cProstituta nigeriana si suicida in carcere. Ancora una volta nessuno aveva pensato che fosse importante darle un\u2019identit\u00e0\u201d. L\u2019idea della morte per \u201candarsene privandosi di quell\u2019aria malsana che avvelena l\u2019esistenza\u201d, affiora e svanisce, riaffiora e si concretizza: \u201cDispose lo sgabello, vi sal\u00ec sopra, si assicur\u00f2 il cappio intorno al collo\u2026\u201d. Chi \u00e8 arrivato da lontano, dove la casa in cui viveva era peggiore del carcere, concentra il proprio racconto sul prima, sul viaggio che, a chi legge, sembra di rivivere assieme al protagonista: la traversata dalla Libia a Lampedusa su un gommone sgangherato, in una notte senza luna. All\u2019improvviso, in mezzo al mare, il motore si spense e fra i componenti il carico umano che stava faticosamente trasportando, cal\u00f2 un silenzio irreale. Storie di carcere, di com\u2019era ieri e di com\u2019\u00e8 oggi. \u00c8 aspro il ricordo dell\u2019Asinara e di chi \u00e8 stato umiliato in massima sicurezza. Di chi, \u201cfine pena mai\u201d, non varcher\u00e0 quel muro di cinta. Alcuni racconti spiccano per qualit\u00e0 letteraria giocando su scambi di ruolo \u2013 il detenuto indossa improvvisamente i panni di un poliziotto penitenziario e il poliziotto si ritrova detenuto \u2013, avvincenti storie di vendetta, e persino una nevicata che non ti aspetti. Narrativa pura.<br \/>Non c\u2019\u00e8 autocommiserazione in questi scritti. Non si avverte la ricerca di una giustificazione ai propri errori, a volte gravissimi. Basta leggere alcune affermazioni, nette, asciutte, che non lasciano adito a dubbi: \u201cSono un delinquente. Condannato, definitivo\u201d. \u201cMi \u00e8 parso di essere sempre stata accompagnata da un senso d\u2019inadeguatezza, quasi di colpa\u201d. \u201cNacque in me la curiosit\u00e0 di giocare a guardie e ladri, ma per davvero\u201d.<br \/>\u201cAvevo solo 14 anni, non avevo pi\u00f9 limiti\u201d. Quando poi \u00e8 un adolescente che scrive \u201cDa circa tre anni faccio parte del gruppo di fuoco, che ha il compito di difendere il territorio e chi conta nel clan\u201d, oppure \u201cSe proprio devo morire, voglio farlo da leone\u201d, convinto che sia eroica la propria fine durante un conflitto a fuoco, sorge naturale domandarsi se quel ragazzino avr\u00e0 mai un futuro migliore. Un\u2019infanzia violata, che, anzich\u00e9 sui banchi di scuola, ti conduce diritto nell\u2019abisso, traccia segni indelebili, tatuaggi nell\u2019anima che si mostrano anche attraverso i racconti degli adulti.<br \/>Ma la mente, cos\u00ec come il corpo, \u00e8 capace (non sempre) di trovare nuova energia. Pi\u00f9 semplicemente, affiora la voglia di vivere. Ed ecco che Francesco, quando sembra giunto al capolinea, si risolleva e sogna \u201cdi piangere e di sorridere perch\u00e9 \u00e8 affamato di vita, anche se fa male da morire\u201d. E c\u2019\u00e8 persino chi, con un totale di anni a doppio zero da scontare, riesce a ritrovare l\u2019allegria perch\u00e9, dice \u201cIn fondo il tempo siamo noi\u201d.<br \/>Hanno introdotto i venticinque racconti dal carcere, altrettanti tutor \u2013 scrittori, artisti e giornalisti \u2013 che si sono calati nella storia loro affidata, nella vita, o stralci di vita, che ogni autrice e autore ha voluto narrare, svelare. Ne sono scaturiti binomi perfetti fra persone distanti ma in fondo vicine, perch\u00e9 unite da quel filo invisibile che si chiama scrittura.<br \/>Il privilegio di entrare in contatto con tutte le storie rappresenta per me, ogni volta, un\u2019esperienza umana irripetibile, che apre nuovi interrogativi e suggerisce risposte inedite. Durante questo percorso, iniziato diversi anni fa, \u00e8 come se avessi scomposto un puzzle e stessi rimettendo insieme i tasselli, ma l\u2019immagine che si sta delineando \u00e8 diversa. Oppure sono i miei occhi che ora la vedono cos\u00ec. Il faccia a faccia col male innesca una metamorfosi dalla quale non si torna pi\u00f9 indietro. Dalla quale non voglio pi\u00f9 tornare indietro.<\/p><p>Antonella Bolelli Ferrera<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-791d77c\" data-id=\"791d77c\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-73c58f9 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"73c58f9\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/6h4Gdn1\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"292\" height=\"448\" src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2015-20x31.gif\" class=\"attachment-large size-large wp-image-3821 jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2015.gif\" srcset=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2015-20x31.gif 20w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2015-196x300.gif 196w\" sizes=\"(max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-e843bc8 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"e843bc8\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-6202004\" data-id=\"6202004\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7776542 elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"7776542\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            I Vincitori                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-60745c0 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"60745c0\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>1\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Nelle scarpe dell&#8217;altro<\/strong><br \/><em>di Ivan Gallo<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">(\u2026)<br \/>\u00abCHIU-SU-RA!\u00bb.<br \/>Il collega, distolto dalla lettura del quotidiano, guard\u00f2 l\u2019orologio: \u00abMa non \u00e8 presto? Mancano quasi 10 minuti!\u00bb<br \/>\u00abOrmai l\u2019ho chiamata, dobbiamo chiudere le celle\u00bb, rispose Francesco, spiccio.<br \/>\u00abLa chiusura, France\u2019\u00bb, gli aveva detto un collega quando ancora era alle prime armi, \u00ab\u00e8 il momento peggiore di un Poliziotto Penitenziario. Essere arbitro della libert\u00e0 di un altro richiede maggiori responsabilit\u00e0 che non essere padrone della sua vita.\u00bb<br \/>(\u2026)<br \/>La chiusura serale era il momento in cui finalmente ci si poteva rilassare, senza che nessuno venisse a farti visita per raccontarti le proprie avventure di malavita: erano sempre le stesse, riesumate dal cestino dei ricordi innumerevoli volte.<br \/>\u00abStasera lusso\u00bb, disse il compagno di cella a Rizzo indicando i fornelletti, \u00abho preparato un sacco di cose buone\u2026 a patto che non mi stressi con la tua dieta senza carboidrati\u00bb.<br \/>Dopo cena Rizzo lav\u00f2 i piatti, diede una pulita al pavimento e poi si infil\u00f2 sotto la doccia, come ogni sera.<br \/>(\u2026)<br \/>In quella notte di magia Rizzo e Francesco, il \u2018ladro\u2019 e la \u2018guardia\u2019, rivolsero al cielo la medesima supplica: entrambi pregarono di poter cambiare vita.<br \/>(\u2026)<br \/>Rizzo si stiracchi\u00f2 al risveglio. La cella era scomparsa.<br \/>Salt\u00f2 gi\u00f9 dal letto posando i piedi su un soffice tappeto. Che cosa stava succedendo ? Dov\u2019era finito?<br \/>Rizzo era una persona razionale. \u00abSi tratta di un esperimento!\u00bb, si disse. \u00abUna specie di reality: prendono un detenuto e lo sbattono chiss\u00e0 dove a sua insaputa, per vederne le reazioni.\u00bb<br \/>Rizzo decise di stare al gioco.<br \/>(\u2026)<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Idea narrativa originale: un detenuto e un agente penitenziario si avvicendano in un gioco delle parti e provano quanto, immaginazione e sentimento, possano per una pi\u00f9 estesa conoscenza e comprensione dell\u2019altro. La scrittura chiara ed efficace di Ivan Gallo coinvolge il lettore in una situazione paradossale e claustrofobica e lo conduce a un epilogo inaspettato.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-61bad83 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"61bad83\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-14ccac1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"14ccac1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>1\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Double face<\/strong><br \/><em>di Unknown<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">La prima volta \u00e8 esperienza, la seconda \u00e8 vita.<br \/>E\u2019 fondamentale cambiare carte per vincere due volte allo stesso gioco.<br \/>Bisogna avere un altro sguardo per amare ogni giorno la stessa persona.<br \/>E\u2019 essenziale cambiare vita, per vivere a pieno la stessa.<br \/>(\u2026)<br \/>Nel mio quartiere \u00e8 appena mezzanotte. Sono in casa e, sdraiato nel letto della mia stanza, guardo la tv. E&#8217; ancora presto per certe cose, c&#8217;\u00e8 uno strano silenzio in strada e di solito questo non promette nulla di buono. Si fa l\u2019una e mi metto a dormire. Ora non passano ambulanze, passano pattuglie, qualche volta elicotteri, la \u201cfiat panda\u201d \u00e8 una Bmw M3 che fugge, o pi\u00f9 semplicemente \u00e8 una di quelle tantissime macchine che arrivano ogni notte nel mio quartiere. Alle quattro e trenta non abbaia nessun cane dell\u2019idraulico, \u00e8 solo l\u2019ennesimo drogato o alcolizzato, che d\u00e0 sfogo alla sua rabbia.<br \/>(\u2026)<br \/>Il centro commerciale \u00e8 pura verit\u00e0 amplificata.<br \/>Il centro commerciale \u00e8 un luogo di svago molto comune per i ragazzi. Qualcuno scappa di casa per trasferirsi l\u00ec. Non escludo che io sia uno di essi.<br \/>Proprio nel centro commerciale ho commesso il mio reato pi\u00f9 grave. Sono passati tre anni, forse anche di pi\u00f9. Sul reato stesso, questo \u00e8 quello che ho capito e quello che rivolgo, che ho gi\u00e0 rivolto, alle vittime: a volte le menti esplodono, ovviamente non ragionano, basta un piccolo stimolo incosciente per dargli vita e, a quel punto, non conta pi\u00f9 nulla, n\u00e9 chi \u00e8 di fronte, n\u00e9 lo stesso corpo che le &#8220;comanda&#8221;.<br \/>(\u2026)<br \/>Il CPA (Come Posso Arrivo) \u00e8 il centro di prima accoglienza. Sono arrivato il 12 Marzo 2012, alle 6.30 del mattino, accompagnato dal \u201cnapoletano\u201d, ero davvero curioso di vedere la mia nuova stanza. Ci hanno aperto subito, senza far caso all\u2019orario. Entro, mi salutano tutti con un bello sguardo: \u201dAaahh (sospiro)\u201d mi sento gi\u00e0 a mio agio. Mi fanno posare tutti gli oggetti, li chiudono a chiave in un armadietto.<br \/>(\u2026)<br \/>Una volta, quando ero solo un piccolo uomo, abitavo nella casa all&#8217;ultimo piano di un palazzo. Un palazzo pi\u00f9 alto di quanto un semplice occhio possa vedere, un palazzo lontano, lontano da qualsiasi cosa. Quando urlavo nessuno mi sentiva, quel palazzo non esisteva, solo in pochi fingevano di vederlo davvero. Gli abitanti erano sempre gli stessi e, sono sicuro, non cambieranno mai.<br \/>(\u2026)<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Un\u2019adolescenza metropolitana raccontata con straordinaria ironia e sapienza antropologica. Unknown pone il protagonista in osservazione e in ascolto di una citt\u00e0 che brulica di storie. Autore gi\u00e0 pienamente scrittore, e di notevole talento.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-89ecd77 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"89ecd77\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b2da228 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"b2da228\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>2\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Giulia<\/strong><br \/><em>di Stefano Lemma<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">(\u2026)<br \/>Tutti i giorni incontravo i ragazzi che andavano al liceo, incontrai Giulia, dopo molti giorni e tanti sguardi, scendendo entrambi alla stessa fermata a Corso Vittorio davanti a Piazza della Cancelleria. Mi chiese: \u201cChe scuola fai?\u201d. Mi vergognai, per un istante avrei voluto mentire, raccontai la verit\u00e0:<br \/>\u201cHo lasciato la scuola dopo la quinta elementare, lavoro qui a Campo de Fiori \u201d<br \/>&#8220;Sembri uno studente, lo sai?\u201d<br \/>Cominciai a frequentare Giulia, i suoi amici di sinistra, le cose che loro volevano cambiare, la teoria di Machiavelli che il fine giustifica i mezzi.<br \/>(&#8230;)<br \/>Mio padre non si riprese pi\u00f9.<br \/>La mia vita cambi\u00f2 in fretta, c&#8217;erano dei problemi che andavano risolti subito, l&#8217;affitto da pagare, la spesa da fare, le medicine da comprare.<br \/>I mesi passarono presto, l&#8217;estate scomparve del tutto.<br \/>Mi allontanai da Giulia.<br \/>Lasciai l\u2019uguaglianza, la libert\u00e0, gli amici alle loro idee.<br \/>(&#8230;)<br \/>Avevo messo un po&#8217; di soldi da parte, Amsterdam era la mia curiosit\u00e0, un inno alla libert\u00e0.<br \/>Avevo un documento d&#8217;identit\u00e0 falso; volevo guardare il mondo con gli occhi di un altro. Non dimenticai il numero di telefono di Giulia, lo portai con me.<br \/>(&#8230;)<br \/>Andai a telefonare a Giulia, volevo sentirla, ascoltare la sua voce.<br \/>\u201cCiao, sono io\u201d.<br \/>\u201cChe fine hai fatto? \u2026\u201d.<br \/>(&#8230;)<br \/>Poi mi disse che sarebbe andata in Francia, con Fabrizio, il suo ragazzo, che frequentava il quarto anno di Scienze Politiche alla Sapienza.<br \/>Fu un bel colpo per me, non lo feci notare.<br \/>\u201cSai, lui ha avuto dei problemi per gli scontri di Valle Giulia, \u00e8 saltata fuori una pistola e pensano che fosse lui che la impugnava, qualcuno ha fatto il doppio gioco, cos\u00ec lo cercano\u201d.<br \/>\u201cE tu che c\u2019entri in questa storia?\u201d.<br \/>\u201cSono andati anche a casa mia a cercarlo, hanno chiesto di me a mia madre; sanno che sono la sua compagna\u201d.<br \/>(\u2026)<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-3aff2b7 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"3aff2b7\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-694d8bb\" data-id=\"694d8bb\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1383896 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"1383896\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-31688ef elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"31688ef\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>2\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Vivo o morto<\/strong><br \/><em>di Giulio<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">In una notte scura, in cui si vedevano solo le stelle, io e altre persone che non avevo mai conosciuto, abbiamo iniziato il nostro viaggio.<br \/>Io ero il pi\u00f9 piccolo di tutti, avevo 14 anni, ero accompagnato da mio zio. Siamo entrati nell\u2019acqua, che mi arrivava fino al collo. Abbiamo cominciato a salire sulla barca a uno a uno, c\u2019era troppo freddo, mi si sono ghiacciati i piedi, camminavo e neanche li sentivo.<br \/>(\u2026)<br \/>Ho lasciato tutti, per non essere pi\u00f9 lasciato da qualcuno.<br \/>Lentamente ci siamo avvicinati alla terraferma. Mi sono messo di fianco al capitano e ho visto, di lontano, la Guardia Costiera che stava arrivando verso di noi. Era l\u2019aiuto che aspettavamo. \u201cCe l\u2019abbiamo fatta!\u201d, ero felice, anche perch\u00e9 il mare aveva cominciato ad agitarsi e la nostra barca si muoveva pericolosamente a destra e a sinistra. Le altre persone si sono messe a gridare \u201cAiuto! Aiuto!\u201d. Era l\u2019unica parola che sapevano dire.<br \/>(\u2026)<br \/>Dopo molte ore siamo entrati in un centro, dove c\u2019erano tanti altri ragazzi che avevano soldi, sigarette e cibo. Un sogno. Io e mio cugino mangiavamo sempre pasta e pane, senza dimenticare di ringraziare Dio, per questo. Purtroppo, per\u00f2, quel centro divent\u00f2 presto un inferno, chi si tagliava, chi litigava\u2026 Alcuni di noi furono trasferiti. Ricordo che durante il tragitto avevo paura, sentivo dei rumori strani in testa.<br \/>(\u2026)<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Con stile spontaneo ed efficace l\u2019autore racconta cosa significa fuggire dall\u2019Africa su un barcone. \u201cHo lasciato tutti per non essere pi\u00f9 lasciato da qualcuno\u201d. Ma l\u2019Italia tanto sognata si scopre soltanto quando Giulio trova qualcuno che lo ascolta. E il suo viaggio puo\u2019 veramente cominciare.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ecc7084 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"ecc7084\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-432a9b3 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"432a9b3\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>3\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Adulti&#8221;\u00a0<\/strong><\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Diario di una lunga morte<\/strong><br \/><em>di Biagio Crisafulli<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">(\u2026)<br \/>Di solito ero da solo in cella, ma da pochi giorni c\u2019era anche il mio vecchio amico Domenico, alias Mimmo mani di velluto. Ci eravamo conosciuti casualmente al momento dell\u2019arresto, anche lui si trovava in stato di fermo nella caserma dei carabinieri di via Moscova, a Milano, da cui ci condussero al carcere. Sul furgone che ci trasportava a San Vittore scambiammo qualche parola e, nonostante il mio pessimo umore, riusc\u00ec a farmi sorridere con un paio di irriverenti battute sugli sbirri. Cos\u00ec, a pelle, mi piacque immediatamente e una volta giunti in matricola domandai all\u2019agente se era possibile metterci nella stessa cella. Fummo assegnati al pianterreno del quinto raggio, cella numero 107.<br \/>(\u2026)<br \/>Con il passare degli anni rimasi solo. Mio padre mor\u00ec il giorno dopo il giudizio della Corte d\u2019Assise che mi condann\u00f2 all\u2019ergastolo. Mia madre lo segu\u00ec l\u2019anno dopo, incapace di sopravvivere in quella casa, dove ogni oggetto le ricordava i suoi uomini, che tanto aveva amato. Nel 1986, dopo che la Corte di Cassazione mise la pietra tombale sulla mia esistenza \u2013 FINE PENA, MAI &#8211; persi anche mia moglie Maria e i miei due figli, Andrea e Monica.<br \/>(\u2026)<br \/>A darmi la forza d\u00ec continuare a vivere, fu l&#8217;amicizia di Mimmo che divenne il mio unico familiare; quando era fuori mi scriveva due volte la settimana, raccontandomi le sue vicissitudini e accudendomi con fraterna attenzione. Ogni volta che ero trasferito in una nuova prigione, anche lui si spostava di citt\u00e0 e cominciava a \u201clavorare\u201d in quella zona, in modo che se veniva preso, arrivava dove mi trovavo io.<br \/>(\u2026)<br \/>Il giorno precedente la sua scarcerazione, con una scusa lo convinsi ad andare all\u2019aria da solo, poi cominciai a preparami.<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Storia di un\u2019amicizia vissuta nel chiuso di un carcere, raccontata con la tenerezza e la compassione di chi crede che quel sentimento e quella vicinanza possano pi\u00f9 di ogni pena e di ogni errore. Merito dell\u2019autore \u00e8 quello di sondare la psicologia dei protagonisti rendendoli da subito familiari al lettore.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-65cf359 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"65cf359\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-17acbc8 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"17acbc8\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>3\u00b0 classificato sezione<br \/>&#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>La mia strada<\/strong><br \/><em>di Coccinella<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">Il mio nome \u00e8 Lian. Avevo solo quattordici anni quando la mia vita cambi\u00f2 in un attimo. Tutto cominci\u00f2 quando, un giorno, vidi mio padre che stava bastonando mia madre. Si accorse di me, mi si butt\u00f2 addosso e cominci\u00f2 a picchiare anche me.<br \/>A un tratto vidi la porta a terra, entrarono due poliziotti e fermarono quel mostro. Io mi rialzai e corsi verso mia madre, la chiamavo, ma lei non rispondeva.<br \/>(&#8230;)<br \/>Dopo il funerale non andai pi\u00f9 a scuola, non parlavo con nessuno, era come se ci fosse il vuoto intorno a me. Stavo a casa di mia nonna, che in quel momento era la cosa pi\u00f9 importante della mia vita.<br \/>La mia zona non era un bel posto, era un quartiere, diciamo, malfamato. Di pomeriggio uscivo da solo e non davo confidenza a nessuno, fin quando si avvicin\u00f2 Brian, un ragazzo di qualche anno pi\u00f9 grande di me; era la prima volta che qualcuno mi notava.<br \/>(&#8230;)<br \/>In macchina, i ragazzi si misero a fumare una canna; Brian me la mise in bocca: \u00abFuma\u00bb. Io volevo provare, e fumai. Attacc\u00f2 a parlare Salvo, che era il pi\u00f9 grande, e ci port\u00f2 in un posto. Parlava di fare una rapina ed io, che gi\u00e0 non stavo pi\u00f9 capendo nulla, dissi: \u00abCosa? &#8216;Na rapina?\u00bb. E Brian: \u00abS\u00ec, &#8216;na rapina; e senn\u00f2, ti pare come ce l&#8217;avevamo la macchina e i soldi?\u00bb. Ero muto, non sapevo cosa dire. Fu Salvo a parlare nuovamente: \u00ab\u00c8 perch\u00e9 non lo hai provato mai, ma poi ti viene di farle sempre\u00bb.<br \/>(&#8230;)<br \/>Mi portarono nel carcere minorile. Uno shock. Mi sono trovato chiuso dentro senza sapere per quanto tempo sarei rimasto l\u00ec.<br \/>(\u2026)<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>L\u2019autore racconta con lucida consapevolezza il suo percorso, a partire da una famiglia distrutta. Riesce a definire con pochi tratti i personaggi, dando forza alle scene pi\u00f9 drammatiche. E\u2019 il racconto della sua battaglia, il suo incontro di boxe con la vita.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-93dfd21 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"93dfd21\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8ca3fd3 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8ca3fd3\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>Menzione speciale<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>La lunga strada verso casa<\/strong><br \/><em>di Michele Maggio<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">(\u2026)<br \/>Nonostante gli anni, l\u2019uomo si era tenuto in forma: alto e muscoloso, dimostrava meno della sua effettiva et\u00e0 ed era ancora bello. Dannatamente bello.<br \/>(&#8230;)<br \/>Arriv\u00f2 il momento di andare.<br \/>All\u2019uscita del carcere una guardia piuttosto giovane, forse per darsi un tono con i colleghi lo salut\u00f2 ironicamente: \u201cEhi, Dillinger, arrivederci a presto, eh!\u201d<br \/>I loro sguardi s\u2019incrociarono, il poliziotto si irrigid\u00ec e deglut\u00ec vistosamente finch\u00e9 un agente pi\u00f9 anziano e pi\u00f9 furbo lo trascin\u00f2 via per un braccio.<br \/>(\u2026)<br \/>IL RAGAZZO<br \/>Il Toro aveva quasi finito di espletare i suoi bisogni quando fu sorpreso alle spalle da un rumore fin troppo famigliare. Era il click del cane di una Smith &amp; Wesson 38 che veniva tirato indietro e armava il revolver pronto a sparare.<br \/>\u201cUmf\u201d bofonchi\u00f2 serio \u201csolo tu potevi sorprendermi alle spalle in questo modo.\u201d E aveva ragione.<br \/>\u201cHai quel cazzo di dono. Non ti fai sentire. Come i topi. Scorrazzi qua e l\u00e0 senza farti sentire.\u201d<br \/>Il ragazzo se ne stava l\u00ec, in silenzio, ben ritto sulle gambe con il braccio teso, la mano ferma e una sicurezza che non erano tipici di un quattordicenne, nemmeno per gli standard della citt\u00e0.<br \/>\u201cSei venuto a vendicare la mammina, stronzetto? Lo sai che \u00e8 stato un incidente, vero?\u201d Il Toro avanz\u00f2 di un passo verso il ragazzo.<br \/>(\u2026)<br \/>IL VECCHIO<br \/>Il vecchio era come al solito all\u2019interno della sua villa-fortezza.<br \/>\u201cIl Toro \u00e8 morto, Secco. L\u2019Ebreo o il Turco?\u201d ricominci\u00f2 il vecchio.<br \/>L\u2019Ebreo e il Turco erano gli altri pretendenti al trono della citt\u00e0. La morte del Toro poteva essere una dichiarazione di guerra da parte di uno dei due. O di entrambi.<br \/>\u201cN\u00e9 uno, n\u00e9 l\u2019altro qualcosa di personale?\u201d<br \/>\u201cCome fai a dirlo?\u201d<br \/>\u201cPi\u00f9 di una sensazione, diciamo\u201d<br \/>(\u2026)<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Interessante struttura da racconto d\u2019azione americano . L\u2019autore maneggia con abilit\u00e0 un intreccio elaborato e una descrizione vivida dei personaggi. Potrebbe essere in nuce la sceneggiatura di un film.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-83eb3e5 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"83eb3e5\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9355f70 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9355f70\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>Menzione speciale<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Fourteen<\/strong><br \/><em>di Francesco Fusano<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">(\u2026)<br \/>Ho infranto le regole. Mario, suo padre e Peppe sono pregiudicati ed io sono in affidamento. Non dovrei avere contatti con loro, \u00e8 scritto nelle prescrizioni ma sono i miei amici. Sono veri, non sono virtuali e gli voglio bene.<br \/>(\u2026)<br \/>Lui e Peppe cominciano a scartare le siringhe e a preparare la dose.<br \/>Sta succedendo. \u00c8 tutto reale. Assisto alla scena invece dovrei alzarmi e scappare via, lontano. Resto. Vedo le siringhe. L\u2019ago scompare nella fiala in un liquido che sembra coca cola. Tra le milioni di cose possibili che stanno nel grembo dell\u2019infinito la mia mano ha estratto proprio questa.<br \/>\u201cScostati\u201d dice Peppe arrotondandosi la manica della camicia fino al gomito.<br \/>\u201cVoglio fare anch\u2019io\u201d gli dico.<br \/>In quel tardo pomeriggio di febbraio ho dato un colpo di siringa agli sforzi di anni. Sono compromesso.<br \/>(\u2026)<br \/>Quattordici sono gli anni trascorsi da quel maledettissimo novembre in cui seppellii Walter. Cos\u00ec una sera, come se a distanza di anni avessi bisogno di una conferma, provo a digitare su Facebook il suo nome e cognome.<br \/>Quelle orecchie le riconoscerei tra mille, tra un miliardo. \u00c8 l\u00ec, \u00e8 lui. Incredulo osservo la foto e penso. Piango e penso. Piango e la ferma cui ho costretto i miei occhi \u00e8 dischiusa e la mente cerca a stento di essere ragionevole.<br \/>(&#8230;)<br \/>L\u2019unica persona che posso giurare di aver amato e che credo morta, putrefatta e decomposta sotto un cumulo di terra, \u00e8 viva!<br \/>(\u2026)<br \/>Il milione di piccoli pezzi \u00e8 divenuto un miliardo di schegge. Alla fine cedo. Accetto la proposta di rapinare una banca. Quale stupida teoria ho elaborato per cui sono certo dell\u2019impunit\u00e0?<br \/>(\u2026)<br \/>Sono sepolto in questa cella, tra il letto e lo sgabello. Fuori 50 metri di corridoio e altre 24 celle: questo \u00e8 il non mondo in cui io non sono. Non voglio, questa \u00e8 la verit\u00e0.<br \/>(\u2026)<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Menzione per lo stile. Racconto dal ritmo incalzante, si distingue per l\u2019uso di un linguaggio davvero originale ed efficace. L\u2019autore usa con intelligenza le parole e ne rispetta il significato.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bd55b77 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"bd55b77\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e4d6b6f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"e4d6b6f\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>Menzione speciale<\/h2><h3 class=\"titoloRaccontiLibro\"><strong>Quei soggiorni alla cella 9<\/strong><br \/><em>di Salvatore Torre<\/em><\/h3><p class=\"breveDescrizione\">Quella notte fui svegliato da un rumore insolito; un rumore cadenzato, strisciante, che pareva venire da lontano per farsi, via via, pi\u00f9 prossimo e sinistro.<br \/>(&#8230;)<br \/>\u201cFuori dalla cella!\u201d mi url\u00f2 una guardia strattonandomi per un braccio sino al corridoio.<br \/>Brutti bastardi, pensai, mentre a testa bassa gli passavo in mezzo, e il \u201cplac-plac\u201d dei manganelli suonava anche a me.<br \/>Una cinquantina di corpi lamentosi e doloranti, perlopi\u00f9 con il pigiama e le ciabatte o anche scalzi, si trovarono nel cortile. Non dicevano una parola, soltanto mormoravano \u201cla squadretta, \u00e8 arrivata la squadretta\u201d.<br \/>(&#8230;)<br \/>Il comandante della squadretta si alz\u00f2 e fece il giro della scrivania.<br \/>&#8220;E cos\u00ec hai detto pezzo di merda\u2026&#8221; incominci\u00f2, fissandomi negli occhi.<br \/>Risposi di no: &#8220;Non ho detto questo ma vaffanculo&#8221; precisai.<br \/>&#8220;Ah.. hai detto vaffanculo &#8221; esclam\u00f2 lui torcendo lievemente il collo di lato.<br \/>(&#8230;)<br \/>Fui chiuso nella cella 18 dirimpetto alla cella 9. Era un antro buio, senza vetri alle finestre, senz\u2019acqua potabile, senza nulla eccetto un bagno alla turca pieno di escrementi.<br \/>(&#8230;)<br \/>L&#8217;Asinara ci accolse mostrandoci il volto scorbutico e severo dei burocrati dell&#8217;ufficio matricola, un poco scocciati per essere costretti a eseguire per ognuno di noi la procedura di schedazione: occhi, capelli, altezza, impronte digitali&#8230;<br \/>La chiave apr\u00ec le nostre celle pressappoco alle 7:30. &#8220;In piedi, forza!&#8221;. Una delle cinque guardie entrate nella nostra di cella, stratton\u00f2 per la maglia il pi\u00f9 anziano dei miei cellanti e gli url\u00f2 in faccia &#8220;Ti spacco il culo se ti ripesco a letto!&#8221;. Poi si volt\u00f2 a guardare verso di noi. Io ebbi l&#8217;impulso di dire qualcosa, ma l&#8217;altro detenuto anziano, mi ferm\u00f2 lanciandomi un&#8217;occhiata ammonitrice.<br \/>(&#8230;)<br \/>Una mattina la morte si materializz\u00f2 davanti ai miei occhi: uno dei miei compagni di cella \u201cappeso\u201d alla finestra. Lui s\u00ec, aveva legato una corda al collo della sua vita e adesso penzolava inerme davanti a me. Non mi guardava nemmeno, con quegli occhi tirati su, contro il soffitto. N\u00e9 veniva un solo fiato da quella bocca sgorbiata dall\u2019asfissia.<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Interessante struttura da racconto d\u2019azione americano . L\u2019autore maneggia con abilit\u00e0 un intreccio elaborato e una descrizione vivida dei personaggi. Potrebbe essere in nuce la sceneggiatura di un film.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d5e4d2a elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"d5e4d2a\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            Autori finalisti e Tutor                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-93af8ff elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"93af8ff\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2 class=\"titoloLibro\">I finalisti della sezione Adulti<\/h2><table class=\"autori\"><thead><tr><th class=\"right\"><strong>gli autori<\/strong><\/th><th class=\"left\">i tutor<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td class=\"NomiAutori\">HASAN ADAM<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6041\">Maurizio De Giovanni<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">NAZARENO CAPORALI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5764\">Fiamma Satta<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">GIAMPAOLO CONTINI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5859\">Antonio Pascale<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">BIAGIO CRISAFULLI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6162\">Luca Argentero<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">GIUSEPPE FONTANA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5447\">Federico Moccia<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">FRANCESCO FUSANO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5635\">Gloria Satta<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">IVAN GALLO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5716\">Marco Buticchi<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">STEFANO LEMMA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5532\">Andrea Purgatori<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">MICHELE MAGGIO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5413\">Massimo Lugli<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">FEDERICO MARSI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5734\">Pino Corrias<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">MICA DOLIC<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5524\">Cinzia Tani<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">SAMIR MISSORI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5981\">Emilia Costantini<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">FRANCO PEZZINO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5436\">Giancarlo De Cataldo<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">SEBASTIANO PRINO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6053\">Roberto Riccardi<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">GIUSEPPE RAMPELLO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6140\">Carlo Maria Grillo<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">COSIMO REGA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5782\">Andrea Vianello<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">ALESSANDRA ROSA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6183\">Silvana Mazzocchi<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">MILORAD STIJEPOVIC<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5585\">Marco Franzelli<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">SALVATORE TORRE<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6180\">Salvo Sottile<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">SALVATORE VENTURA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5478\">Erri De Luca<\/a><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><h2 class=\"titoloLibro\">I finalisti della sezione &#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><table class=\"autori\"><thead><tr><th class=\"right\"><strong>gli autori<\/strong><\/th><th class=\"left\">i tutor<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td class=\"NomiAutori\">COCCINELLA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5839\">Paolo Di Paolo<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">AMABILE RAFFAELE<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6207\">Walter Veltroni<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">FABRIZIO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/\/?p=6198\">Luca Zingaretti<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">GIULIO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6195\">Eraldo Affinati<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">UNKNOWN<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5969\">Alessandro D\u2019Alatri<\/a><\/td><\/tr><\/tbody><\/table>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-af1b091 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"af1b091\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-a4e73cb\" data-id=\"a4e73cb\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div 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class=\"elementor-image-box-wrapper\"><figure class=\"elementor-image-box-img\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5511\" target=\"_blank\" tabindex=\"-1\"><img decoding=\"async\" width=\"135\" height=\"135\" src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ElioPecora-20x20.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-5360 jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ElioPecora.jpg\" srcset=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ElioPecora-20x20.jpg 20w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ElioPecora.jpg 135w\" sizes=\"(max-width: 135px) 100vw, 135px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5511\" target=\"_blank\">Elio Pecora <\/a><\/h4><p class=\"elementor-image-box-description\">Presidente della Giuria<\/p><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-be253e3\" data-id=\"be253e3\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8ae4448 elementor-position-left elementor-vertical-align-top elementor-widget elementor-widget-image-box\" data-id=\"8ae4448\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image-box.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-image-box-wrapper\"><figure class=\"elementor-image-box-img\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5393\" target=\"_blank\" tabindex=\"-1\"><img decoding=\"async\" width=\"135\" height=\"135\" src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AndreaDiConsoli-20x20.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-5389 jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AndreaDiConsoli.jpg\" srcset=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AndreaDiConsoli-20x20.jpg 20w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AndreaDiConsoli.jpg 135w\" sizes=\"(max-width: 135px) 100vw, 135px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5393\" target=\"_blank\">Andrea Di Consoli<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-4943cab elementor-section-boxed elementor-section-height-default 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decoding=\"async\" width=\"131\" height=\"131\" src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AngeloPellegrino-20x20.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-5774 jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AngeloPellegrino.jpg\" srcset=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AngeloPellegrino-20x20.jpg 20w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AngeloPellegrino.jpg 131w\" sizes=\"(max-width: 131px) 100vw, 131px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5770\" target=\"_blank\">Angelo Pellegrino<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-ef76066\" data-id=\"ef76066\" 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\/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5912\" target=\"_blank\"> Paolo Fallai<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-c1f85a6 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"c1f85a6\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-692c9d7\" data-id=\"692c9d7\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element 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150w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/RubenDeLuca.jpg 160w\" sizes=\"(max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6483\" target=\"_blank\">Ruben De Luca<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-179a3b7\" data-id=\"179a3b7\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8b5b198 elementor-position-left elementor-vertical-align-top elementor-widget elementor-widget-image-box\" data-id=\"8b5b198\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image-box.default\">\n\t\t\t\t<div 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Calandrelli<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d248d0f elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"d248d0f\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            Riconoscimenti                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n  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\u201ccon la partecipazione di noti scrittori, stimola i detenuti alla scrittura e facilita il reinserimento dei detenuti minori\u201d<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-9bbdd1e elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"9bbdd1e\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-c0a6d41\" data-id=\"c0a6d41\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-ef12cf4 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Appena esci, sembra di trovarti all\u2019improvviso in mare aperto\u201d. 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