{"id":6524,"date":"2024-02-14T11:14:30","date_gmt":"2024-02-14T11:14:30","guid":{"rendered":"https:\/\/rdc2.wedot.net\/?page_id=6524"},"modified":"2026-03-24T08:36:01","modified_gmt":"2026-03-24T08:36:01","slug":"edizione-2016","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?page_id=6524","title":{"rendered":"Edizione 2016"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"6524\" class=\"elementor elementor-6524\" data-elementor-post-type=\"page\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-e04c860 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"e04c860\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-19114b2\" data-id=\"19114b2\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bcd7eed elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"bcd7eed\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            Il Libro                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a62f9ae elementor-hidden-mobile elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"a62f9ae\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h3 class=\"titoloLibro\">COS\u00cc VICINO ALLA FELICIT\u00c0<br \/>Racconti dal carcere<br \/>a cura di Antonella Bolelli Ferrera<\/h3><p class=\"descrizioneLibro\">Link di acquisto: <a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/61hi1UV\">Amazon<\/a><\/p><p class=\"descrizioneLibro\">\u201cAnche la catena del male si pu\u00f2 spezzare. Accade quando uno dei suoi anelli, una delle persone che compongono la catena, decide di liberarsene, di perdonare\u201d. Lo scrive uno dei detenuti finalisti del Premio Goliarda Sapienza &#8211; Racconti dal carcere, concorso letterario rivolto ai detenuti (adulti e minori) di tutte le carceri italiane. Cos\u00ec vicino alla felicit\u00e0 racchiude le loro storie, storie che trasudano verit\u00e0, vite vissute dentro e fuori le mura di una cella. Il tema del \u201cperdono\u201d fa da sfondo a queste narrazioni, ed emerge a tratti nella consapevolezza che sia l\u2019unica \u2013 sofferta \u2013 via d\u2019uscita. A tratti, invece, nella non facile ammissione di non aver saputo ancora intraprendere quel cammino: \u201cDissi a chi avrei dovuto chiedere perdono di sentirsi libero di odiarmi\u2026 alla fine quel debito sarebbe risultato in qualche modo saldato\u2026\u201d. Le introduzioni dei racconti sono state affidate a grandi scrittori ed artisti.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">\u00abMi colpisce la psiche dei detenuti. Coloro che hanno sempre dato precedenza all\u2019azione quando si trovano chiusi e privati della loro libert\u00e0 portano fuori il pensiero, la riflessione, la voglia di migliorare i propri rapporti. E l\u2019azione scompare. Vediamo allora che la scrittura diventa come quella farfalla che spesso hanno tatuata: la loro forza\u00bb.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\"><em>Dacia Maraini<\/em><\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Un nuovo libro di racconti dalle carceri nel nome di Goliarda Sapienza. Un\u2019altra raccolta di storie stracolme di esperienze e di umori. Con la tutela e l\u2019attenzione viva di un gruppo di scrittori noti e autorevoli. Da che lasciarsi prendere? Forse dalla compassione, nel senso della condivisione, forse dalla drammaticit\u00e0 delle vicende raccontate; certo dalla capacit\u00e0 di cercarsi in una scrittura che significa ed esprime il coraggio di consegnarsi agli altri e al mondo nella propria accostata o ritrovata verit\u00e0.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\"><em>Elio Pecora<\/em><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-40e1153 elementor-hidden-desktop elementor-hidden-tablet elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"40e1153\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-d49217e\" data-id=\"d49217e\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c212d98 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"c212d98\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h3 class=\"titoloLibro\">COS\u00cc VICINO ALLA FELICIT\u00c0<br \/>Racconti dal carcere<br \/>a cura di Antonella Bolelli Ferrera<\/h3><p class=\"descrizioneLibro\">Link di acquisto: <a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/61hi1UV\">Amazon<\/a><\/p><p class=\"descrizioneLibro\">\u201cAnche la catena del male si pu\u00f2 spezzare. Accade quando uno dei suoi anelli, una delle persone che compongono la catena, decide di liberarsene, di perdonare\u201d. Lo scrive uno dei detenuti finalisti del Premio Goliarda Sapienza &#8211; Racconti dal carcere, concorso letterario rivolto ai detenuti (adulti e minori) di tutte le carceri italiane. Cos\u00ec vicino alla felicit\u00e0 racchiude le loro storie, storie che trasudano verit\u00e0, vite vissute dentro e fuori le mura di una cella. Il tema del \u201cperdono\u201d fa da sfondo a queste narrazioni, ed emerge a tratti nella consapevolezza che sia l\u2019unica \u2013 sofferta \u2013 via d\u2019uscita. A tratti, invece, nella non facile ammissione di non aver saputo ancora intraprendere quel cammino: \u201cDissi a chi avrei dovuto chiedere perdono di sentirsi libero di odiarmi\u2026 alla fine quel debito sarebbe risultato in qualche modo saldato\u2026\u201d. Le introduzioni dei racconti sono state affidate a grandi scrittori ed artisti.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">\u00abMi colpisce la psiche dei detenuti. Coloro che hanno sempre dato precedenza all\u2019azione quando si trovano chiusi e privati della loro libert\u00e0 portano fuori il pensiero, la riflessione, la voglia di migliorare i propri rapporti. E l\u2019azione scompare. Vediamo allora che la scrittura diventa come quella farfalla che spesso hanno tatuata: la loro forza\u00bb.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\"><em>Dacia Maraini<\/em><\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Un nuovo libro di racconti dalle carceri nel nome di Goliarda Sapienza. Un\u2019altra raccolta di storie stracolme di esperienze e di umori. Con la tutela e l\u2019attenzione viva di un gruppo di scrittori noti e autorevoli. Da che lasciarsi prendere? Forse dalla compassione, nel senso della condivisione, forse dalla drammaticit\u00e0 delle vicende raccontate; certo dalla capacit\u00e0 di cercarsi in una scrittura che significa ed esprime il coraggio di consegnarsi agli altri e al mondo nella propria accostata o ritrovata verit\u00e0.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\"><em>Elio Pecora<\/em><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-94f188d\" data-id=\"94f188d\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8eeed60 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"8eeed60\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/95rSi20\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"292\" height=\"439\" src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2016-20x30.gif\" class=\"attachment-large size-large wp-image-3820 jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2016.gif\" srcset=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2016-20x30.gif 20w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/libro2016-200x300.gif 200w\" sizes=\"(max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0f525e0 elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"0f525e0\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            Prefazione                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c215e57 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"c215e57\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h4>di Monsignor Dario Edoardo Vigan\u00f2, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede<\/h4><p class=\"descrizioneLibro\"><strong>Un mondo a parte<\/strong><\/p><p class=\"descrizioneLibro\">\u00abIl cielo \u00e8, al di sopra del tetto, \/ cos\u00ec azzurro, cos\u00ec calmo! \/ Un albero, al di sopra del tetto, \/ dondola la sua palma. \/ La campana, nel cielo che si vede, \/ dolcemente rintocca. \/ Un uccello, sull\u2019albero che si vede, \/ canta il suo lamento. \/ Dio mio, Dio mio, la vita \u00e8 l\u00e0, \/ semplice e tranquilla. \/ Quel placido brusio \/ viene dalla citt\u00e0. \/ Che hai fatto, tu che sei qui \/ e piangi senza fine, \/ d\u00ec, che ne hai fatto, tu che sei qui, \/ della tua giovinezza?\u00bb. Con queste parole, intrise di dolore e nostalgia, ma nello stesso tempo animate da un respiro di speranza, il poeta Paul Verlaine evoca la sua esperienza del carcere. Sente profonda la separazione tra il mondo dentro le mura e quello fuori, tra il brusio del fluire placido della vita e l\u2019implacabile monotonia che toglie il respiro e modifica la percezione del tempo e dello spazio.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Il grido del sangue di Abele ricorda che la storia dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 segnata dal peccato e, a volte, il peccato \u00e8 anche un crimine. Questa \u00e8 la distanza tra noi e un uomo o una donna in carcere: hanno compiuto un\u2019azione che viene dichiarata reato dal codice di diritto penale. Per questo, come il peccato \u00e8 assunto dal cuore misericordioso di Dio, anche il reato viene assunto con decisione e tratto di certezza dalla societ\u00e0 che sa mostrare \u2013 almeno si spera \u2013 la cura per una riabilitazione della libert\u00e0 fino a renderla di nuovo capace di scegliere il bene.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Oggi, non mancano riflessioni e dibattiti sulla capacit\u00e0 del sistema detentivo di reintegrare uomini e donne nelle regole sociali, al fine di ristabilire il profilo della dignit\u00e0 umana, soprattutto riconsegnando visioni progettuali positive alle persone. Fare i conti con un peccato, che ha i connotati del reato, e con le conseguenze che sono reclusione e spesso solitudine e abbandono, costringe a situazioni di marginalit\u00e0, di precariet\u00e0, di drammaticit\u00e0 a cui non possiamo abituarci chiudendoci in un gelido cinismo.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">A questo proposito \u00e8 significativo il richiamo di papa Francesco nella Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia \u201cMisericordiae vultus\u201d: \u00abIn questo Anno Santo, potremo fare l\u2019esperienza di aprire il cuore a quanti vivono nelle pi\u00f9 disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammatica. Quante situazioni di precariet\u00e0 e sofferenza sono presenti nel mondo di oggi! Quante ferite sono impresse nella carne di tanti che non hanno pi\u00f9 voce perch\u00e9 il loro grido si \u00e8 affievolito e spento a causa dell\u2019indifferenza dei popoli ricchi. In questo Giubileo ancora di pi\u00f9 la Chiesa sar\u00e0 chiamata a curare queste ferite, a lenirle con l\u2019olio della consolazione, fasciarle con la misericordia e curarle con la solidariet\u00e0 e l\u2019attenzione dovuta. Non cadiamo nell\u2019indifferenza che umilia, nell\u2019abitudinariet\u00e0 che anestetizza l\u2019animo e impedisce di scoprire la novit\u00e0, nel cinismo che distrugge. Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignit\u00e0, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto. Le nostre mani stringano le loro mani, e tiriamoli a noi perch\u00e9 sentano il calore della nostra presenza, dell\u2019amicizia e della fraternit\u00e0. Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l\u2019ipocrisia e l\u2019egoismo\u00bb (n. 15).<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Proviamo ad ascoltare il muto grido, intriso di rabbia e rassegnazione, facciamo spazio nel nostro cuore al procedere inesorabile di giorni nei quali le persone invecchiano senza accorgersene, bruciano gli anni migliori della loro vita, fino a odiare se stessi e gli altri, mentre versano lacrime amare per la morte del padre o della madre che non hanno pi\u00f9 potuto riabbracciare. Tutto sembra un interminabile oggi con un prima da detestare e un domani di cui non si coglie il profumo dell\u2019alba.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Le pagine di questo libro, grande e doloroso affresco di una umanit\u00e0 dolente, ci guidano a un esercizio di ascolto e di comunicazione inedito, attraverso uno sguardo sulla vita dalla prospettiva di chi sta dietro le sbarre. Trascorrono anni della loro esistenza e avvertono nella propria carne che in carcere non c\u2019\u00e8 nulla di eroico, di romantico, di \u201cformativo\u201d, ma soltanto la amara convinzione di aver fallito qualcosa, di aver fatto del male a se stessi, alla propria famiglia e alle persone pi\u00f9 care.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Proviamo solo a immaginare, come in una sequenza onirica, il rumore della chiave che gira nelle serrature e annuncia l\u2019inizio di un altro giorno, uguale al precedente e a tanti altri gi\u00e0 consumati ma non dimenticati. Cos\u00ec, mentre i passi della guardia si allontanano si sente risuonare nel cuore una voce a ricordarti che sei in carcere, privo della tua libert\u00e0, e ogni tuo diritto dipende da altri. La giornata si apre ancora una volta con lo sconforto di dover vivere da spettatore, pieno di rimpianti e di rancore, ma anche di autocritica e, per grazia, anche di pentimento.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\"><strong>Misericordiosi e giusti<\/strong><\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Partiamo da una convinzione ancora abbastanza diffusa: servire Dio significa \u201cpagarlo\u201d, offrirgli sacrifici in modo da garantirci i suoi favori. L\u2019uomo, dunque, cerca di placare Dio risarcendolo con il sacrificio. La Bibbia propone, invece, una modalit\u00e0 diversa di \u201cservire\u201d Dio. In essa si dice che servire Dio significa servire\/amare il fratello, cio\u00e8 per puntare diritto al Creatore \u00e8 necessario \u201cdeviare\u201d verso la creatura. Questo procedere diritti deviando, la Parola biblica lo definisce giustizia (cf Is 1,16-17). La misericordia, dunque, nella prospettiva biblica \u00e8 il compimento della giustizia, che ha il suo culmine nelle parole di Ges\u00f9 \u00abogni volta che avete fatto queste cose a uno dei miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l\u2019avete fatto a me\u00bb (Mt 25,40). La misericordia, nelle parole di Ges\u00f9, annuncia che il tempio \u00e8 senza dubbio un luogo della presenza di Dio, ma vi \u00e8 anche un altro spazio sacro in cui questa presenza \u00e8, per certi aspetti, \u201cpi\u00f9 grande\u201d, e questo \u00e8 l\u2019amore per i fratelli, il luogo dei rapporti umani cambiati secondo l\u2019ordine della compassione. Forse, ci farebbe pi\u00f9 comodo un Dio che chiede sacrifici in un tempio, ma il Dio biblico ha un concetto di persona pi\u00f9 alta, un\u2019idea di uomo fatto a Sua immagine e somiglianza. Di fronte a questa modello di persona cos\u00ec elevato stentiamo a comprendere, non riusciamo a coglierne in pieno il significato.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">\u00c8 ancora Papa Francesco a offrirci lo spunto per una riflessione schietta, senza reticenze o inutili ipocrisie: \u00abNon sar\u00e0 inutile in questo contesto richiamare al rapporto tra giustizia e misericordia. Non sono due aspetti in contrasto tra di loro, ma due dimensioni di un\u2019unica realt\u00e0 che si sviluppa progressivamente fino a raggiungere il suo apice nella pienezza dell\u2019amore. La giustizia \u00e8 un concetto fondamentale per la societ\u00e0 civile quando, normalmente, si fa riferimento a un ordine giuridico attraverso il quale si applica la legge. Per giustizia si intende anche che a ciascuno deve essere dato ci\u00f2 che gli \u00e8 dovuto. Nella Bibbia, molte volte si fa riferimento alla giustizia divina e a Dio come giudice. La si intende di solito come l\u2019osservanza integrale della Legge e il comportamento di ogni buon israelita conforme ai comandamenti dati da Dio. Questa visione, tuttavia, ha portato non poche volte a cadere nel legalismo, mistificando il senso originario e oscurando il valore profondo che la giustizia possiede. Per superare la prospettiva legalista, bisognerebbe ricordare che nella Sacra Scrittura la giustizia \u00e8 concepita essenzialmente come un abbandonarsi fiducioso alla volont\u00e0 di Dio\u00bb (Misericordiae vultus, 20).<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Siamo tutti consapevoli che, da un lato, \u00e8 necessario tutelare la societ\u00e0 da eventuali minacce, dall\u2019altro reinserire chi ha sbagliato senza lederne i diritti e senza escluderlo dal tessuto sociale. Entrambi questi aspetti hanno la loro rilevanza e vanno connessi per creare una sinergia tra la realt\u00e0 carceraria attuale e quella pensata dalla legge, che prevede come elemento fondamentale la funzione rieducatrice della pena e il rispetto delle norme giuridiche e della dignit\u00e0 delle persone.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Quali le prospettive di giustizia, allora, per questo nostro tempo? Giustizia riparativa, mediazione penale, modalit\u00e0 di risposta \u2013 materiali e simboliche \u2013 al reato e al reo che ricerchino responsabilizzazione e avvicinamento alle vittime: una giustizia, cio\u00e8, che non separi e isoli; che sia vissuta meno come il luogo della lite e della frattura e pi\u00f9 come luogo di composizione di conflitti, di ristabilimento dell\u2019armonia sociale nel senso dell\u2019antica giustizia biblica. Sulla base di queste riflessioni, in coincidenza anche con l\u2019Anno Giubilare, da pi\u00f9 parti, si \u00e8 levata la voce a favore di \u201cgesti di clemenza\u201d.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Mi sembra importante sottolineare che i gesti di clemenza non possono essere in nessun modo riconducibili solo all\u2019amnistia o all\u2019indulto, per esempio. Le misure di indulgenza invocate, infatti, hanno ragione d\u2019essere se inquadrate in radicali e innovative riforme strutturali dell\u2019intero sistema penitenziario. La vera sfida per la societ\u00e0 civile e la comunit\u00e0 cristiana \u00e8 che il carcere sia parte viva della convivenza quotidiana, altrimenti non ha senso parlare di gesti di apertura, n\u00e9 tanto meno di risocializzazione, reinserimento, riconciliazione e accoglienza.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">In questo senso, il tempo del Giubileo pu\u00f2 essere la stagione pi\u00f9 opportuna per promuovere riforme in tema di giustizia. Allo stesso tempo, il gesto di risocializzazione trova valore se legato a qualche riforma e deve rappresentare per il beneficiato anche la coscienza di un cambiamento di vita. Infatti, i gesti di recupero e di misericordia non significano perdonismo unilaterale ma cammino comune di cambiamento, dove la libert\u00e0 ridonata pu\u00f2 costituire occasione di scelta per il bene comune, salvaguardando, al tempo stesso, le esigenze di sicurezza sociale e la funzione risocializzante della pena. Un\u2019analisi spassionata, dunque, ci spinge a superare una visione del carcere come scorciatoia per riparare al male con il male, per orientarci verso la frontiera di un nuovo umanesimo che ci invita a vedere, davanti alla Croce, anche le altre due croci che ci sono a fianco.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Papa Francesco ai carcerati di Velletri scriveva \u201cDio vi ama sempre, non importa gli errori che avete commesso\u201d. Sono parole che accendono la speranza in chi vive un\u2019esperienza nella quale il tempo sembra essersi fermato, il vivere \u00e8 ridotto a brandelli, ogni prospettiva inesorabilmente sbarrata e senza via d\u2019uscita. Quello che soprattutto conta \u00e8 non lasciarsi imprigionare dal passato, ma rimanere aperti a possibilit\u00e0 di cambiamenti radicali, come affermava ancora papa Francesco: \u00abaprite la porta del vostro cuore a Cristo, e sar\u00e0 Cristo a capovolgere la vostra situazione. Con Cristo \u00e8 possibile tutto ci\u00f2!\u00bb.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Nel delicato rapporto tra perdono e giustizia non possiamo dimenticare l\u2019incontro di papa Francesco con i carcerati a Ciudad de Juarez, il 17 febbraio 2016, per \u00abcelebrare il Giubileo della misericordia con voi e ricordare il cammino urgente che dobbiamo intraprendere per spezzare i circoli viziosi della violenza e della delinquenza\u00bb. Sulla scorta del monito del Santo Padre \u00e8 possibile prendere coscienza che, spesso, l\u2019illegalit\u00e0 \u00e8 il sintomo di un problema pi\u00f9 vasto, il disadattamento sociale, e, forse, abbiamo perso diversi decenni a convincerci che tutto si sarebbe risolto isolando, separando, incarcerando, togliendoci i problemi di torno. La misericordia ci ricorda, invece, che il reinserimento non comincia tra le pareti di una prigione, ma inizia prima, \u2018fuori\u2019, attraverso le vie della citt\u00e0.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Il reinserimento o la riabilitazione necessitano di un sistema che potremmo chiamare di salute sociale, vale a dire, una comunit\u00e0 che cerchi di non ammalarsi inquinando le relazioni nel quartiere, nelle scuole, nelle piazze, nelle vie, nelle abitazioni, in tutto l\u2019ambito del tessuto sociale. L\u2019impegno \u00e8 quello di costruire una rete di relazioni umane in grado di generare una cultura di conoscenza, di promozione del territorio, come pure di prevenire situazioni di degrado, che finiscono per ferire e deteriorare la convivenza tra le persone. Infatti, il reinserimento nella comunit\u00e0 civile inizia con la frequenza alla scuola di tutti i nostri figli e con un lavoro degno per le loro famiglie, creando spazi pubblici per il tempo libero e la ricreazione, abilitando le istanze di partecipazione civica, i servizi sanitari, l`accesso ai servizi fondamentali, per ricordare solo alcune misure.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">A partire da questa prospettiva di speranza \u00e8 possibile rialzare la testa, lavorare per ottenere il desiderato spazio di libert\u00e0, consapevoli che la storia non si cambia, non si pu\u00f2 riavvolgere la pellicola per cambiare l\u2019epilogo del racconto. Ma questo non significa porre la pietra tombale sull\u2019esistenza di chi ha sbagliato, dal momento che \u00e8 sempre nostro impegno offrire una possibilit\u00e0 di riscatto soprattutto nei momenti pi\u00f9 duri e spinosi dell\u2019esistenza.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\"><strong>Scrivere per rinascere<\/strong><\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Quando le tenebre scendono e la nebbia avvolge tempo e spazio in un tutto uniforme che stordisce e disorienta, si rivela terapeutica la comunicazione, di cui la scrittura ne \u00e8 parte fondamentale, come diceva Gesualdo Bufalino: \u00abSi scrive per guarire se stessi, per sfogarsi, per lavarsi il cuore\u00bb. Infatti, il proprio vissuto, soprattutto quando \u00e8 intriso di sofferenza e striato di sangue, pu\u00f2 diventare materia grezza da plasmare attraverso l\u2019esercizio dello scrivere. Possono capitare momenti in cui la desolazione fa da sfondo al presente, sgualcisce le foto del passato e compromette irrimediabilmente il futuro, fino a mettere in dubbio il senso della propria esistenza. Proprio in quelle circostanze la scrittura pu\u00f2 irrigare il deserto dell\u2019anima, offrendo un foglio bianco su cui riversare, come in un album, non soltanto i ricordi collezionati in un passato, si spera pi\u00f9 felice, ma anche i momenti difficili che si stanno affrontando. Descrive queste dinamiche, in modo appassionato fino a rasentare il lirismo, Beatrice Balsamo in La parola del narrare e dell\u2019incontro: \u00abIl raccontare di cui questo volume \u00e8 costituito non \u00e8 un chiacchericcio o espressione di opinioni ma una vera e propria opera di tessitura e intrecciamento alla ricerca di qualcosa che vale la pena cercare: il senso della propria vita. E il racconto non \u00e8 cronaca puntigliosa del susseguirsi di eventi, ma selezione, frammenti. \u201cIl dettaglio significante (racconto quei fatti e non altri) fa evento, convoca, \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 del tutto ma che eccede dal tutto e mi convoca fuori dal tutto, dettaglio, carico di senso. Proprio quei particolari [\u2026] e non altri fondano il mio narrare, diventano, cio\u00e8, contingenza eccezionale, mi suscitano commozione e lacerazione. Ma questi fatti particolari che sono la rappresentazione della mia vita non sono mai conchiusi, rinviano sempre a un mistero, ad una attesa (costitutiva dell\u2019incontro) e al silenzio\u00bb (pp 64-65).<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Infatti, la privazione della libert\u00e0 stravolge brutalmente la vita, come una tempesta, vi echeggiano tuoni fragorosi l\u00e0 dove prima risuonavano le risa, i lampi squarciano il cielo, abbagliano e confondono, mentre lacrime di pioggia e nubi minacciose non permettono di guardare al domani divenuto ormai un muro invalicabile.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Il racconto, fatto di parole e di immagini, di sorrisi e di lacrime, di emozioni e di sentimenti, di ribellione e di rabbia, diventa, cos\u00ec, un terreno su cui coltivare la comunicazione con se stessi, l\u2019occasione per far emergere le proprie paure e, attraverso il potere catartico della narrazione, esorcizzare le sofferenze e medicare le ferite. Scrivere porta a indagare il significato di ci\u00f2 che si custodisce nel cuore, fosse anche qualcosa di sconvolgente e di assurdo, leggendo e rileggendo le pagine della propria storia con occhi sempre nuovi. Nella notte della libert\u00e0 negata, nell\u2019incubo angosciante in cui l\u2019alba di un\u2019esistenza non pi\u00f9 costretta entro spazi obbligati, a volte, pare proprio difficile da scorgersi, gli occhi della scrittura permettono di vedere oltre, di leggere la propria vicenda con una forza nuova, di immaginare una possibilit\u00e0 di riscatto.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Un altro aforisma di Bufalino mi aiuta a chiudere questa breve premessa a un testo cos\u00ec intenso e vibrante: \u201cSi scrive per dialogare anche con un lettore sconosciuto\u201d. Auguro che questo libro sia occasione di incontro e di confronto non tra sconosciuti, ma tra donne e uomini che, grazie alle storie narrate e qui raccolte, si possano conoscere e diventare amici prendendosi cura gli uni degli altri.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-00ea45e elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"00ea45e\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            Introduzione                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-57937a1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"57937a1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h3 class=\"titoloLibro\">di Antonella Bolelli Ferrera<\/h3><p class=\"descrizioneLibro\">Quando il bambino torn\u00f2 si mise come sempre ad aspettarla sull\u2019uscio di casa. Casa. In realt\u00e0 una minuscola baracca in mezzo alla campagna con una stanza e una specie di bagno all\u2019esterno dove fare i propri bisogni. Quel giorno l\u2019attese fino al tramonto, ma lei non torn\u00f2 nemmeno quando si fece buio e le stelle cominciarono a brillare nel cielo della notte. All\u2019alba del giorno dopo il bambino era ancora l\u00ec, solo, ad attenderla inutilmente.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Avr\u00e0 avuto ieci anni Stefano, quando sub\u00ec l\u2019abbandono della madre. Oggi ne ha pi\u00f9 di cinquanta ma il ricordo di quel vuoto improvviso, di quel dolore, \u00e8 cos\u00ec vivo e cocente che leggendo il suo racconto sembra di udirne il lamento.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Storia di un\u2019infanzia negata, una storia come tante nel mondo carcerario dove tanti ex bambini approdano ogni giorno per ragioni-reati diversi, in comune hanno l\u2019inizio sbagliato ai nastri di partenza di quella gara a ostacoli che \u00e8 la vita.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">C\u2019\u00e8 chi la sua carriera di fuorilegge la comincia ancora ragazzino: \u201cAvevo quattordici anni. La mia specialit\u00e0 era scippare le vecchiette. (\u2026) Poi sono passato ai furti in appartamento, un lavoro pi\u00f9 tranquillo, pi\u00f9 pulito. Almeno non vedevo in faccia la gente che derubavo\u201d. Lo scrive Butterfly, autore di uno dei racconti di questo libro, finalisti del Premio Goliarda Sapienza. Sono storie di donne e di uomini detenuti, e anche di giovanissimi del circuito penale minorile. Tutti sembrano raccontare la stessa verit\u00e0 di fondo, a volte in modo diretto, crudo, quasi brutale: \u201cNelle fantasie di bambino i supereroi erano i parenti che vendicavano l\u2019ultimo morto e liberavano la famiglia da quel sangu chi faciva u murmuru\u201d. Paolo, cresciuto in una famiglia mafiosa, non vede l\u2019ora di imboccare quella strada gi\u00e0 tracciata da regole non scritte dove se nasci femmina devi piangere i morti e se nasci maschio devi rendere giustizia e vendicare quel sangue. Cos\u00ec far\u00e0, anche se quel giorno non prover\u00e0 n\u00e9 orgoglio n\u00e9 soddisfazione, solo ribrezzo. Ma un \u201cuomo d\u2019onore\u201d non pu\u00f2 mostrare alcun cedimento.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">C\u2019\u00e8 chi, come il giovane Valia, cerca una spiegazione (non una giustificazione) alla propria storia di devianza usando la metafora e infilandoci un aggettivo inventato che ha sentito alla Tv: \u201cMi sento petaloso, ma cresciuto in un prato sbagliato (\u2026). Un fiore diventato arido come il terreno da cui proviene. Brutto e pungente per non farsi strappare\u201d.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Adelmo, invece, romano della Magliana, figlio del Freddo, scrive che farsi amare da lui era talmente impossibile che per riuscirci ha cercato di eguagliarlo. Ci \u00e8 riuscito, e adesso \u00e8 in galera. Subito, per\u00f2, infilza il lettore con una frase che rivela la ricerca di attenuanti per quel padre presuntuoso che si credeva un Dio in terra: \u201cIl danno dell\u2019amore si trasmette di generazione in generazione: lui, senza una madre da abbracciare, come poteva accogliermi?\u201d.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Antonio Pascale nella sua introduzione a uno dei racconti arriva a chiedersi se esista un determinismo ambientale e persino un determinismo genetico che influenzino la capacit\u00e0 di gestire il proprio destino. I racconti, quasi tutti, come le altre centinaia che hanno partecipato al concorso, suggeriscono questa domanda, anche se ogni vita in fondo ha una sua unicit\u00e0. C\u2019\u00e8 una tale amalgama di sentimenti contrastanti in queste storie (in queste vite) da permettere quasi di coniare nuove definizioni come l\u2019odiore, o la disperanza, quando sono l\u2019odio e l\u2019amore, la disperazione e la speranza, a farsi la guerra dentro lo stesso animo. Ogni tanto uno dei due prevale: \u201cFin da quando ero giovane a rendermi forte era stato il rancore dei miei nemici, ancora pi\u00f9 del mio nei loro confronti\u201d, scrive Salvatore, ma ecco che qualcosa accade e gli fa ammettere \u201cQuesto ragazzo, privandomi del suo (ndr disprezzo), mi costringeva a trattarlo senza l\u2019indifferenza e la malizia che avrei voluto. Era la peggiore delle condanne per me, visto che avevo usato l\u2019idea del suo disprezzo per alleggerire la mia coscienza\u201d.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Sono soprattutto storie al maschile: racconti di uomini in gabbia, in fuga, in agguato, in azione. Le poche al femminile battono su un diverso medesimo, drammatico tasto: la violenza sulle donne. \u201cMamma permetteva a mio fratello di picchiarmi. Mi diceva: diventerai donna, preparati a soffrire\u201d. Lo scrive Olga nel suo racconto \u201cIl cerchietto di soffioni. Confessioni di un\u2019assassina\u201d. S\u00ec, perch\u00e9 un giorno, in un crescendo di rancori covati e di violenze subite, forse in parte solo nella sua mente, quella mamma lei l\u2019ha uccisa.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Deja vu invece \u00e8 il racconto di uno stupro perpetrato nel tempo. Vittima una ragazza adolescente. L\u2019orco \u00e8 il nuovo compagno della madre. \u201c\u00c8 tornato. (\u2026) Riesco a sentire il cattivo odore del vino che penetra dalla porta della mia cameretta. \u00c8 un odore che ricorda l\u2019uva caduta e mai raccolta, acini decomposti. Tiro la coperta sopra di me. (\u2026) Mi convinco che se non posso vederlo, anch\u2019io risulter\u00f2 invisibile ai suoi occhi.\u201d Inizia cos\u00ec, il resto \u00e8 il lievitare di un\u2019agonia che si manifesta ogni notte, dove l\u2019attesa della violenza \u00e8 terrificante pi\u00f9 dell\u2019atto che presto sar\u00e0 consumato su quel corpo indifeso.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">L\u2019orco si manifesta anche nel racconto di Gianluca dove un sedicente mago fa scempio dell\u2019ingenuit\u00e0 di un bimbo di nove anni, caduto nelle sue grinfie perch\u00e9 nelle vie di Napoli non aveva un posto dove mangiare e dormire. Perch\u00e9 a casa non aveva nessuno che lo accudiva e lo proteggeva. \u201cMia madre, lo sguardo paralizzante degli occhi di un cobra, non ha pianto una sola lacrima per me. E neppure mio padre: lui non \u00e8 mai esistito\u201d. Sar\u00e0 il boss di un quartiere a prenderlo sotto la sua ala protettrice e il carcere diviene quindi l\u2019approdo automatico. Ma \u00e8 proprio qui che prende la licenza di scuola media, che trova l\u2019amicizia e qualcuno che lo aiuta a ricucire i fili di una vita spezzata. Ed \u00e8 commovente la chiosa finale dove l\u2019autore sente il bisogno di chiedere perdono. Di chiederlo non solo alle persone cui ha fatto del male, ma di chiederlo alla madre dagli occhi di cobra e a quel padre inesistente \u201cper non essere stato il figlio che volevano ma essere stato il figlio che non volevano\u201d. Ha parole persino per l\u2019orco: \u201cHo provato a perdonare anche lui, ma ancora non posso. Forse un giorno, con l\u2019aiuto di Dio\u201d.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Imboccare la strada del perdono (agli altri e a se stessi) non \u00e8 facile per chi si trova recluso e ritiene di avere in tal modo saldato ogni debito, anche quello con la propria coscienza. \u00c8 un tema che solitamente non trova spazio nei racconti dal carcere, ma il Giubileo dei carcerati voluto da Papa Francesco, e a cui l\u2019edizione 2016 del concorso era ispirata, sembra aver dato energia a un sentimento che era l\u00ec sopito e ha preso vita anche in queste pagine. Non tutti vi giungono con la stessa intensit\u00e0 e convinzione. Certamente il saper esprimere attraverso la scrittura un\u2019esigenza dell\u2019anima cos\u00ec intima dimostra di non avere paura di ci\u00f2 che rimarr\u00e0 per sempre, nero su bianco, sulle pagine di un libro. La scrittura come potente antidoto, scrive Erri De Luca.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">\u201cIo scrivo in preda alla disperazione. Io scrivo per sopravvivere. Scrivo perch\u00e9 ho bisogno di riempire il tempo. Scrivo perch\u00e9 voglio star meglio. Io non scrivo perch\u00e9 non mi va, perch\u00e9 la mia mente \u00e8 chiusa, ma poi lo faccio perch\u00e9 mi voglio sfogare\u201d. Incipit di tante piccole storie di un racconto corale scritto da Antonio, un giovane del minorile. \u201cCome si placa il dolore?\u201d, si chiede uno di loro. La risposta sembra giungergli da quel compagno di detenzione, pentito per essere partito dalla Libia senza aver detto addio a nessuno, e che conclude: \u201cil dolore finisce con il perdono\u201d.<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">C\u2019\u00e8 chi ammette per\u00f2 di non esserne capace. \u201cQualcuno ha provato a dirmi come mi sarei dovuto sentire e cosa avrei dovuto provare\u201d, scrive Michele che un giorno spar\u00f2 a un uomo, uccidendolo. Nemmeno per lui, che ha trasformato la vergogna e il dolore in odio, \u00e8 stato facile parlare di riconciliazione, non \u00e8 ancora pronto. Ma infine ammette: \u201cNon arriver\u00f2 correndo, ma arriver\u00f2\u201d. Qualcuno \u00e8 caustico e dal suo tunnel ancora non si intravvede la luce: \u201cLa morte non rende tutti uguali, e forse anche le richieste di perdono funzionano allo stesso modo\u201d. Ma Elias appartiene a un mondo arcaico, immerso nel cuore della Barbagia, dove vigono regole non scritte quasi in antitesi ai nostri Codici, dove il concetto di valent\u00eca rimane un credo irrinunciabile. Qualcuno si chiede candidamente cosa sia il perdono e si risponde: \u201ccredo sia un sentimento, qualcosa di infinitamente profondo. Pare faccia vivere meglio\u201d. Forse a suggerirglielo \u00e8 stato quel prete \u201cdai capelli lunghi e l\u2019incolta barba bianca. Mezzo pazzo e mezzo rivoluzionario, non sembrava quasi un sacerdote. (\u2026) Ha scavato nelle mie membra fino a toccarmi l\u2019anima.\u201d<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">Ognuno, a modo suo, fa i conti con la propria coscienza e la maggior parte trova il coraggio di pronunciare la parola fatidica. \u00c8 poesia con Fusano \u201cSe solo queste vite fuori dal tango sapessero che il verbo amare non si sposa con dare, ma con perdonare.\u201d E con il giovane Unknown che in questi anni ha percorso un lungo tratto di strada: \u201cUna sola \u00e8 la vita, infinite sono le possibilit\u00e0 di cambiarla, l\u2019unica regola \u00e8 non negare mai le proprie origini\u201d. E nelle ultime parole il senso della sua trovata consapevolezza: \u201cPerdonate l\u2019emozione\u201d.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5aae2f1 elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"5aae2f1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            I Vincitori                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cbfd78a elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"cbfd78a\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>1\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Adulti&#8221;<\/h2><h3><strong>Cemento urlante<\/strong><\/h3><p>Sono sveglio ma non mi alzo. Ho sete ma non bevo. Mi godo il torpore dei miei muscoli e delle mie ossa, zittisco anima e coscienza, tanto loro sono abituate e mi lasciano in pace da tempo, assaporo il silenzio. \u00c8 difficile credere che questa sia la stessa sezione di ieri sera, \u00e8 difficile credere che questo sia lo stesso carcere senza la gente che strepita e d\u00e0 di matto: cemento urlante, tutto intorno a me. Anche fuori di qui, anni fa, il silenzio dell\u2019alba era un regalo impagabile.<\/p><p>\u2026<\/p><p>Ho visto persone tagliarsi, cucirsi e tentare il suicidio; ho visto persone prendere a testate il muro, sballarsi col gas delle bombolette o bruciando le posate di plastica; ho visto persone bere la candeggina, ingoiare pile o lamette; ho visto gente salire sui tetti, buttarsi gi\u00f9 dalle scale volontariamente e inventare nuove forme di autolesionismo (anche acrobatico e sincronizzato); ho perso il conto degli affiliati (sedicenti e molto presunti) alle varie associazioni a delinquere, mafie e affini, dalla \u201cA\u201d (muta) di \u2018ndrangheta alla \u201cY\u201d della Yakuza giapponese (anche se qualcuno la chiamava Jacuzzi); l\u2019apice \u00e8 stato toccato da un detenuto pugliese che mi assicurava di far parte degli Hell\u2019s Angels di Los Angeles. Il punto dolente di tutta la faccenda \u00e8 che senza nemmeno rendermene conto questa \u00e8 diventata la mia vita.<\/p><p>\u2026<\/p><p>Il 6 ottobre 2008 ho sparato a un uomo, uccidendolo. Ho fatto ci\u00f2 che ho fatto, sono stato giudicato, sono stato messo in un angolo. Qualcuno mi ha chiesto come mi sentissi e cosa provassi. Qualcuno ha provato a dirmi come mi sarei dovuto sentire e cosa avrei dovuto provare. La verit\u00e0 \u00e8 che ho superato un limite che non andava nemmeno sfiorato.<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Per il grande ritmo e la sapiente costruzione narrativa, Michele Maggio riesce a interessare il lettore e a sviluppare un piano sequenza cinematografico amaro e divertente, ironico ed estremamente realistico. Tutti i personaggi vengono delineati con pochi, netti tratti, fino all\u2019ultima cella, in cui l\u2019autore dimostra non solo maturit\u00e0 letteraria, ma anche capacit\u00e0 introspettiva e coraggiosa coerenza.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f0886f1 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"f0886f1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-848285c elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"848285c\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>1\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><h3><strong>Il biglietto di Rosa Parks<\/strong><\/h3><p>Questa storia noi l&#8217;abbiamo costruita insieme.<br \/>Abbiamo scritto insieme queste pagine confuse, seduti sui banchi disordinati di una scuola carceraria: qualcuno non ha perso un incontro, qualcun altro \u00e8 andato subito via. Molti si sono stancati perch\u00e9 \u201ctanto \u00e8 tutto inutile, \u00e8 solo tempo sprecato\u201d.<br \/>Allora penso a tutti quei ragazzi che hanno passato il loro tempo insieme a me, e dedico loro questo lavoro infinito di ricerca e di gioia effimera.<\/p><p>\u2026<\/p><p>Antonio \u00e8 uno di noi, 17 anni compiuti in carcere, passati in fretta, volati in un baleno, dimenticati agli occhi di tutti.<br \/>Antonio siamo noi, scarpe grandi e cervello fino, mani veloci e capelli tagliati a mezza testa.<br \/>Antonio sono io, cresciuto in carcere, perch\u00e9 in fondo rinchiuso sto bene e non mi lamento mai; pensavo di essere forte e di non aver paura di nulla. Ero bravo a fare rapine, fino a quando non mi hanno arrestato.<\/p><p>\u2026<\/p><p>Cara mamma, per me sei unica, mi hai portato nel grembo per nove mesi, mi hai allattato al seno per due anni. Ho solo te in questo mondo, e mi manchi. So che sei arrabbiata con me, perch\u00e9 ho scelto di partire.<br \/>Io sto bene, ma non sono felice.<\/p><p>\u2026<\/p><p>Voglio stare con te a guardare le stelle. Mi manca il calore dei tuoi abbracci. Un\u2019ora di colloquio a settimana non mi basta, non mi basta pi\u00f9!<br \/>Ma da questo angolo le stelle non si vedono, affogate dalle luci dei lampioni.<br \/>Non \u00e8 giusto non poter vedere mai le stelle di notte.<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Originale, musicale, comunicativo. Una storia non storia che avvolge e affascina, un collage di anime \u201cgraffiate\u201d, che si raccontano con la purezza e l\u2019impulsivit\u00e0 tipica della loro giovane et\u00e0. Uno sguardo critico e allo stesso tempo spontaneo sulla vita, corale e complesso, nitido e struggente.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5f77275 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"5f77275\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a800bef elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"a800bef\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>2\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Adulti&#8221;<\/h2><h3><strong>L\u2019orto delle fate<\/strong><\/h3><p>Ho da scrivere una favola di orchi e di fate.<br \/>Sono cresciuto incolpando mia madre di avermi abbandonato. Sono cresciuto coltivando il dolore.<\/p><p>\u2026<\/p><p>Un giorno decisi di scrivere a Martina, la pi\u00f9 piccola delle mie figlie, che oggi ha ventidue anni.<br \/>\u201cCiao Piccola Rosa bianca, io e te ci siamo sempre visti solo nella sala dei colloqui, e quando ero fuori non parlavamo molto. So che non sono mai stato un padre, io non c\u2019ero mai: alla tua prima comunione, al tuo primo giorno di scuola, al tuo diciottesimo compleanno. Tu eri piccola, e una volta che mi hanno arrestato, ti ho lasciato al commissariato.<br \/>Ci vorr\u00e0 del tempo perch\u00e9 tu mi perdoni, quanto ne \u00e8 trascorso prima che io trovassi il coraggio di chiedertelo\u201d.<\/p><p>\u2026<\/p><p>La nuova risposta di Martina non si fece attendere.<br \/>\u201cCiao pap\u00e0, c\u2019\u00e8 una cosa che volevo dirti: tu non parli mai di nonna Natalina. \u00c8 tua madre. Ho visto una sua foto, l\u2019aveva mandata per te in una lettera, mamma mi ha detto che non hai mai voluto leggerla. Che cosa dir\u00f2 ai miei figli se non conosco la storia di mio padre?\u201d<\/p><p>\u2026<\/p><p>Non so chi fosse mia madre: distratta, bella e con gli occhi sempre tristi, non ho avuto il tempo di conoscerla, io non capivo molto di lei.<br \/>Non era una madre severa, mi ricordo che le sere di primavera ci sedevamo sul gradino, davanti alla porta, in compagnia della luna e delle lucciole che danzavano sul piccolo orto che lei curava con amore.<br \/>Mi raccontava le fiabe di un orto fatato dove, al calar del sole, le verdure si animavano.<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Un racconto toccante e commovente, autentico, in cui la storia scorre fluida affrontando il difficile tema dei rapporti familiari, in bilico tra le certezze del protagonista e la voglia di imparare a perdonare. Una storia d\u2019Amore di particolare purezza, narrata con semplicit\u00e0 per arrivare in fondo al cuore del lettore.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7d80a9d elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"7d80a9d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2ef2e74 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2ef2e74\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>2\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><h3><strong>Perdonate l\u2019emozione<\/strong><\/h3><p>Abbandono la razione, spazio alla fantasia. Il mondo \u00e8 intrappolato in un\u2019enorme nave, non una qualunque, una nave che \u00e8 magia, un posto che racchiude la mia casa, le mie strade, e tutto quello che di vero so.<br \/>Poi c\u2019\u00e8 il mare. \u00c8 quello che provo, l\u2019odore dell\u2019amore, il sapore della verit\u00e0, la melodia che ora sento, il colore della libert\u00e0, ci\u00f2 che non mente mai, come il calore che provo in un abbraccio. \u00c8 la vita.<\/p><p>\u2026<\/p><p>Noi siamo alla riva, insieme ai nostri limiti, esorcizziamo le nostre paure, parliamo di vita, qualcuno dice \u201csiamo liberi\u201d, ma con o senza mura, non lo siamo, siamo spinti a distrarci da noi stessi, per diventare masse di schiavi per i falsi.<br \/>Ero nel mezzo del 2012, in un letto, non il mio, un letto qualunque. Lo stereo era acceso, il disco sussurrava appena, storie, parole tristi, ma canzoni bellissime, musiche cos\u00ec meravigliose, che il dolore dal quale venivano passava in secondo piano.<\/p><p>\u2026<\/p><p>Urlai pi\u00f9 forte del dolore che era dentro di me, provai quelle emozioni cos\u00ec intensamente da non sentirlo quasi pi\u00f9, il dolore. Cos\u00ec, con quell\u2019odore di morte, nauseante, io non svenni, e soprattutto, non mi fermai. Iniziai il mio Viaggio.<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Un racconto maturo, in cui il vissuto personale fa da sfondo a un viaggio onirico che non perde mai la sua concretezza e la sua capacit\u00e0 evocativa. L\u2019autore dimostra un\u2019ottima capacit\u00e0 di utilizzare i simboli e di rielaborare artisticamente la propria storia. Efficace nel visualizzare la forza catartica della musica.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-83ccc4b elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"83ccc4b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4e59cbb elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"4e59cbb\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>3\u00b0 classificato<br \/>sezione &#8220;Adulti&#8221;<\/h2><h3><strong>Parafrasi di un lutto diversamente elaborato<\/strong><\/h3><p>\u201cCasa mia \u00e8!\u201d gridai, mentre tentavo di passare attraverso le sue gambe. Lo sbirro si pieg\u00f2 su di me e, prima che potessi fargliela in barba, mi afferr\u00f2 per la cinta dei pantaloni e mi sollev\u00f2 di peso in aria.<br \/>Non dandomi per vinto, cominciai a dimenarmi e a urlargli contro tutte le parolacce che a quel tempo formavano il mio scarno vocabolario. Smisi di farlo solo quando ci raggiunse mia mamma, che aveva sentito le urla. Era pallida come un cencio, gli occhi vitrei e arrossati di lacrime.<\/p><p>\u2026<\/p><p>Lei mi preg\u00f2 di smetterla, poi mi volt\u00f2 verso di s\u00e9 e mi abbracci\u00f2 forte mentre mi sussurrava che pap\u00e0 questa volta non sarebbe pi\u00f9 tornato a casa.<\/p><p>\u2026<\/p><p>La consapevolezza che io non avrei mai stretto la mano che mi aveva reso orfano, anche solo per rispetto alla memoria di mio padre, mi rendeva incapace di capire come Nannino Vici potesse farlo. Se fosse stato per me, avrei tagliato quella mano assassina del mio sangue e l\u2019avrei portata al collo come amuleto; non mi avrebbe quindi sorpreso se lui avesse immaginato di fare la stessa cosa con me; ritenevo anzi che avessimo lo stesso diritto di meditare vendetta. L\u2019idea che potesse rinunciarvi acuiva la mia diffidenza.<\/p><p>\u2026<\/p><p>Fin da quando ero giovane a rendermi forte era stato il rancore dei miei nemici, ancora di pi\u00f9 del mio nei loro confronti, e questo ragazzo, privandomi del suo, mi costringeva a trattarlo senza l\u2019indifferenza e la malizia che avrei voluto. Era la peggiore delle condanne per me, visto che avevo usato l\u2019idea del suo disprezzo per alleggerire la mia coscienza.<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Un racconto dal forte impatto emozionale, che elabora le ragioni della vendetta con persuasiva concisione, per poi sviluppare in maniera articolata, profonda e personale il tema del perdono. Salvatore Torre realizza una storia intrigante, avvincente ed evocativa, oltre a dimostrare una grande capacit\u00e0 di analizzare i sentimenti e farli vivere al lettore.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2bbcc79 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"2bbcc79\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-99cb5f7 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"99cb5f7\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>3\u00b0 classificato sezione<br \/>&#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><h3><strong>C\u2019\u00e8 Anna<\/strong><\/h3><p>In un attimo puoi distruggere la vita e forse non ne baster\u00e0 un\u2019intera per ripararla. Anna ora \u00e8 sposata, ha due figli e un uomo che non la merita.<\/p><p>\u2026<\/p><p>\u201cTot\u00f2, ma chi \u00e8 st\u00e0 guagliona?\u201d<br \/>\u201c\u00c8 Anna, la figlia di Antonia\u201d<br \/>\u201cMa pcch\u00e8 Antonia ten nata figlia femmena?\u201d<br \/>\u201cE pcch\u00e8 non o sapiv?\u201d<br \/>\u201cNo, nun l\u2019aggij maij vista!\u201d<br \/>\u201cEssa nun \u00e8 com\u2019 a lat\u2019, \u00e8 na purosangue\u201d<br \/>\u201cIn che sens, Tot\u00f2?\u201d<br \/>\u201cCa nun \u00e8 na\u2026\u201d<br \/>Appoggiai le spalle al muro e alzai gli occhi al soffitto, sorridendo. Tot\u00f2 mi conosceva bene, sapeva della nomea di \u201csciupafemmene\u201d.<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Spontaneo e diretto, Raffaele Amabile delinea una storia sentimentale sullo sfondo della delinquenza a Scampia. Il contrasto genera un piccolo effetto di umorismo sotterraneo di notevole qualit\u00e0.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7f3ff1e elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"7f3ff1e\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-656eebb elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"656eebb\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>Menzione speciale<\/h2><h3><strong>Deja vu<\/strong><\/h3><p>Lui \u00e8 l\u00ec; ha abbassato la maniglia e ha varcato la soglia. Me lo immagino: la sua figura immensa e mostruosa, imponente e adrenalinica. Presto quei gesti pacati e innocui lasceranno il posto agli incubi.<br \/>Una mano ruvida e callosa mi carezza lo stomaco. Rasposa come una lingua felina. Ho imparato, col tempo, che ogni tipo di movimento io faccia pu\u00f2 far degenerare la situazione. D\u2019altronde, lui mi preferisce cos\u00ec: inerte.<\/p><p>\u2026<\/p><p>\u00c8 tornato. Speravo che tornasse; che ci\u00f2 che sta per accadere, avvenga.<br \/>Gongolo e tremo di adrenalina. Avverto la puzza di vino mista a bile insinuarsi dalle fessure della porta di camera mia. Oggi quell\u2019odore ha un profumo diverso, di rivalsa.<br \/>Una risata isterica dopo un rigurgito dormiente. Tiro la coperta sopra di me. Cercando di nascondere al meglio il manico del coltello che fa capolino da sotto il cuscino. Mi convinco che potr\u00f2 farcela. Ogni muscolo del mio corpo \u00e8 teso allo spasimo e brama vendetta. Lui \u00e8 l\u00ec, ha trovato la porta socchiusa e nella penombra mi pare di scorgere un ghigno di soddisfazione sul suo volto. Trattengo il fiato e chiudo gli occhi. Far\u00f2 a meno del rifugio, questa notte.<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Per aver saputo bilanciare il livello della realt\u00e0 \u2013 crudele e agghiacciante \u2013 con quello onirico che conduce a inaspettati colpi di scena.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e2d76cd elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"e2d76cd\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4df37a1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"4df37a1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>Menzione speciale<\/h2><h3><strong>U sangu faci u murmuru<\/strong><\/h3><p>Paolo rimase con gli occhi chiusi. Tutto ci\u00f2 che aveva vissuto faceva parte di un copione scritto da secoli, che chiunque altro, al posto suo, avrebbe dovuto recitare fedelmente. A iniziare da quei fuochi d\u2019artificio con cui suo padre, il fratello del capobastone della zona, aveva annunciato a tutti la nascita tanto attesa del figlio maschio, un altro uomo che avrebbe dovuto onorare la famiglia; botti di buon augurio che avevano gi\u00e0 segnato la sua strada di malasorte. Nelle orecchie riecheggiavano le parole che avevano accompagnato la sua infanzia, ripetute puntualmente dalla madre e dalle sorelle maggiori ogni volta che un parente veniva ammazzato. Poche parole pronunciate come un grido di dolore, poi una cantilena angosciosa che ti entra nel cervello e non ti lascia in pace, come le anime che non avrebbero avuto riposo prima della vendetta: \u201cSangu chiama sangu&#8230; U sangu faci u murmuru&#8230; Sangu chiama sangu\u2026\u201d<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Per aver raccontato con capacit\u00e0 introspettiva l\u2019epopea della vendetta e la difficile elaborazione del pentimento.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-00eb818 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"00eb818\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f0b45ec elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"f0b45ec\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>Menzione speciale<\/h2><h3><strong>La casa del Padre<\/strong><\/h3><p>Elias, attraverso un lento processo di gemmazione spontanea e al continuo contatto con la personalit\u00e0 della madre, formava il suo carattere e il suo fisico.<\/p><p>A quindici anni il suo corpo era forte e sano e aveva preso possesso dei suoi sensi. Sospinto dal silenzioso assenso della madre, cominci\u00f2 a seguire suo padre in campagna. \u201cQuesto figlio\u201d, pens\u00f2 la donna, \u201c\u00e8 fatto della mia stessa pasta e non tarder\u00e0 a far rispettare i nostri beni che fino a oggi sono stati a disposizione di chi voleva prenderseli\u201d.<\/p><p>\u2026<\/p><p>Per prima cosa impar\u00f2 a camminare in aperta campagna e fu bello riuscire a tenere il passo del padre senza stancarsi. Si trattava di sentirsi nello stesso tempo leggeri e pesanti. Leggeri, perch\u00e9 non si doveva gravare con il proprio corpo sulle gambe, e pesanti perch\u00e9 si dovevano sentire i piedi come qualcosa su cui poggiare sicuri.<br \/>E poi, saper usare gli occhi! S\u00ec, perch\u00e9 per camminare come un uomo, bisognava imparare a osservare e valutare sia le cose vicine sia le cose lontane, segnali o avvertimenti di possibili percorsi e di probabili pericoli.<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Per aver descritto il mondo barbaricino, mescolando la realt\u00e0 ai miti legati alle tradizioni locali, creando un effetto letterario di grande forza comunicativa.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-51b55c2 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"51b55c2\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-aa3e48b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"aa3e48b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>Menzione speciale<\/h2><h3><strong>Mi sento petaloso<\/strong><\/h3><p>Le vacanze stanno per finire e bisogna approfittarne, le strade di Napoli in questi giorni sono piene di gente. Prendo la moto, una Honda Transalp, ma non metto il casco, perch\u00e9 a Napoli di notte \u00e8 meglio girare senza casco piuttosto che farsi ammazzare per una svista. Abito in una piccola stradina di periferia al rione Traiano. Mentre cammino incrocio una pattuglia dei carabinieri a fari spenti. Penso \u201cstasera non mi va di giocare a guardie e ladri\u201d, meglio che mi sposti dal rione.<\/p><p>\u2026<\/p><p>Sento la sirena di un\u2019ambulanza, voci concitate, sembrano tutti impazziti. Odo parole del tipo: \u201c\u00c8 morto, l\u2019hanno sparato, era un bravo ragazzo\u201d. Incontro un mio amico, lo fermo e gli chiedo cosa sia accaduto. \u201cUn carabiniere ha speronato un gruppo di ragazzi facendoli cadere, poi ha esploso un colpo. Uno \u00e8 finito al Pronto Soccorso\u201d.<\/p><p>\u2026<\/p><p>Gente che di notte cammina armata per difendersi dal nemico, imbottita di alcool, droga, cocaina, che si esalta mettendo in mostra la forza, sparando in aria o contro i bidoni della spazzatura, e che se sgarri ti punisce. Gente che non \u00e8 capace di perdonare.<\/p><p>La vita vale poco nelle periferie di Napoli. Si muore per un\u2019offesa, per frequentare la donna sbagliata, la donna del boss del quartiere.<\/p><h6>Motivazioni<\/h6><p>Per aver saputo raccontare come, a volte, le origini condizionino la vita ancor pi\u00f9 delle azioni stesse.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cbdc55a elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"cbdc55a\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            Autori finalisti e Tutor                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1dfbda1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"1dfbda1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2 class=\"titoloLibro\">I finalisti della sezione Adulti<\/h2><table class=\"autori\"><thead><tr><th class=\"right\"><strong>gli autori<\/strong><\/th><th class=\"left\">i tutor<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td class=\"NomiAutori\">\u201cOLGA AMOSOVA\u201d<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6183\">Silvana Mazzocchi<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">ADELMO BATTISTINI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5413\">Massimo Lugli<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">ANTONELLO CARRARO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5635\">Gloria Satta<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">BIAGIO CRISAFULLI<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5734\">Pino Corrias<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">\u201cFANFAR\u00d9\u201d<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5524\">Cinzia Tani<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">FRANCESCO FUSANO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6234\">Roberto Pazzi<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">STEFANO LEMMA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6258\">Ricky Tognazzi e Simona Izzo<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">MICHELE MAGGIO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6240\">Sandro Ruotolo<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">GIANLUCA MIGLIACCIO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5859\">Antonio Pascale<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">MARIO MUSARDO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5716\">Marco Buticchi<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">\u201cOSSUMI\u201d<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5585\">Marco Franzelli<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">SEBASTIANO PRINO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5981\">Emilia Costantini<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">MASSIMO ARMANDO RAGANATO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6249\">Bianca Stancanelli<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">GIUSEPPE RAMPELLO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6228\">Mogol<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">SALVATORE TORRE<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5969\">Alessandro D\u2019Alatri<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">\u201cZAZZA\u201d<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5839\">Paolo Di Paolo<\/a><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><h2 class=\"titoloLibro\">I finalisti della sezione &#8220;Minori e giovani adulti&#8221;<\/h2><table class=\"autori\"><thead><tr><th class=\"right\"><strong>gli autori<\/strong><\/th><th class=\"left\">i tutor<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td class=\"NomiAutori\">ANTONIO<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5478\">Erri De Luca<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">BUTTERFLY<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6276\">Costanza Quatriglio<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">HIT MAN<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6282\">Carolina Raspanti<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">JOSEFH<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5782\">Andrea Vianello<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">LETIXIA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5764\">Fiamma Satta<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">MATTIA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5532\">Andrea Purgatori<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">RAFFAELE AMABILE<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5447\">Federico Moccia<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">VALIA<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6270\">Guido Barlozzetti<\/a><\/td><\/tr><tr><td class=\"NomiAutori\">UNKNOWN<\/td><td><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=6264\">Luca Barbarossa<\/a><\/td><\/tr><\/tbody><\/table>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-224d11b elementor-widget elementor-widget-wesper-section-title\" data-id=\"224d11b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wesper-section-title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t          <div class=\"jlcus_sec_title jl_sec_style9 jl_secf_menu   \">\n            <div class=\"jlcus_sect_inner\">\n                                    <h2 class=\"jl-heading-text\">            \n                        <span>\n                                                            La Giuria                                                    <\/span>            \n                  <\/h2>\n                                    \n                              <\/div>                    \n                      <\/div>                    \n    \t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-9a322c0 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"9a322c0\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-62de27e\" data-id=\"62de27e\" data-element_type=\"column\" 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\/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5912\" target=\"_blank\"> Paolo Fallai<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-765dfdd elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"765dfdd\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-33 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-730634e\" data-id=\"730634e\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element 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131w\" sizes=\"(max-width: 131px) 100vw, 131px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5519\" target=\"_blank\">Daria Galateria<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-33 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-0a4b001\" data-id=\"0a4b001\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-730cd80 elementor-position-left elementor-vertical-align-top elementor-widget elementor-widget-image-box\" data-id=\"730cd80\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image-box.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-image-box-wrapper\"><figure class=\"elementor-image-box-img\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5770\" target=\"_blank\" tabindex=\"-1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"131\" height=\"131\" src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AngeloPellegrino-20x20.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-5774 jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AngeloPellegrino.jpg\" srcset=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AngeloPellegrino-20x20.jpg 20w, https:\/\/raccontidalcarcere.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AngeloPellegrino.jpg 131w\" sizes=\"(max-width: 131px) 100vw, 131px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"elementor-image-box-content\"><h4 class=\"elementor-image-box-title\"><a href=\"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/?p=5770\" target=\"_blank\">Angelo Pellegrino<\/a><\/h4><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div 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conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica<\/p><p class=\"descrizioneLibro\">PATROCINI: Senato della Repubblica, Camera dei deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Giustizia, Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali, Rai &#8211; Radio televisione italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-fe01ced elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"fe01ced\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-6628a51\" data-id=\"6628a51\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div 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Accade quando uno dei suoi anelli, una delle persone che compongono la catena, decide di liberarsene, di perdonare\u201d. Lo scrive uno dei detenuti finalisti del Premio Goliarda Sapienza &#8211; Racconti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":603,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-6524","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/6524","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6524"}],"version-history":[{"count":82,"href":"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/6524\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11285,"href":"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/6524\/revisions\/11285"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/603"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/raccontidalcarcere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6524"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}